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Il Papiro Lansing proviene con ogni probabilità da una tomba tebana. Il reverendo missionario Dr. Lansing, dal quale il reperto prese il nome, lo portò a Londra nel 1884.  Due anni dopo, nel 1886, divenne proprietà sino ad oggi del British Museum, ove fa parte della collezione di papiri...
Sono passate diverse ore da quando ho appreso che Barry Kemp ha lasciato questa terra… una notizia che mi ha scosso e che ha fatto largo ad un'enorme tristezza. Ancora non riesco a rassegnarmi all'idea che il professore possa aver iniziato il suo viaggio tra le stelle imperiture. Si, se ne è andato un grande, uno di quelli che come lui non ci saranno più. L'egittologo gentiluomo, così amavo definirlo…

Lettere da Mari

Nel 1933 fu scoperta la città di Mari, importante centro mesopotamico, contemporaneo di Uruk. Negli anni successivi, il sito archeologico restituì oltre ventimila tavolette di argilla con preziose informazioni riguardanti l'amministrazione statale, i rapporti diplomatici fra le varie entità statali e i rapporti commerciali con alcuni paesi del Mediterraneo, del Medio Oriente e dell'Asia meridionale. In questo nuovo Speciale, Alberto Elli ci presenta una ventina di lettere tratte da quel vastissimo archivio. Buona lettura!
Lungo la Via Licia, in Turchia, esistono innumerevoli siti archeologici con resti di notevole importanza. Tra essi troviamo l’acquedotto a sifone invertito (detto anche rovescio) di Delikkemer vicino Patara, un’opera di grande ingegneria idraulica romana.
Il testo qui presentato dovrebbe risalire a un periodo non molto successivo a Clemente di Alessandria (circa 150-215) ed Origene (185-254), poiché esso mostra numerose affinità con la loro teologia. L’autore è presentato col nome pseudoepigrafico di Silvano, il compagno di Paolo, e probabilmente era un copto.
Tempo fa, trovandomi a leggere di un certo reperto e di discussioni ad esso connesse, iniziai a scrivere un articoletto che trattasse della questione ma soprattutto, più ampiamente, di qualcosa di molto più importante: la mescolanza di serietà scientifica e spinte egoiche, che spesso oggi sfocia nella solite diatribe...
Il testo qui presentato risale probabilmente alla XXX dinastia o all'inizio dell'epoca tolemaica, ed è costituito da due papiri indipendenti conservati al Museo di Brooklyn con i numeri 42.218.48 e 42.218.85. Si trattava certamente di un unico papiro, strappato in due dal suo ritrovatore, probabilmente per guadagnare di più nella vendita di due papiri. Il testo si compone di due parti: una prima parte, purtroppo mutila all'inizio, contiene una descrizione dei diversi serpenti, con l'esposizione delle conseguenze del loro morso. Una seconda parte, invece, è una specie di antidotario, dove vengono dati i diversi rimedi per far fronte alle morsicature dei singoli serpenti.
Pochi giorni fa il Concilio Supremo delle Antichità Egiziane ha annunciato il "progetto del secolo", ovvero lo studio e il restauro dei blocchi in granito della piramide di Micerino a Giza, con l'obiettivo di riportare il monumento funerario al suo antico e originale splendore rimettendo in opera i blocchi...
Il testo sahidico qui presentato è conservato nel manoscritto M 633, Fogli 1-46, della Pierpont Morgan Library di New York e risale alla fine del X secolo. È stato pubblicato da J. DRESCHER, Three coptic legends: Hilaria, Archellites, The Seven Sleepers, Supplément aux Annales du Service des Antiquités de...
Il Papiro di Berlino 3038 chiamato anche, per quanto si vedrà, Papiro Brugsch o Grande Papiro di Berlino, fu scoperto, unitamente ad altri antichi reperti, dall’egittologo italiano Giuseppe Passalacqua (1797-1865) nella zona delle piramidi di Sakkara. Il ritrovamento si presume debba risalire al 1826, successivamente (1827) fu acquistato dal...
Dopo la strepitosa mostra su Tutankhamon che nel 2019 ha registrato oltre 1,4 milioni di visitatori, la Grande Halle de La Villette di Parigi torna a raccontare l’Egitto faraonico e lo fa con una nuova grandiosa esposizione che attirerà ancora una volta non solo i grandi appassionati di questa antica civiltà ma anche i curiosi e tutti coloro che vorranno lasciarsi ammaliare dall’irresistibile fascino della terra dei faraoni. Ramsès et l’or des pharaons approderà a La Villette in primavera e per 6 mesi delizierà i suoi visitatori con ben 181 reperti originali, molti dei quali non avevano mai oltrepassato i confini egiziani prima di questa tournée.
Cari amici di MediterranoAntico, in occasione del centenario della scoperta della tomba di Tutankhamon, la nostra capo redattrice Tiziana Giuliani si è imbarcata, con l’aiuto di Paolo Belloni, in un ambizioso progetto che ha coinvolto diversi autori (ai quali va un caloroso ringraziamento per la preziosa collaborazione). Ha pensato di raccogliere...
“Si può raccontare un dipinto a coloro che non possono vederlo con gli occhi ma possono ricostruirlo nella mente con l’aiuto dell’immaginazione, dell’udito e del tatto? Qual è il ruolo della parola intesa come equivalente estetico dell’immagine? E come, in presenza di disabilità visiva, l’ascolto di una descrizione può...
Dettaglio del soffitto. Crediti: Ministry of Tourism and Antiquities Nella giornata di ieri il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziane ha comunicato il rinvenimento di una sepoltura di epoca tolemaica a Sohag. La scoperta è avvenuta durante il corso di formazione “Scuola di Formazione sulle Opere di Scavo del Diabat...
Crediti: Abydos Archaeology È venuto a mancare il 1 ottobre l’egittologo David O’Connor, Direttore Emerito dell’Abydos Archaeology e Lila Acheson Wallace Professor Emeritus di Arte e Archeologia Egiziana all’Institute of Fine Arts dell’Università di New York. La sua intera carriera, iniziata nella Nubian Salvage Campaign sotto la direzione di Walter B. Emery...
Torna in esposizione al Museo Egizio il Papiro dei Re, dopo un’opera di ricerca e restauro, frutto di una collaborazione internazionale tra Torino, Copenaghen e Berlino. Nel giorno in cui il mondo dell’egittologia, celebra il bicentenario della decifrazione dei geroglifici ad opera di Jean-François Champollion, il Museo Egizio accende i...
Il 27 settembre 2022 ricorre il bicentenario della decifrazione dei geroglifici, l'evento che ha sancito la nascita dell'Egittologia come disciplina umanistica. Nello speciale di Paolo Bondielli ripercorriamo il lungo e faticoso cammino a cui hanno preso parte letterati e uomini di scienza, dall'epoca greco-romana fino al XIX secolo, dalle...
L'area dove sono stati rinvenuti i resti del Palaeoloxodon antiquus. Crediti: UniBo Presso la Grotta del Poggio, a est di Marina di Camerota, in località Lentiscelle, la campagna di scavi condotta dalle Università di Siena, Dipartimento di Scienze fisiche, della Terra e dell’Ambiente – UR Preistoria e Antropologia, e di...
Reperti rinvenuti all'interno della grotta funeraria. © Israel Antiquities Authority (IAA) La settimana scorsa, durante alcuni lavori sulla spiaggia di Tel Aviv, uno scavatore meccanico che stava lavorando nel parco nazionale di Palmahim ha casualmente urtato il soffitto di una grotta funeraria. La notizia è stata diffusa dall’Autorità israeliana per...
La locandina della tappa partenopea di “Festa Etrusca! La storia si racconta”. Crediti: Festa Etrusca/EGA - Entertainment Game Apps, Ltd. Il 17 settembre il Museo Archeologico Nazionale di Napoli ha ospitato la terza tappa di “Festa Etrusca! La storia si racconta”, giunta alla sua seconda edizione. Simbolo della tappa partenopea...
Il Papiro Hearst prende il nome da una donna, la Signora Phoebe Apperson Hearst (1842-1919), la madre di William Randolph Hearst il grande magnate dell’editoria statunitense nella prima metà del 900. La Signora Hearst, donna ricchissima, finanziò nella primavera del 1901 gli scavi in Egitto nella zona di Der-el-Ballas,...
N.B. Le foto dei reperti afferenti alla mostra non sono ancora disponibili. Per questo articolo abbiamo utilizzato le nostre foto che provengono dalla mostra di Parigi del marzo 2019. Riapre il centro museale privato del trecentesco Palazzo Zaguri inaugurando l’imponente mostra archeologica nel cuore pulsante di Venezia: 1000 reperti da...
Come è noto, alle donne nell’ antica Roma erano precluse l’attività politica e quella forense, non due realtà diverse ma anzi inestricabili, poiché l’idea di civis romanus passava dall’ oratoria come strumento per fare negotium (politica). Era il possesso della parola da parte di chi doveva esserne escluso il...
A pronunciare la frase virgolettata che compone il titolo è stato Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, durante la presentazione della seconda edizione di “Festa Etrusca! La storia si racconta”, nello splendido scenario del Museo Archeologico dell’Umbria, a Perugia, prima tappa di quattro eventi. Il percorso...
Veduta dall'alto della stanza degli schiavi di Civita Giuliana. Crediti: pompeiisites.org La stanza degli schiavi rinvenuta nella villa suburbana di Civita Giuliana, a nord di Pompei, è tra le finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2022 (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum: 8ª edizione per l’International Archaeological Discovery Award...
Veduta di una parte del Vallo di Adriano. Crediti: romanoimpero.com Patrimonio UNESCO dal 2005, quest’anno il Vallum Hadriani compie 1900 anni dalla sua edificazione. La conquista della Britannia da parte dei romani fu affatto facile: le campagne militari iniziarono già sotto l’egida di Giulio Cesare, negli anni 55/54 a.C., partendo dalla...
Parte del mosaico rappresentate la scena dell'Iliade, crediti: Historic England Il mosaico rappresentante una scena dell’Iliade rinvenuto nella Contea di Rutland (Midlands Orientali, Gran Bretagna) è tra le finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2022 (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum: 8ª edizione per l’International Archaeological Discovery Award...
Rise of Aten (Tjehen-Aten), veduta del quartiere residenziale e amministrativo con il muro a zig-zag. Crediti: dr. Zahi Hawass Rise of Aten (Tjehen-Aten), la città fondata da Amenhotep III (1391-1353 a.C. ca.), è tra le finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2022 (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum:...
Dal 13 ottobre 2022 al 19 febbraio 2023, il British Museum ospiterà l’esibizione “Hieroglyphs: unlocking ancient Egypt” nella Sala 30 della Sainsbury Exhibitions Gallery. La nostra intende celebrare i 200 anni dalla decifrazione dei geroglifici, che ha permesso di “sbloccare” (unlocking) il mondo dell’antico Egitto, dandoci l’accesso ad una cultura...
Il tempio buddhista di Barikot, crediti Università Ca' Foscari di Venezia/ISMEO Il tempio buddhista di Barikot è tra le finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2022 (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum: 8ª edizione per l’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2022). Già noto dalle fonti greche e latine...
Il tempio neolitico di Karahan Tepe, crediti: TouringClub Italiano Situato nella provincia di Şanlıurfa (antica Edessa) nella Turchia sudorientale, a poco più di 40km da Göbekli Tepe, il tempio neolitico di Karahan Tepe è tra le finaliste dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2022 (Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di...
“Sostenere il confronto professionale, scientifico e culturale in ambito archeologico, stimolare l’editoria specializzata, dare indirizzi e proposte alla didattica scolastica, universitaria e museale, valorizzare l’istituzione museale ospitante, come anche il patrimonio archeologico e artistico di Roma e coinvolgere pubblici non di settore” Questi sono gli ambiziosi obiettivi che l’undicesima...
“Il Vignola architettò la villa, ora sede del Museo Etrusco, e Bartolomeo Ammannati, venuto da Firenze, disegnò il Ninfeo di un’eleganza slanciata e solida nei muri curvi e nelle logge affrontate senza snervature. Su quelle cadenze fantastiche e piene avevo studiato anni prima andando con i miei taccuini, sola,...
Foto di copertina: ©ph.FotoNicolaCastangia Il 10 giugno 2022 la mostra internazionale “Sardegna Isola Megalitica. Dai menhirai nuraghi: storie di pietra nel cuore del Mediterraneo” è giunta al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, dove rimarrà in programma fino all’11 settembre 2022. Si tratta della sola tappa italiana prevista dopo i successi...
In questo articolo prendo spunto da una domanda fattami, cui ho risposto con un post. Accolgo l’invito di Tiziana di ampliarlo un po’ poiché tali riflessioni su questo tema non sono facili da trovare in pubblicazioni ed ancor meno in documentari. Vediamo dunque di cosa si tratta. La domanda era:...
Una delle grandi domande dell’egittologia, per quanto concerne l’ambito storico-religioso, è la seguente: ci furono, in epoca faraonica, iniziazioni misteriche? Con il concetto di “iniziazione” (dal latino initium) ci si riferisce a un rito di passaggio che prevede una morte simbolica finalizzata alla rinascita dell’iniziato come uomo di conoscenza. Tale...
Un rituale enigmatico Dendera, tempio di Hathor: sotto il sole cocente che arroventa l'atmosfera e fa tremolare l'aria surriscaldata, lo sguardo fatica a mantenere l'attenzione sulle pareti esterne del tempio. Sui blocchi di pietra ben commessi e squadrati che le compongono si dipana una sequenza di figure incise con maestria:...
Il 9 maggio presso gli Hamilton Gardens (Nuova Zelanda) è stato inaugurato un giardino all’egiziana dall’ambasciatrice egiziana in Nuova Zelanda Dina Farouk El Sehy e dal sindaco Paula Southgate. Creata agli inizi degli anni ‘60 e di proprietà e gestione del Consiglio comunale di Hamilton, l’area oggi vanta 54...
Nel riportare alla luce le originali trincee di fondazione del tempio, e grazie alla conservazione delle impronte dei talatat posati dagli Egizi sulle fondamenta in “cemento”, non solo è stato possibile ricostruire l'impianto definitivo che Akhenaton scelse per il suo più importante monumento dedicato all’Aton, ma sono emerse preziosissime informazioni su come gli antichi costruttori di Akhetaton lo edificarono.
Poche sono le invenzioni del mondo moderno non presenti sotto forma di archetipi già nel mondo antico, dalla civiltà mesopotamica in poi. Una di queste è la figura del licantropo o lupo mannaro (in latino “versipellis”). Ce ne danno testimonianza due autori della letteratura latina del I secolo d.C.: Petronio...
L'archeologia preventiva è un’attività di ricerca specializzata, effettuata allo scopo di preservare e studiare elementi significativi del patrimonio archeologico minacciato da lavori in programma. Si effettua con interventi diretti nelle aree interessate con sondaggi diagnostici, oppure attraverso studi indiretti e propedeutici alla realizzazione dei progetti. Tali interventi si rendono necessari nel...
Nel 2019 l’Universitat de les Illes Balears (UIB) aveva annunciato la scoperta di una nave da carico romana a soli 2m di profondità nelle acque di Playa de Palma, una delle spiagge più popolate di Maiorca. Oggi, tramite un tweet, l’Universitat de les Illes Balears annuncia il recupero degli...
Il 22 settembre 2021 è stata inaugurata nel Castello Rosso di Tripoli la mostra “Libia-Italia: attività congiunte nel campo della archeologia”. Questo evento, voluto dall’Ambasciata italiana e dal Dipartimento delle Antichità della Repubblica libica, finanziato dal ministero degli Affari Esteri italiano, è stato organizzato dalla Fondazione MedA – Mediterraneo...
Assisi, un po’ di storia Situata sul versante nordoccidentale del Monte Subasio, Assisi era in origine un piccolo villaggio abitato dalla popolazione degli Umbri nei secoli IX-VIII a.C., i quali avevano rapporti di tipo commerciale con gli Etruschi. Dopo la battaglia del Sentino (295 a.C.) e la definitiva conquista romana...
Il 26 giugno del 1946, in località Santa Lucia di Calamello nel comune di Pergola (PU), furono casualmente rinvenuti circa 318 frammenti di bronzo dorato per il peso complessivo di 9 quintali. Il ritrovamento fu segnalato dall’allora studentessa Piera Vernarecci allo zio, il canonico Giovanni Vernarecci, ispettore onorario di...
Il titolo di questo articolo è mutuato per intero dal libricino che ho acquistato presso il Museo Archeologico del Territorio di Populonia, perché è evocativo e perché è il motivo per cui quel libretto, insieme ad altri testi, ha attirato la mia attenzione e l’ho comprato. Si tratta di un...
Da queste pagine amerei parlare di arte egizia, uno dei tratti che più attira il pubblico. Ed è anche un tema che da sempre mi sta particolarmente a cuore. Questo, non solo per la sublime bellezza e l’assoluta unicità di quelle opere, dalle pitture ai rilievi, alla statuaria o all’architettura, ma...
La recentissima nomina di sei nuovi direttori autonomi di Musei e Parchi Archeologici è stata occasione per annunciare alcune novità relative al territorio del Molise. Enrico Rinaldi, professore a contratto presso la Scuola Superiore Meridionale dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”, archeologo specializzato in restauro di monumenti, è...
Foto di copertina: Altorilievo costituito da una coppia di cavalli alati di profilo, scalpitanti, aggiogati ad una biga, Museo Archeologico di Tarquinia. Ogni grande impero del passato affondava le sue radici nei “pignora”, ovvero nei pegni, nei talismani, che ne proteggevano la potenza politica e ne garantivano la continuità, la...
L’archeologia mira alla ricostruzione delle antiche civiltà attraverso lo studio di materiale epigrafico, monumentale, numismatico e dei manufatti che queste hanno prodotto nel corso del tempo. Molti di questi manufatti, dopo un processo di studio restauro e conservazione, vengono interessati da un processo di musealizzazione, per consentire a tutti noi...
Immagine di copertina: La tomba di Tullia a Formia. Crediti fotografici: Fausto Forcina - Fotography Il verso presente nel titolo allude alla tomba di Tullia e ad una lampada che irradia luce. Di cosa parlava il poeta John Donne in questo verso della sua “Eclogue”, opera scritta nel 1613 per...
Il Ministro delle Antichità Khaled el-Anany ha annunciato che sarà imminente l’inaugurazione di Kebash Road, il famoso Viale delle Sfingi che collegherà di nuovo i complessi templari di Karnak e Luxor. Quale migliore occasione per parlarvi dell’affasciante storia di questo viale protagonista indiscusso per più di mille anni di celebrazioni sacre! Il ripristino dell’antica via processionale rimasta nascosta per secoli nel sottosuolo restituirà al Viale la gloria di cui godeva già circa 3500 anni fa, dal momento in cui venne ideato dal faraone della XVIII dinastia Amenhotep III (1386-1349 a.C.) fino al tramonto della gloriosa civiltà egizia. Si tratta del più grande progetto archeologico realizzato nel Medio Oriente e permetterà alla città di Luqsor di divenire il più grande museo all’aperto del mondo.
E’ il 58 a.C. quando Marco Tullio Cicerone è costretto ad abbandonare Roma per un difficile esilio, che lo terrà lontano dalla famiglia e dalla politica attiva per un anno. I motivi sono noti: dal 63, anno della congiura di Catilina da lui smascherata in Senato, riunito per l’occasione...
Entrando in un museo raramente ci capita di immaginarlo oltre i limiti delle mura che ne delimitano gli spazi e ancor meno ci capita di pensare alla sua storia, rapiti da quella che le collezioni esposte raccontano. Eppure i musei hanno una data di nascita, uno sviluppo, vivono la loro...
Parlare di “punto di arrivo”, per molti, equivale ad annunciare la fine di un percorso. Trovo invece che sia un’immagine materialmente positiva che sottende l’esistenza di un “punto di partenza” e – soprattutto – di un cammino fatto nella giusta direzione, che si concretizza nel risultato che si è...
Passeggiando lungo la Corniche di Luqsor era quasi impossibile non notare un affascinante e alquanto ammaliante palazzo storico lasciato in stato di abbandono che si affacciava proprio sul Nilo e guardava fiero le colline tebane. Con il suo romantico stile arabeggiante ti faceva piombare in un istante indietro nel tempo, a fine Ottocento, riuscendo pure a farti immaginare l’elegante e vivace andirivieni di persone abbigliate come dettava la moda del tempo… Ma per una delibera governativa, la settimana scorsa questa meraviglia è stata demolita, infrangendo sogni bizzarri e distruggendo ciò che rimaneva dell’antico fasto della moderna Tebe. Del palazzo di Tawfiq Pasha Andraos sono rimasti soltanto cumuli di macerie e forse un antico tempio romano.
“L’importante non è vincere, ma partecipare!” E’ con queste parole, con questa visione purista ispirata dai sacri giochi ellenici, che nel 1896 il barone francese Pierre De Coubertain inaugurava ad Atene i Giochi Olimpici dell’era moderna, parole ricche di significato, grandi principi e valore sportivo. Ma primeggiare sugli altri è stato sin dall’antichità un impulso che l’uomo d’ogni tempo non ha mai saputo contrastare. Ed è così che questa brama di successo, la determinazione a conquistare ad ogni costo il gradino più alto del podio, già nei tempi antichi ha portato all’esasperazione ciò che da sempre avrebbe dovuto essere espressione di gioia, soddisfazione e soprattutto divertimento. Sembra incredibile, ma ciò che stiamo per raccontarvi è lo sport di 3000 anni fa.
Nel suo incipit al De divinatione, Cicerone scriveva: “È un'opinione antica, risalente ai tempi leggendari e corroborata dal senso del popolo romano e di tutte le genti, che vi siano uomini dotati di una sorta di divinazione – chiamata dai greci mantiké –, cioè capaci di presentire il futuro...
Riprendiamo il racconto e a coloro che non avessero letto le parti 1 e 2 consigliamo di farlo cliccando qui: https://mediterraneoantico.it/articoli/news/il-museo-egizio-e-il-tempio-di-ellesija-parte-1/ https://mediterraneoantico.it/articoli/news/il-museo-egizio-e-il-tempio-di-ellesija-parte-2/   L’arrivo in museo del gigantesco puzzle mette fine ad una serie di intoppi e contingenze non proprio favorevoli, per aprire una serie di nuove problematiche. Dove posizionare il Tempio? Deve...
Riprendiamo il racconto e a coloro che non avessero letto la prima parte consigliamo di farlo cliccando qui: https://mediterraneoantico.it/articoli/news/il-museo-egizio-e-il-tempio-di-ellesija-parte-1/ L’Egitto, dunque, ha bisogno di una nuova diga che consenta di aumentare la superficie dei terreni coltivabili, regolarizzi le piene del Nilo per ottimizzare la coltivazione dei terreni già disponibili e fornisca...
Immagine di copertina dalla mostra "Sunken Cities: Egypt's Lost Worlds", che si è tenuta al British Museum nel 2016. Fotografia di Christoph Gerick © Franck Goddio/Hilti Foundation. Tra le raffigurazioni più conosciute del tempio hathorico di Dendera ve n’è una proveniente da una delle due cappelle dedicate ad Osiride poste...
Il Museo Egizio e il Tempio di Ellesija Parte 1   Nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Araba d’Egitto n. 290 del 17 dicembre 1966, appare un decreto del Presidente della Repubblica Gamal Abd el-Nasser, il n. 4646, emanato dalla Presidenza il 25 Shaaban 1386 (8 dicembre 1996). Il decreto consta di tre articoli,...
Tra gli avvenimenti più importanti che si sono verificati in questa prima parte del 2021 ce ne sono un paio che in qualche modo si ricollegano al Museo Egizio e alla sua storia. Due avvenimenti che non hanno punti in comune, se non la portata mediatica mondiale e un...
“…nelle sue mani sapienti, i frammenti minuti del foglio frantumato si ricomponevano a costruire un testo; il volume crocchiante e frangibile a un tocco si distendeva morbido come uscito di fabbrica, e la pagina oscurata da umido e muffa tornava chiara e nitida”.              ...
Tra i tanti compiti che la società delega alle strutture museali ce n’è uno di cui talvolta sfugge l’importanza: la sicurezza fisica dei reperti che ha in custodia. Una parola bellissima, che uso spesso quando descrivo una foto che ho scattato in un museo, precisando che tale reperto è per l’appunto “custodito” presso…Dà l’idea di quell’attenzione che è cura e protezione, vigilanza e responsabilità che custodi e curatori – ciascuno nei propri ruoli – quotidianamente dedicano alle collezioni che gli sono state affidate. Quando il museo è chiuso al pubblico le sue pesanti porte continuano nel lavoro di protezione, insieme ai moderni sistemi di allarme e, nel caso del Museo Egizio di Torino, ad una guardiania armata che staziona nella struttura “7gg/24h”. Ma c’è una condizione di profonda instabilità sociale che rende vano ogni tentativo di proteggere il nostro Patrimonio Culturale, direi la nostra stessa vita: la guerra. Ed è forse necessario cercarne le ragioni prima di raccontarne gli effetti.
Mille anni di storia raccontata da 800 reperti suddivisi in 8 sezioni, fatta di traffici e scambi, di rotte commerciali e naufragi, solcando senza sosta il “Mare di Mezzo”, il Mare nostrum dei romani, con la sua fitta rete di vie d’acqua che ha interconnesso tra loro genti diverse...
La nascita dell’ordine sacerdotale delle Vestali e il conseguente culto affondano le loro radici nella leggenda della fondazione di Roma, nel 753 a.C. Ricordiamo tutti che la madre dei gemelli Romolo e Remo, Rea Silvia, era una vestale di Albalonga che li partorì dopo un amplesso con Marte, dio...
Ho conosciuto la professoressa Edda Bresciani grazie alla musica e alla poesia nell’antico Egitto. Ero stato chiamato ad inaugurare le attività di un centro culturale livornese con una conferenza proprio su questo tema e chiunque si occupi di antico Egitto, a qualsiasi livello, sa bene che non si possono trattare...
Il 26 novembre 1922 prende vita il dialogo archeologico più famoso del mondo intero. “Can you see anything?”, “Yes, wonderful things!”: “Si, cose meravigliose!”. I protagonisti sono un impaziente Lord Carnarvon ed un incredulo Howard Carter di fronte alle meraviglie che la tomba di Tutankhamon stava svelando. Prosegue quindi l’avvincente racconto alla scoperta dell’ultima dimora del faraone bambino.
L’accessibilità universale ha espugnato anche la rocca dell’acropoli di Atene, emblema dell’archeologia classica e simbolo della democrazia ellenica. Il grigio “tsimento” (così si dice ‘cemento’ in greco; in realtà si tratta di “conglomerato architettonico”) dei nuovi percorsi accessibili ha scatenato una ondata di polemiche in Grecia. Alcuni giorni prima,...
Dopo sei lunghe e pressoché infruttifere stagioni di scavo lo sconforto era ormai sovrano nella Valle dei Re. Howard Carter e, soprattutto, il suo “sponsor” George Edward Stanhope Molyneux Herbert, V conte di Carnarvon, stavano davvero perdendo ogni speranza di trovare qualcosa nella Valle. Era dal 1914 che il finanziatore inglese aveva acquistato le concessioni di scavo dall’allora direttore del Servizio delle Antichità Gaston Maspero senza aver avuto successo. Stavano per dichiararsi sconfitti e destinare altrove le loro attenzioni in cerca di fortuna, quando un colpo di zappa cambiò il corso della storia.
Una delle feste più interessanti e forse meno note dell’ antica Roma era quella del “cavallo di Ottobre”. Celebrata in occasione delle Idi di Ottobre (15 Ottobre) e officiata dal flamen martialis, il sacerdote preposto al culto di Marte, l’october equus (questo il nome in latino) era il sacrificio...
Il Papiro Ebers è il più esteso trattato di medicina egizia risalente al 1550 a.C. circa (regno di Amenophi I, XVIII Din.). Lungo 20 metri e alto 20 cm, consta di 110 tavole (incluse due andate perse) a sua volta suddiviso in 877 paragrafi come segue: da 1 a 6 proclami, preghiere da recitare prima dei trattamenti medici; da 7 a 335 malattie dell’apparato interno; da 336 a 431 malattie degli occhi; da 432 a 602 malattie della pelle; da 603 a 696 malattie delle articolazioni; da 697 a 782 malattie diverse (testa, lingua, denti, naso, orecchie e trattamenti della cosmetica); da 783 a 853 malattie dell’apparato ginecologico; da 854 a 856 informazioni sulla circolazione del sangue e sul cuore; da 857 a 877 sulle ulcere. Il Papiro fu trovato ed acquistato a Tebe nel 1873 – 1874 dall’egittologo tedesco Georg Ebers prendendone il nome. Attualmente si trova presso la Biblioteca dell’Università di Lipsia. Il presente lavoro ha per oggetto le tavole da 1 a 6, da 55 a 64 e da 93 a 103. La ricerca è finalizzata essenzialmente allo studio dei caratteri ieratici.

La stele di Paser

Questa famosa e curiosa stele, risalente al regno di Ramesse VI, è stata trovata dal Belzoni a Karnak nel 1817. Risulta suddivisa in una griglia costituita da tante piccole cellette quadrate ognuna delle quali è occupata o da un solo segno o da più segni. Il testo si presenta come una sequenza di frasi più o meno brevi, pensate per costituire un inno alla dea Mut.
Trovare le parole più accattivanti, atte a stuzzicare la curiosità ed accendere l’attenzione dei lettori non è affatto cosa banale; trovarsi difronte ad un foglio bianco, con un tema in mente già strutturato, fa provare una sorta di horror vacui – mi si passi il termine, preso in prestito...
La storia di Catone Uticense e della moglie Marzia è stata, non per la sua eccezionalità, ma per i protagonisti che la interpretarono, un episodio famoso della storia romana, un ulteriore tassello nella direzione di un’ immagine, quella della tarda repubblica, in cui lo stoicismo di matrice greca, il...
In questo nuovo lavoro Alberto Elli ci trasporta in un periodo storico di grande interesse, che vide la fine dell’Impero Romano d’Occidente e la stabilizzazione dell’Impero Romano d’Oriente, che gli sopravvisse per circa un millennio. Uno dei protagonisti fu l’imperatore Zenone che è il protagonista anche di questa storia, insieme a due figlie che nella realtà non ha mai avuto. Il documento che contiene questa storia è scritto in copto shaidico e risale all’848, quindi alcuni secoli dopo lo svolgimento dei fatti, ed è custodito presso la Pierpont Morgan Library di New York. Nel 1947 lo studioso Drescher pubblicò in un supplemento degli Annales du services des Antiquités de l’Egypte, Il Cairo, una raccolta di tre leggende copte dal titolo “Three coptic legends: Hilaria, Archellites, The Seven Sleepers”.
Quella mattina il caldo umido e l’aria intrisa di salsedine impedivano quasi di respirare, ma nessuno avrebbe voluto rinunciare allo spettacolo che si preannunciava. Hamelqart e Imilco, i sufeti in carica per quell’ anno, aspettavano in silenzio sulla soglia del carcere, il viso impassibile e contornato dalla folta barba, le...
L’inizio del Principato e la fine della Repubblica romana segnarono un punto di svolta anche nella storia della monetazione classica. L’evoluzione artistica monetaria raggiunse picchi di inarrivabile bellezza, con l’introduzione di monete in oro (aureo) e con una qualità rappresentativa ad un livello di dettaglio mai ammirato in precedenza,...
La programmazione del Museo Archeologico di Napoli prevedeva queste due mostre in rapida successione. Il mare evocato da Thalassa si sarebbe dovuto ritirare dalla Sala della Meridiana il 9 marzo, mentre gli Etruschi avrebbero dovuto iniziare il loro racconto 7 giorni dopo, il 16 marzo, un poco oltre quella sala. Ma...
Differentemente da quanto accadeva in Grecia e in Persia, la monetazione come pagamento di beni e servizi arrivò dopo a Roma, e conobbe una storia articolata. Da pezzi di bronzo e piombo, l’arte della fusione portò a picchi di impensabile bellezza, con la coniazione di monete che rappresentano delle...
Durante il XIX secolo, a partire dalle campagne napoleoniche, l’Africa si trovò ad affrontare l’inizio di quel fenomeno che oggi chiamiamo “Egittomania” e che ancora oggi non ha fine: si cercavano le sorgenti del Nilo, si studiavano geroglifici e si scoprivano i templi. Anche il Sudan, a lungo ignorato dagli...
Il British Museum contiene una collezione di reperti romani e pre-romani. In questa serie di articoli analizzeremo questi incredibili reperti, partendo dal più famoso: il tesoro di Hoxne Il colpo di fortuna di una vita per un appassionato di metal detector: trovare un tesoro inestimabile. In Italia, se dovesse verificarsi...
È stata finalmente inaugurata il 12 giugno scorso la mostra “Gli Etruschi e il MANN”, dopo la sospensione dei lavori – e il conseguente congelamento della data di apertura – dovuta alle ben note vicende sanitarie che hanno profondamente scosso il nostro Paese. La notizia più importante è che la...
Alla periferia di Spoleto una maestosa tomba romana in eccellente stato di conservazione ma parte di un sito archeologico finito nell’oblio     Il sud dell’Umbria racconta di un passato intimamente legato con la storia di Roma. A partire dall’età repubblicana fino alla caduta dell’impero la regione fu una delle prime sulle...
È comune pensare che gli antichi egizi avessero un’ossessione per la morte. Al contrario: essi avevano un’ossessione per la vita.     L’origine del fuorviante luogo comune sulla cultura egiziana deriva da ciò che per lungo tempo, quasi un secolo e mezzo, l’archeologia in Egitto ha scoperto: tombe, mummie, corredi funerari. Queste...
Gli animali nel mondo dei giochi dell’Antica Roma   Una tipica giornata al Colosseo includeva diversi tipi di spettacoli. In linea generale, la mattina si assisteva alle cacce con animali selvaggi (venationes), all’ora di pranzo si approntavano le condanne a morte da eseguire pubblicamente e il pomeriggio si esibivano i gladiatori....
Dopo anni dalla sua scoperta, un gruppo di ricercatori del Consorcio Ciudad Monumental de Mérida, dell'Università di Granada (UGR) e dell'Istituto dei Beni Culturali di Spagna ha condotto uno studio su un contenitore per il trucco di epoca romana trovato in Spagna, risalente per la precisione al I secolo d.C.
LO SCRIBA NELL’ANTICO EGITTO   A scuola Nell’antico Egitto la funzione della scuola puntava all’educazione dell’individuo fornendogli conoscenze basilari in vari campi, quali le scienze, la scrittura, l’etica sociale, ecc. Come i nostri sistemi educativi, nell’antico Egitto l’educazione preparava i giovani membri delle medie e ricche classi sociali alle forze...
Un gioiello in rovina e la sua stratificazione millenaria incornicia una zona suggestiva di Spoleto   Spoleto cadde sotto il dominio romano nel 241 a.C. e, sia per la sua vicinanza a Roma, sia per la posizione strategica, la città rimase un importante bastione difensivo e snodo commerciale con tutti i...
L’iscrizione qui presentata, relativa ai misteri di Osiri celebrati tra il 12 e il 30 del mese di Khoiak (8-26 dicembre), occupa tre delle pareti del cortile del piccolo tempio di Osiri edificato nell’angolo N-E (geografico, non rituale) della terrazza inferiore del tempio di Hathor a Dendera. Si compone di 159 colonne, così suddivise: parete Ovest: coll. 1-60; parete Sud: coll. 61-127; parete Est: coll. 128-159. Questa grande e celebre iscrizione è costituita in realtà da sette testi diversi, relativi a differenti questioni riguardanti, però, un soggetto comune; sono stati redatti in maniera indipendente gli uni dagli altri, da autori diversi, senza linea direttrice e definita in maniera assoluta. Ognuno porta un titolo particolare. Probabilmente si è preso tra la ricca collezione degli scritti relativi alle feste osiriche del mese di Khoiak quelli che si riteneva dessero un’idea d’insieme delle cerimonie e dei loro particolari riti e li si è assemblati, senza preoccuparsi di coordinarli; da qui le discordanze, le ripetizioni, le diseguaglianze di stile. Estremamente preziosa per il suo contenuto, l’iscrizione di Dendera non offre, tuttavia, che un’idea frammentaria di ciò che dovevano essere originariamente i rituali dei misteri di Osiri durante il mese di Khoiak.
Il Museo Egizio vince la causa civile contro Andrea Grippa, eurodeputato e vicesegretario della Lega, che dovrà versare quindici mila euro nelle casse del museo e far sparire dal web il video falso e diffamante. Leggo con piacere la notizia che oggi è stata riportata da diversi quotidiani, perché sancisce una vittoria che va oltre il semplice “avevo ragione io” e definisce definitivamente la differenza tra due modi di essere: uno piuttosto sciatto, ignorante e disonesto; l’altro corretto, colto e comunque – a prescindere – in buona fede.
I riti funebri nella Roma repubblicana sembrano attingere dalla civiltà greca e da quella etrusca, di cui il mondo romano arcaico è stato, sia pure in parte, il portato. Dopo la morte, il defunto etrusco veniva esposto in casa e poi trasportato, da personale adibito allo scopo, al luogo del seppellimento, seguito da un corteo di amici e parenti. Al termine della cerimonia funebre, i parenti tenevano banchetti e facevano eseguire danze e giochi per enfatizzare i divertimenti di cui il defunto avrebbe goduto nell’ oltretomba.
In questo periodo, tra le tante cose che non si possono fare, c’è anche l’infiltrarsi al Museo Egizio. E allora voglio raccontarvi perché amo i musei, cosa penso di loro e come vorrei che fossero, cercando di mettere assieme dei pensieri non troppo rinfusamente.
Il regno di Jaḫdun-Lim ci è noto grazie a un’iscrizione ufficiale conservata su un grande disco di terra cotta e alle tavolette degli archivi di Mari. Il suo regno, di una ventina di anni, ebbe una fine tragica: egli morì, infatti, assassinato dai suoi servitori, per ragioni che non ci sono note. È tuttavia probabile che l’assassino fosse stato commesso su istigazione del re assiro Šamši-Addu I. Infatti, alla morte di Jaḫdun-Lim il regno di Mari passò sotto il controllo del monarca assiro, che vi installò il figlio Iasmaḫ-Addu come governatore. Questo “interregno assiro” durò una ventina di anni. Alla morte di Šamši-Addu I, infatti, Zimri-Lim, figlio di Jaḫdun-Lim, riuscì a riconquistare il “trono dei suoi padri” e a mantenersi al potere per più di trent’anni. È sotto il suo regno che Mari conobbe una grande prosperità, alla quale mise brutalmente fine la conquista di Hammurapi di Babilonia.
L’area archeologica del Jebel Barkal, nel Sudan del nord, è patrimonio mondiale UNESCO dal 2003. Il sito prende nome dalla montagna (in arabo: jebel, جبل) che ne domina il paesaggio: un rilievo di arenaria, alto circa 80 metri, che si staglia su una piatta distesa desertica intervallata da arbusti. Poco lontano scorre il Nilo – in questa zona a ritroso, da nord-est a sud-ovest – e rende fertili le rive, consentendo il prosperare di una zona di coltivazioni di palme da dattero
Quando Lucrezia, la virtuosa moglie di Tarquinio Collatino, pronipote di Tarquinio il Superbo, venne violentata dal figlio del re, Sesto, la sua reazione fu quella di richiamare il marito e il padre, Spurio Lucrezio. Arrivarono in quattro: il padre, il marito, Lucio Giunio Bruto, nipote di Tarquinio il Superbo, e Publio Valerio. Dopo aver raccontato lo stupro di cui era stata vittima, la matrona prese un coltello che teneva nascosto sotto la veste e si uccise.
Come ormai tutti sanno, l’antico Egitto fu una delle grandi civiltà del bacino medio orientale. La sua organizzazione si manifestò in tutti gli aspetti sociali e religiosi raggiungendo un grado di cultura che ancora oggi ci lascia sorpresi. L’architettura sacra e profana, l’urbanistica, l’arte, la saggezza, l’etica sociale, la conoscenza approfondita e sistematica del mondo circostante (acque; terra; cielo), l’oculato sfruttamento delle risorse naturali e la strutturazione bellica di difesa e offesa, ne fanno un modello di cultura antica che dette dei punti alle civiltà mesopotamiche e ai Greci. Nella vita quotidiana degli antichi Egiziani non poteva mancare il campo della medicina. La ricerca in questa branca della scienza coinvolge lo studio di molti aspetti della civiltà nilotica. Le indagini sulle fonti letterarie e le rappresentazioni artistiche, ma ancor di più l’esame dei resti umani e delle mummie, ha espanso il campo delle conoscenze antiche.
Madrid Dopo aver passeggiato lungo le strade della colorata, solare e soleggiata Madrid, forse dopo la visita del grande Palacio Real, dopo un pomeriggio tra i frastornanti grandi spazi di Gran Via o dopo aver gironzolato tra le atmosfere del quartiere che ruota intorno a Puerta del Sol, un posto...
“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Lo disse Champollion quando giunse nella città sabauda, ammirato e ammaliato dalla “Drovettiana”, l’incredibile ed eterogeneo insieme di reperti egizi che il console Drovetti aveva messo assieme durante la sua lunga permanenza in Egitto, da poco acquistata dai Savoia. Ma non fu una strada priva di inciampi per il francese, che a Torino poté saggiare la spigolosità di Giulio Cordero di San Quintino – laureato in utroque iure, sacerdote, nominato dal padre di Cesare Balbo curatore della nascente collezione egizia di Torino – a cui Champollion oppose una verve del tutto inaspettata. O forse no.
Dal recente rapporto di scavo stilato dall’Amarna Project in relazione alle ultime ricerche effettuate nell’antica Akhetaton, la città fortemente voluta da Akhenaton (XVIII dinastia, 1375-1334/33 a.C. circa), siamo venuti a conoscenza di una scoperta senza precedenti. Si tratta del primo ritrovamento di due “coni profumati”, accessori molto spesso rappresentati sul capo di innumerevoli personaggi nell’iconografia egizia per ben 1500 anni (a partire dall’inizio del Nuovo Regno al Periodo Tolemaico) e finora mai concretamente ritrovati.
Annunciata da due articoli editi nel corso del 2019, che pubblicano i testi di precedenti        comunicazioni a convegni, è attesa l’edizione della monografia del tempio di Nettuno,          che andrà a completare la trilogia dedicata ai templi di Poseidonia (Krauss 1959 per il          tempio di Athena; Mertens 1993 per la Basilica). Certo, ogni risultato scientifico rimane      un’ipotesi smentibile, e forse è destinato a restare un enigma il nome della divinità a cui      il tempio “di Nettuno” era intitolato. Ma la sua genesi costruttiva sembra ora                      definitivamente tracciata nelle sue linee cruciali. Il tempio di Nettuno è un tempio                profondamente ripensato.
Gli archivi sono il cuore pulsante di una collezione museale. I suoi scaffali ospitano la storia degli oggetti che il museo custodisce, ma anche la storia del museo stesso: come si sono formate le collezione, quali uomini e quali vicende hanno fatto si che in quel luogo si formasse una collezione da custodire. Non di rado "scavando" proprio negli archivi, vengono fatte scoperte eccezionali in grado di emozionare - ma anche di contribuire fattivamente alla ricostruzione di un ambito storico archeologico - al pari delle scoperte che avvengono sul campo. La conservazione e l'organizzazione degli archivi è importante tanto quanto i reperti alloggiati all'interno delle vetrine, che spesso in quei faldoni hanno il proprio documento d'indentità e il curriculum vitae.
Nel giorno del solstizio d’inverno si hanno meno ore di luce, ma questo particolare momento astronomico segna anche l’inizio della stagione fredda, dell’inverno appunto, e rappresenta anche l’inizio della risalita del sole il quale, da lì in avanti, ci regalerà ogni giorno un po’ più luce. Per questo, sin dalla preistoria, in tutto il mondo e in tutte le epoche, sono state realizzate opere orientate verso il punto in cui sorge il sole in questo particolare giorno. Questo significativo fenomeno astronomico non poteva passare inosservato lungo le sponde del Nilo, infatti, dallo studio condotto dal dott. Juan Belmonte dell'Istituto Astrofisico delle Canarie su 650 templi egizi, è emerso che la maggior parte dei monumenti e siti archeologici sono stati progettati per celebrare gli eventi celesti, in particolar modo l'alba sugli equinozi e sui solstizi. Scopriamo cosa succede nei templi di Karnak, Hatshepsut e Qasr Qarun.
Passeggiando nel piccolo centro storico di Imola, lungo la via Emilia, e curiosando tra le vetrine dei negozi, ci si imbatte in un luogo capace di farti provare immediatamente stupore. E’ l’antica Farmacia dell’Ospedale de la Scaletta, un delizioso angolo che trasmette un fascino antico, un “museo” davvero inaspettato.
Lo scorso settembre 2018 vi avevamo iniziato a raccontare la storia della Pieta di Palermo, il più antico annale regale della civiltà del Nilo, ossia un’iscrizione che contiene i nomi dei faraoni, e i principali eventi succedutisi nei loro regni, dagli inizi della storia egiziana fino alla metà della V dinastia, dunque un arco cronologico vastissimo che abbraccia circa 700 anni. La Pietra, che è il più grande di 7 frammenti conservati al Museo Egizio del Cairo (5 frammenti) e al Petrie Museum di Londra (1 frammento), è attualmente conservata al museo archeologico regionale Antonino Salinas di Palermo, dove arrivò, come donazione, nel 1877 ad opera dell’avvocato Palermitano Ferdinando Gaudiano.
In questi giorni si è parlato del sarcofago che si trova ancora all'interno della tomba di Tutankhamon e che fino a poco tempo fa custodiva ancora la mummia del giovane sovrano, ora in una teca nella prima sala. Il suo coperchio si trovava ancora nella posizione in cui l'aveva...
Dalla prima mostra che raccontava di culture diverse che si sono compenetrate grazie alle vele e al buon vento del Mediterraneo, passando per un punto di vista originale sulle antiche statue sfregiate dal tempo e dall’azione volontaria dell’uomo, per arrivare all’attuale esposizione, Archeologia Invisibile, dove i reperti ci raccontano le loro storie più…intime, grazie all’uso sapiente delle più moderne tecnologie. E poi si è concluso da qualche giorno Human Remains, un viaggio in più tappe che affronta il tema dei resti umani in ambito museale, la loro esposizione e il loro uso come materiale di studio. Un tema tutt’altro che banale, che non può essere risolto guardando ai due estremi: non si espone nulla o facciamogli di tutto, ma che richiede un approfondimento che deve andare oltre il mero risultato scientifico – a cui ogni istituzione museale giustamente ambisce – senza tuttavia sconfinare nella platealità o in un’inopportuna sovresposizione.
È difficile trovare delle parole adeguate per ricordare uomini straordinari come Silvio Curto e Sergio Donadoni, maestri diretti e indiretti di tutti coloro che hanno a cuore la storia dell’antico Egitto. È difficile trovare qualcosa da dire quando delle intere vite sono state dedicate in modo così esemplare e proficuo...
È un luogo che prima non esisteva, nato all’indomani della Grande Guerra, all’interno di quella miriade di riforme con cui il nostro Paese affrontò l’enorme sforzo della ricostruzione post-bellica, posizionato all’incrocio tra due strade che un tempo venivano percorse ai ritmi lenti della transumanza. Quello che invece esiste in quell’agro cerignolese almeno fin dal XIII secolo è il complesso di Torre Alemanna, con i suoi 4500 mq e la torre che lo caratterizza, che svetta intorno ai 24 metri di altezza.
I Rotoli del Mar Morto si sono conservati per ben duemila anni e ora gli scienziati spiegano in che modo sia stato possibile evitarne il deterioramento. I Rotoli del Mar Morto sono giunti fino a noi dopo aver attraversato ben duemila anni di Storia. Ciò che più stupisce è la...
La calda luce delle fiaccole, il gioco di luci e ombre sulle pareti decorate e adorne di ghirlande, il suono dolce dell’aulós, il crepitio del fuoco, il profumo delle carni arrostite, le voci dei commensali, l’aroma inebriante del vino, i colori delle vesti leggere delle danzatrici: ai nostri occhi si svelano i dettagli della vivace atmosfera che animava banchetti e simposi nel mondo antico. Proprio come si procede in una ricetta che prevede ingredienti sapientemente miscelati, anche in questo caso lo studio della cultura materiale, aggiunto ad un pizzico di dettagli tratti dalle fonti letterarie, sono gli elementi principali per poter ricostruire e rivivere le cerimonie del passato.
Estratto da MediterraneoAntico Magazine, Anno 2015, Numero 1 Quando mi è stato proposto di scrivere un articolo sul Vaso François ho accettato con grande entusiasmo non soltanto per l’onore (ed il gravoso onere) di poter raccontare di un esemplare tanto importante dal punto di vista archeologico e storico - culturale,...
Estratto da MediterraneoAntico Magazine, Anno 2015, Numero 1 Una piramide a Roma La Piramide di Caio Cestio a Roma, al centro del piazzale di Porta San Paolo, è divenuta (purtroppo per i più) un semplice spartitraffico nel caos incessante del transito cittadino (foto 1). La Piramide si trova tra il Cimitero...
Il giorno di Ferragosto aprirà ufficialmente il museo-hotel a cinque stelle dell’antica Antiochia sull’Oronte in Turchia: un luogo che unisce la passione per l’archeologia ai comfort di un vero e proprio albergo. È possibile unire il lusso e l’amore per la Storia e l’archeologia? Per gli organizzatori dell’hotel Antakya sì....
Estratto da MediterraneoAntico Magazine, Anno 2015, Numero 2 L'archeologia subacquea è una delle discipline afferenti al fantastico mondo dell'archeologia. Ma non di una sola sotto-disciplina possiamo “vantarci”, perché all'interno dell'archeologia subacquea possiamo trovare differenti settori di studio. Proviamo a conoscerne due, o meglio proviamo ad avvicinarci a due argomenti che...
Ad un mese dall’apertura della collezione Magna Grecia del MANN, una riflessione ad ampio raggio con Flavia Frisone, Professore di Storia greca dell’Università del Salento, studiosa della colonizzazione greca in Occidente i cui lavori sono punti di riferimento a livello internazionale. La sua analisi ci aiuta a comprendere quanto una prospettiva storica bilanciata sia importante per decifrare le molteplici e complesse sfaccettature di una pagina così articolata e significativa del passato che può ancora costituire una ricchezza per il nostro Sud.  
Il banchetto aristocratico attraverso lo studio della cultura materiale Estratto da MediterraneoAntico Magazine, Anno 2015, Numero 2 La luce calda delle fiaccole, il gioco di luci e ombre sulle pareti decorate e adorne di ghirlande fiorite, il suono dolce della musica in sottofondo, lo scoppiettio del fuoco, il profumo delle carni...
Estratto da MediterraneoAntico Magazine, Anno 2015, Numero 1 Doria Shafik (1914-1976), egiziana, fu una coraggiosa e determinatissima pioniera dei diritti delle donne, in special modo di quelli politici. Cresciuta in una famiglia che le trasmise l'amore per l'Occidente, la giovane Doria crebbe credendo nell'inferiorità culturale dell'Islam rispetto a esso e...
Estratto da MediterraneoAntico Magazine, Anno 2015, Numero 1 La nascita della piramide segna l'apice di un lungo processo storico di definizione dello stato unitario egiziano, simbolo di un potere assoluto ormai al culmine, che fu replicato a decine di esemplari durante la storia faraonica (90 piramidi) ed oltre (Nubia 180...
Un’aura potentemente suggestiva circonda da sempre l’antica Sparta. È un luminoso mattino di settembre e dalla terrazza più occidentale dell’acropoli si vede il Taigeto schierare la sua barriera in un maestoso dispiegamento, e Sparta adagiata ai suoi piedi. La città appare ancora rassegnata, in una grata accettazione del dominio delle cime che sancirono verso occidente i limiti del suo abitare. Dalla parte opposta, a est, la delimitano le anse del suo fiume Eurota. Ci attrae la sua apertura: la più aperta città della Grecia, l’unica polis senza mura, «abitata per villaggi secondo l’antico modo della Grecia»: così Tucidide (I.10.2) ne fissò per sempre l’eikós, l’aspetto.
L’olio d’oliva più antico del mondo risale, secondo gli studiosi, a 4000 anni fa ed è stato ritrovato a Castelluccio di Noto, in Sicilia. Questa scoperta è il felice “pretesto” per parlarvi di una storia molto interessante, quella dell’olio, alimento fondamentale nella dieta mediterranea. Resti di olio d’oliva, ovvero di...
Un team di ricercatori avrebbe localizzato quella che, nel mito, è la vera casa degli dei, il Monte Olimpo dominato da Zeus, da cui il padre delle divinità osserva scorrere la turbolenta e precaria vita dei mortali Il Monte Olimpo, l’irraggiungibile casa degli dei, forse non è davvero così inaccessibile....
La sepoltura del re kushita Nastasen, antica di ben 2300 anni, si trova nel sito di Nuri, Nord Sudan ed è ancora intatta e inviolata, ma completamente sommersa dall’acqua. Nord del Sudan, antica Nubia. Nel sito di Nuri, sulla riva orientale del Nilo, riposano in eterno i re kushiti, conosciuti...
Egitto ramesside, seconda metà del XIII secolo a.C. circa. In un giorno a noi sconosciuto, uno dei più importanti e valorosi comandanti militari di Ramesse II, Ameneminet, lascia il mondo dei vivi e inizia il suo viaggio verso la vita ultraterrena. Come ogni egizio dei tempi antichi, egli non voleva che il suo nome e le sue gesta fossero dimenticati dai posteri, e per questo motivo aveva affidato all’abilità di operai e artisti la realizzazione della sua tomba, del suo sarcofago e di altri monumenti funerari commemorativi. Di tutto ciò, purtroppo, non molto si è preservato fino ai nostri giorni, ma il reperto più particolare che si è sottratto all’oblio di oltre trenta secoli può essere considerato artisticamente un unicum nel suo genere.
La nave più antica del mondo si trova nei fondali del Mar Nero, risale a 2400 anni fa e l’ottimo stato di conservazione in cui ci è pervenuta si deve all’assenza di ossigeno al di sotto dei 180 metri di profondità All’inizio del 2019 è stata data la notizia di...
Sulla figura di Lucrezia Borgia, a 500 anni dalla morte, gravano ancora troppe bugie, invenzioni di una potente macchina del fango che per secoli l’ha screditata senza pietà. Forse la figlia di papa Alessandro VI non fu un angelo, ma neppure il demonio che è stato dipinto da chi...
Giordania sono stati ritrovati i resti ormai carbonizzati di una focaccia non lievitata che risalirebbe a 14mila anni fa.
Lo scorso anno gli scavi di Pompei restituirono un nuovo gioiello della pittura nella Regio V, un affresco erotico che ritrae il mito di Leda e il cigno, ma anche un’iscrizione che potrebbe cambiare la storia dell’eruzione del Vesuvio come la conosciamo e nuovi ambienti decorati Nel 2018 la Regio...
La mano di metallo trovata in Svizzera nel 2017 risale all’Età del Bronzo e potrebbe essere la rappresentazione più antica che esista in Europa di una parte del corpo umano Non è raro che alcune delle più importanti scoperte fatte dall’uomo siano avvenute per caso. Dalla medicina all’archeologia la coincidenza...
Nel 1853, a Charlton, nacque Sir William Matthew Flinders Petrie, archeologo di fama mondiale. Petrie scavò a Stonehenge tra il 1875 e 1880 per poi dirottare le sue attenzioni in Egitto, dove trascorse gran parte della sua vita lavorativa, ed in Palestina.
Sinergie internazionali al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria Ancora una volta il Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria fa parlare di sé per le sue mostre straordinarie. Dai profumi al cibo, dalle monete alla casa greca, passando dai calchi moderni e dall’attività di restauro che si svolge con efficienza...
Quest’area della Puglia, che pare appositamente allestita per creare suggestione, offre incredibili possibilità per un viaggio che si voglia affrancare dai più consueti e frequentati centri turistici. Sarà sufficiente raggiungere uno qualsiasi dei borghi e – come avviene per le cose che ci piacciono – uno tirerà l’altro, sul filo di itinerari che non mancheranno mai di stupirci. E’ la Capitanata!
Nel cuore della Daunia, nella Puglia più settentrionale, il glottologo Graziadio Isaia Ascoli individua una vera e propria lingua che battezza con un termine forse un poco impreciso, ma che tutt’oggi è riconosciuto e utilizzato gli studiosi della materia: il franco-provenzale.
La sede di questa nuova esposizione è la Grande Hall all’interno del parco de la Villette a Parigi, dove i 150 reperti hanno trovato ampio spazio in un progetto scientifico di altissimo livello, ne è prova la grande attenzione rivolta ad ogni piccolo dettaglio. Questa volta i reperti provengono interamente dal corredo funerario di Tutankhamon, tranne due statue che sono prestiti del Louvre e del Grand Egyptian Museum di cui diremo più avanti, 60 dei quali escono dall’Egitto per la prima volta.
termine “gladiatrice” sul vostro cellulare. Io l’ho fatto, per curiosità e mi sono accorta che il correttore automatico cercava, a tutti i costi, di segnalarmi che la parola era errata, suggerendo il termine maschile “gladiatore”. Il telefono, come tutti i computer, può sbagliare. Le gladiatrici sono esistite, eccome e la storia ci ha lasciato numerose tracce della loro esistenza.
Roma, nella seconda metà del III secolo d.C., doveva opporsi a numerosi nemici. I confini settentrionali dell’impero erano minacciati dai Goti, che spesso oltrepassavano i confini per fare bottino nei territori romani, mentre in oriente dopo l’umiliante sconfitta dell’imperatore Valeriano i Persiani ritenevano di poter conquistare facilmente le province dell’Impero Romano. Si oppose a questo progetto Palmira, una città di piccole dimensioni nel deserto siriano. Città antichissima, con insediamenti che si possono far risalire al 7000 a.C., in un primo tempo fu annessa all'impero seleucide, diventando pressoché indipendente al termine del I secolo a.C.
Margaret Murray è nota principalmente per il suo contributo nel campo dell’Archeologia Egizia, che non sempre le fu riconosciuto, come molte sue contemporanee, ma il suo lavoro di ricerca e insegnamento fu pari a quello dei suoi colleghi uomini. Oltre a dare il suo contributo all'archeologia e antropologia, questa studiosa fu sostenitrice dei movimenti sociali della sua epoca, come la campagna per il voto femminile. Anche se generalmente descritta come l’assistente del grande egittologo Flinders Petrie, Margaret Murray era un’archeologa indipendente che merita tutto il riconoscimento dovuto a una studiosa del suo calibro.
Una delle collezioni di manoscritti più antiche e prestigiose al mondo sarà presto fruibile gratuitamente sul web, grazie a una collaborazione tra il monastero di Santa Caterina, la UCLA Library (Università della California a Los Angeles), la Early Manuscripts Electronic Library e l'Arcadia Fund, un’associazione britannica che concentra la sua attività nella conservazione culturale e che finanzierà il progetto per un periodo di 5 anni. Tra i 1600 preziosi volumi digitalizzati ci sono circa 160 palinsesti noti, datati tra il IV e il XII secolo d.C., che in alcuni casi riguardano testi non più studiati, in quanto non sono sopravvissuti in nessun'altra forma.
Nel II secolo a.C. il senato aveva assunto una sempre maggiore preminenza, mentre al contempo la forte espansione di Roma nel Mediterraneo privava sempre più l’Urbe della partecipazione politica, finendo per far assumere alla nobilitas senatoria un controllo maggiore sulla res publica. In seguito alla lex Calpurnia del 149 a.C. il senato era arrivato a controllare perfino i processi contro la malversazione e corruzione nelle province, che però erano sempre amministrate dai senatori stessi.
Da sempre nella storia i sacrifici (specie quelle umani) sono serviti per placare le ire di una divinità o per propiziarsene il favore, specie se  "costretti" da un pericolo incombente, come la minaccia di un fenomeno naturale o una guerra. Molti e diffusi gli esempi che si potrebbero annoverare per suffragarne valore e significato sacrale: la civiltà hittita, ad esempio, può essere annoverata tra quelle che, nell'ambito di un rito propiziatorio e purificatore, effettuava sacrifici umani.
Passeggiando sotto un cielo stellato, oppure sdraiati su un plaid a contemplare le stelle, abbiamo tutti ammirato l’immensità del cielo e il suo sconfinato splendore senza sapere, probabilmente, che molte delle costellazioni che illuminano il firmamento narrano una storia, un mito, una leggenda. Probabilmente non vi siete mai soffermati a fissare la piccola costellazione a cui è agganciata la bellissima storia d’amore che sto per narrarvi, ma di sicuro avrete visto le sue stelle senza sapere che avevano un nome e una storia. Quello che sto per proporvi è uno dei racconti più romantici e commoventi che ci è stato tramandato dall’antichità e ci porta in Egitto, al tempo in cui, nel III secolo a.C., Le Due Terre erano governate da Tolomeo III Evergete e sua moglie Berenice II. Sono proprio i due sovrani i protagonisti della nostra storia!
Questo testo è conservato dal papiro demotico del British Museum n° 10508, della tarda età tolemaica. La redazione originaria risale però al V-IV secolo a.C. Vi si distinguono due parti: la prima, che introduce le istruzioni di saggezza, ha forma narrativa e non manca di inquadramento storico. Le prime cinque pagine, infatti, ci raccontano la storia di Onkhsheshonqy, che fu imprigionato per aver udito di un complotto contro il Faraone e non averlo riferito. La seconda parte, pp. 6-28, comprende le istruzioni, scritte in versi di diversa lunghezza, in uno stile assai ricercato, che impiega il parallelismo dei membri e un ampio vocabolario. Esse sono divise in capitoli, secondo le prime parole di ogni massima.
Il decreto è stato emesso a Canopo nel 238 a.C., sotto Tolomeo III Evergete I e la moglie Berenice II. Il preambolo iniziale, più breve che non negli altri decreti, loda la pietà della coppia regale e i benefici da essa accordati ai templi; in particolare, vengono ricordate la campagna asiatica che ha portato al recupero delle statue sacre depredate a suo tempo dai Persiani e le misure prese per alleviare le conseguenze di un periodo di carestia dovuto alla crescita insufficiente della piena del Nilo. La parte principale del decreto riguarda, invece, tre provvedimenti: il primo concerne l’aumento a cinque del numero delle tribù sacerdotali, con l’aggiunta di una nuova tribù dedicata agli “Dei Evergeti”, ossia proprio a Tolomeo III e Berenice II; il secondo è la ben nota riforma del calendario, con l’introduzione dell’anno bisestile, ogni quattro anni; e infine l’istituzione di un culto particolare per la defunta principessa Berenice.
L'Epopea di Gilgamesh. Si tratta della più ampia e complessa tra le opere letterarie tramandateci dagli Assiri-Babilonesi. Composta in origine da circa tremila versi (quelli conservati sono poco più di duemila), essa supera di molto l’altra grande composizione giuntaci, l’Enuma Elish, che conta solo un migliaio di versi. È concordemente ritenuta dagli studiosi la prima vera epopea dell’umanità. Secondo il parere del grande assiriologo Giovanni Pettinato, essa è “paragonabile per ampiezza di respiro, per forte drammaticità e profonda maturità, alle grandi composizioni divenute patrimonio di tutte le genti, quali l’Iliade e l’Odissea di Omero, la Divina Commedia di Dante e il Faust di Goethe”.
Ad Arezzo, nel lontano novembre 1553, nel corso di lavori per la costruzione di fortificazioni medicee in zona Porta San Lorentino, alla periferia della cittadina, fu recuperato il magnifico bronzo oggi conservato al Museo Archeologico Nazionale di Firenze: la Chimera. È considerato tra i più grandi capolavori dell’arte della lavorazione...
Il papiro proviene dalla città medio-egiziana di Sepermeru, a sud di Herakleopolis Magna, il cui dio principale era Seth. Questo documento legale è diviso in due parti, ognuno cominciante con una propria data e terminante con una propria lista di testimoni. La prima parte è datata al giorno dell’assunzione al trono di Ramesse XI e la seconda all’anno XVIII dello stesso faraone. Le due parti, tuttavia, sono state scritte in un’unica sessione, essendo la grafia identica per tutto il papiro. Scopo del documento è quello di assicurare l’intera proprietà di Nebnefer alla propria moglie Nanefer (il nome compare anche come Rennefer), così che lei possa disporne a suo piacimento.
La figura di Gaio Cornelio Gallo è stata quasi ignorata, quando non infamata, dagli storici antichi e moderni, nonostante presenti aspetti non meno interessanti di altri personaggi dell’epoca, per le cui gesta sono stati versati fiumi di inchiostro. Gaio Cornelio, chiamato Gallo perché nato a Forum Iulii, colonia navale nella Gallia Narbonense, l’odierna Frejus (per altri si tratterebbe invece di Forum Iulii Iriensium, ossia di Voghera, nella Gallia Cisalpina1), verso il 70/69 a.C., era stato un fine letterato, creatore, insieme con Catullo, di una scuola di poeti che si erano chiamati novi. Essi, attingendo a temi della poesia greca alessandrina, avevano perfezionato un genere originale, l’elegia, dove si esprimevano in forme studiate e raffinatissime i sentimenti più intimi ed appassionati dell’amore.
Era consuetudine comune nell'antichità non rivelare il vero nome della città: questo è stato il caso di Roma, il cui nome segreto, quando rivelato, fu pagato ad un costo altissimo, quello della vita. Fu il caso del tribuno della plebe Quinto Valerio Sorano che, in un periodo turbolento della storia della res publica romana, quello della guerra civile tra Caio Mario e Lucio Silla, fu condannato alla pena capitale per aver rivelato, nella sua opera “Epoptides” ("I misteri svelati"), il nome segreto di Roma (altre fonti sostengono che il vero motivo della sua esecuzione consistesse nella sua vicinanza politica a Mario), che avrebbe potuto essere nominato impropriamente dai nemici di Roma tramite il rituale dell'evocatio.
Era il 26 settembre del 1976 quando la mummia di Ramesse II atterrò a Le Bourget, l'aeroporto militare di Parigi, dove fu accolta con tutti gli onori riservati ad un Capo di Stato con tanto di parata militare e picchetto d'onore. Ramesse II restò nella capitale francese per circa otto mesi affinché la sua mummia fosse sottoposta ad una delicata operazione di conservazione in quanto vittima di un fungo che, con il suo sviluppo, ne stava provocando un veloce deterioramento.
Un egittologo al “Salinas”? Ebbene si! Il museo palermitano custodisce uno dei più importanti reperti che ci siano pervenuti dall’antico Egitto, vecchio di circa 4400 anni e contenente una serie di informazioni preziosissime relative ai primi secoli di sviluppo della civiltà egizia, conosciuto appunto come la Pietra di Palermo, oggetto dello studio multidisciplinare diretto dall’egittologo italiano che a breve incontreremo.
Questo testo – noto anche, impropriamente, come Storia dei monaci presso Siene o con titoli simili - è il resoconto di un viaggio compiuto da un certo Papnute (o Paphnutius, papnoute) fra i monaci dell’estremo sud dell’Egitto per darne notizia ai fratelli del nord. Da un punto di vista letterario, il testo è basato sul sistema dei racconti ad incastro, nel quale cioè si riportano parole di una persona, la quale racconta a sua volta di un’altra persona, la quale riferisce di una terza e così via. Capita spesso che un discorso, iniziato alla terza persona, come racconto indiretto, passi alla prima persona, diventando diretto, magari solo per poche frasi, e poi torni alla terza persona, senza alcuna segnalazione per il lettore (tranne rari casi).
Potremmo dire un’Afrodite ritrovata due volte quella che ieri è stata presentata al Museo Archeologico Nazionale di Firenze, da una parte l’accurato restauro che l’ha riportata all’antico splendore e dall’altra lo studio approfondito della statua che ha portato al cambio della sua identità: un’errata interpretazione aveva infatti attribuito questa scultura in marmo a Leda.
Il Ministero delle Antichità egiziano ha inaugurato a Saqqara la tomba di Mehu, visir nei primi anni della VI dinastia (2300 a.C. circa). Dalla sua scoperta, avvenuta nel 1940 ad opera di una missione archeologica egiziana diretta dall’egittologo Zaki Saad, è la prima volta questa sepoltura viene aperta al pubblico. Quella di Mehu è una delle tombe più belle della necropoli di Saqqara, in quanto i suoi colori vividi animano ancora le meravigliose e spesso esclusive rappresentazioni parietali. Nell’articolo il VIDEO con le bellissime immagini conservate nella sepoltura.
A Tell el-Samara, un sito a circa 140 km a nord del Cairo, è stato scoperto uno dei più antichi insediamenti del Delta del Nilo. Quelli individuati sono i resti di un villaggio neolitico risalente alla fine del V millennio a.C., la cui occupazione durò fino alla II dinastia (dal 4200 a.C. al 2900 a.C. circa).
Dopo la pausa estiva, martedì 11 settembre riprende il ciclo di conferenze promosso dal Parco Archeologico di Ostia Antica che fino a fine anno si snoderà in un programma ricco di appuntamenti molto interessanti. L’attenzione per questo appuntamento settembrino di “Incontriamoci a Ostia antica. Conversazioni di archeologia pubblica e legalità” è focalizzata su Portus, “Il porto degli Imperatori”, il grande porto marittimo di Roma che fu costruito per volontà dell’Imperatore Claudio nel 42 d.C. e successivamente ampliato da Traiano. Nell'articolo un bellissimo VIDEO presenta Portus.
Da sempre il silenzio, espressione di indicibilità, è stato correlato alla sfera religiosa: "dire", infatti, svelare gli arcani, avrebbe significato sconvolgere l'assetto del mondo socio-politico antico, fondato anche sui Mysteria, accessibili solo agli eletti e agli "specialisti" del sacro. Così è accaduto nel mondo egizio, in quello greco e in quello romano, in cui il pantheon delle divinità presentava una figura singolare per ognuna di queste civiltà: Mertseger, Harpechrat, Arpocrate e Tacita Muta.
Al confine tra Campania e Basilicata, tuffato tra i panorami dei Monti Dauni e dell’Irpinia, c’è un luogo incantato dove passato e futuro si incontrano senza scontrarsi e si integrano in un unicum dal deciso sapore di Puglia: Rocchetta Sant'Antonio.
La funzione di accompagnatore delle anime nell'oltretomba era svolta nell'antichità da una divinità psicopompa: molte le figure che alla funzione psicopompa sono state accostate, da Hermes (Mercurio) al Caronte virgiliano e dantesco, agli dei egizi Osiride e Toth, agli arcangeli di derivazione cristiana, ad animali nobili e carichi di simbologie imperiali come l'aquila, da sempre presente nelle insegne militari romane e nell'apoteosi degli imperatori.
In autunno e in primavera è dunque possibile vivere un paese straordinario come la Giordania dal di dentro, visitando luoghi leggendari come Jerash e, percorrendo la Strada dei Re, raggiungere il forte di Shawbak. E poi Petra e lo Wadi Rum, la riserva naturale di Dana e il castello di Kerak. E tanto altro ancora da scoprire insieme ad archeologi professionisti che amano questo Paese, la sua storia, la sua gente.
La missione archeologica egiziana guidata da Fahima El-Nahhas, direttore generale degli scavi di Alessandria, ha scoperto parte del cimitero occidentale risalente al Periodo Tolemaico.
Il Ministero delle Antichità egiziano ha comunicato ieri i primi risultati emersi dagli studi effettuati sugli scheletri trovati all’interno dell’ormai celebre sarcofago in granito nero scoperto agli inizi del mese di luglio ad Alessandria e che tanto ha fatto fantasticare. Nel sarcofago, comunque, non nono stati trovati solo corpi, ma anche delle elaborate lamine d’oro.
Questa piccola ricerca è rivolta a coloro che desiderano accostarsi alle scritture ieratiche. Condicio sine qua non è naturalmente il possedere già una sufficiente conoscenza dei geroglifici e dei relativi sistemi di scrittura. Chi volesse addentrarsi allo studio dello ieratico si troverà inizialmente di fronte ad una estrema difficoltà nella lettura, dovuta come si vedrà nel prosieguo, al fatto che i segni ieratici – peraltro numerosissimi - non rispettano i rigidi canoni di stesura dei segni geroglifici.
La prima volta di uno studioso di antichità a un TEDx in Italia per parlare di innovazione. Al recente TEDxMonopoli organizzato sul tema “Onde. Mari e Correnti Innovative” lo speech di Flavia Frisone, storica del mondo antico, professore di Storia greca e Presidente del Corso di Laurea in Beni Culturali dell’Università del Salento, diventa l’occasione per riflettere sulla modernità estrema del messaggio che ci viene dal Mediterraneo antico.
Quando ci si appassiona di cucina antica, specificatamente di cucina romana, prima o poi ci si imbatte in una pianta, una spezia, che ricorre in tantissime ricette romane: il silfio.
Mercoledì 8 agosto 2018, alle ore 18.30, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo del territorio – Palazzo Teotino Nieddu del Rio, sarà inaugurata la mostra Locri e il suo territorio: dalla cartografia storica alla ricognizione archeologica.
Domus che continuano a delinearsi nella loro struttura completa, con affreschi preziosi, oggetti e tracce di vita quotidiana. E’ quanto sta avvenendo sul cantiere della Regio V degli scavi di Pompei, dove proseguono quotidianamente le scoperte di strutture e reperti.
La prestigiosa Accademia delle Belle Arti di Varsavia è tornata, per il quarto anno, alla villa Arianna di Stabiae per occuparsi del restauro di alcuni ambienti. Il progetto, svolto sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei (ufficio scavi di Stabia) con il coordinamento della Fondazione RAS, ha il supporto del Ministero della Cultura e del Patrimonio Nazionale della Repubblica di Polonia.
Pochissimi giorni fa, in Turchia, sono state portate alla luce sei statue risalenti a duemila anni fa. Il ritrovamento è avvenuto nella città di Magnesia, nel sud ovest del Paese.
Esaurito il breve periodo di visite dedicato ai soli residenti, da oggi, 1 agosto, la Villa Romana di Positano è aperta ufficialmente al grande pubblico. Dopo due importanti campagne di scavo (2003/2006; 2015/2016) il sito, di cui si conoscono le origini sin dal 1758, è pronto a mostrare i suoi tesori. I particolari del restauro e della conseguente valorizzazione e fruizione del sito sono stati illustrati, nei giorni scorsi, in un incontro a Palazzo “Ruggi D'Aragona” presso la Soprintendenza ABAP di Salerno. Qui tutti gli interessantissimi dettagli.
“Alla ricerca di Stabia”  è il titolo della mostra che inaugura all’Antiquarium di Pompei il 31 luglio 2018 fino al 31 gennaio 2019.   Un percorso di conoscenza della storia dell’antica Stabiae attraverso le testimonianze lasciateci dai ritrovamenti dalla necropoli di Madonna delle Grazie, con le sue numerose sepolture e dal santuario extraurbano in località Privati connesso, come...
E’ partita quest’anno l’iniziativa di raccolta di fondi a livello internazionale che punta a ridare un tetto alla domus di Cecilio Giocondo al fine di reinserirla, a giusto titolo, sul circuito turistico dell’archeologia vesuviana, anche a causa della notorietà che merita il profilo del personaggio di Cecilio Giocondo (il proprietario della domus) che si può a buon titolo definire il primo “commercialista” della storia.
A Kom Ombo, nella regione di Assuan, scoperto un laboratorio destinato alla produzione di ceramica risalente a più di 4.000 anni fa; ad oggi è il più antico laboratorio mai individuato in Egitto. Al suo interno gli archeologi hanno trovato diversi vasi, stampi per l’argilla ed una ruota in calcare di un antico tornio da vasaio che risulta essere il reperto che ha suscitato maggior interesse.
Venerdì 20 luglio 2018 a Roma, nell’Aula Ottagona (Planetario), si svolge il quarto incontro del ciclo di conferenze bimestrali organizzato dalla Direzione generale Musei per promuovere il Sistema museale nazionale. Nell’appuntamento estivo, il Direttore generale Antonio Lampis invita tre Direttori di diverse realtà museali (statali, regionali, locali o private) a raccontare e condividere la propria esperienza, lasciando in esposizione al Planetario opere rappresentative della propria collezione.
Circa 35 mummie, 5 sarcofagi 4 dei quali ancora sigillati, oli per la mummificazione conservati in vasi che riportano inscritti i nomi delle sostanze ivi contenute, una maschera in argento dorato (la prima ad essere scoperta in una tomba privata dell’antico Egitto dal 1939) e molto altro è ciò che stato scoperto a sud della piramide di Unas, nella necropoli di Saqqara. La notizia della scoperta di oggetti per l’imbalsamazione e di un numero considerevole di mummie era già trapelata i giorni scorsi mettendo in fermento media e appassionati dell’antico Egitto, ma con la conferenza stampa internazionale rilasciata dal Ministero delle Antichità egiziano ora ne sono emersi i dettagli. Scopriamoli in questo nuovo articolo.
Nel complesso archeologico di Villa Arianna a Stabiae continua, per il nono anno consecutivo, il progetto di scavo e restauro condotto dal Museo Statale Ermitage di San Pietroburgo sotto la direzione scientifica del Parco Archeologico di Pompei e con il coordinamento della Fondazione RAS (Restoring Ancient Stabiae)
Sennacherib(705-681) salì sul trono d’Assiria, succedendo al padre Sargon II (721-705), il dodicesimo giorno del mese di Ab (luglio-agosto) del 705 a.C. Fu un re guerriero e due prismi d’argilla contengono la descrizione delle otto spedizioni condotte dal sovrano assiro durante il suo regno: il Prisma Taylor, datato al 691 a.C. (eponimato di Bēl-Emuranni), e il Prisma di Chicago, del 689 (eponimato di Gakhilu). Il testo qui considerato è quello del Prisma di Chicago, conservato presso l’Oriental Institute di Chicago, Illinois (il Prisma Taylor è conservato al British Museum).
Khamuas “Colui che sorge in Tebe” era il quarto figlio di Ramesse II, il secondo avuto dalla regina Isinofre. Il più noto dei figli del grande Faraone, non riuscì a succedere sul trono al longevo padre, ma seppe comunque guadagnarsi gloria futura per la sua opera nel restauro degli antichi monumenti (si veda, per esempio, l’iscrizione da lui lasciata sul rivestimento esterno della piramide di Unis). Molti secoli dopo la sua morte, sotto il nome di Setne (derivato da corruzione del suo titolo sm, poi stm, portato quale sommo sacerdote di Ptah a Menfi), Khamuas divenne il protagonista di due racconti demotici, noti come Setne I (o Il libro magico di Naneferkaptah) e Setne II (o I prodigi di magia del piccolo Siosiri), conservatici rispettivamente su un papiro del III secolo a.C., quindi di epoca tolemaica, proveniente da Tebe e ora conservato al Museo del Cairo (n° 30646), e su un papiro del British Museum, del II secolo d.C., in epoca romana (D.C. IV). Al termine del lavoro filologico un'appendice di Andrea Rubiola arricchisce questo Speciale di MediterraneoAntico.
La visita al Museo regionale di Messina (MuMe) rappresenta una seducente immersione nella cultura mediterranea di un tempo. Fulcro economico, politico e storico, la città dello Stretto riporta i segni della ricchezza che nei secoli l’hanno qualificata ed il museo regionale ne è la testimonianza. Dopo decenni di attesa, da circa un anno è stato finalmente valorizzato mediante i nuovi locali appositamente realizzati.
Già storiografi e grandi personaggi del passato ci hanno lasciato una notevole quantità di indicazioni riguardo il cibo, che messe in relazione con gli scavi archeologici hanno fornito agli studiosi in quadro davvero interessante.
Un bilancio senz’altro positivo quello redatto in questo primo anno dal Museo Federico II Stupor Mundi che ha registrato un afflusso di oltre 18.000 visitatori e 4000 studenti superando ogni aspettativa.
Il Metropolitan Museum of Art di New York custodisce un oggetto che appartiene ad una serie di reperti tra i più singolari ed affascinanti che ci siano pervenuti dall’Antico Egitto, per altro in ottimo stato di conservazione.
Queste righe che seguiranno non vogliono trattare della mostra in scena al Mudec di Milano “EGITTO - La straordinaria scoperta del Faraone Amenofi II” sulla quale si è già tanto parlato, ma vogliono solo prendere spunto dai suoi contenuti per focalizzare l’attenzione su Amenhotep II, su cosa la sua tomba ci ha donato e cosa ha reso la sua scoperta così straordinaria visto che la vita di Amenophis II, eppur trattandosi dell’esistenza di un valoroso faraone, non è stata poi così eclatante da emergere nella millenaria storia dell’antico Egitto.
“Riportare alla luce questi affreschi significa riportare in vita la nostra città” è con queste parole che si è presentata la conclusione del lavoro di conservazione e restauro del bellissimo e particolarissimo affresco scoperto la scorsa estate nella chiesa di San Nicolò a Jesi raffigurante l’arcangelo Michele psicopompo e che potrebbe retrodatare la costruzione dell’edificio cultuale marchigiano. Con l’intenzione di rimuovere uno strato di calce che era stato posto nella notte dei tempi sull’abside della chiesa più antica della città, e cercare così di capire cosa nascondesse, si è scoperto l’importante dipinto medievale, unico nel suo genere sia per le numerose domande che ha innescato tra gli esperti che per le raffinate, nonché inusuali, rappresentazioni figurative.
Visitando Pompei l’impressione è quella di una città che non si rivela mai con un’identità ben definita. Quella che vediamo è solo la parziale creazione di un centro secolare in cui genti e culture, sin dalle origini, ne hanno sempre assimilato, distrutto e trasformato l’anima. Anche del momento della...
Oggi ricorre l’anniversario della scoperta della celebre Stele di Rosetta, nei modi e nei tempi che ormai sono noti a tutti. Quello che forse ai più sfugge è il tempo intercorso tra la scoperta della Stele – correva l’anno 1799 – e la scoperta del sistema che stava alla base della scrittura gergoflica, avvenuta nel 1822. Ben 23 anni duranti i quali la Stele di Rosetta respinse tutti i tentativi di traduzione messi in atto da studiosi di primordine, quanto da improvvisati esperti. L’unico testo che fu tradotto fin da subito, quello greco, non portò nessun beneficio al tentativo di traduzione, benché nella sua parte finale affermasse che lo stesso testo era stato trascritto in geroglifico, demotico e greco appunto. Qui di seguito propongo il capitolo che scrissi nel libro “La Stele di Rosetta e il Decreto di Menfi” di Alberto Elli, dove curai l’approfondimento storico, affinché la storia della decifrazione dei geroglifici da parte di Champollion non venga banalizzata dalla presenza ingombrante della Stele di Rosetta, che in questa corsa alla decifrazione ebbe il solo merito di riaccendere l’interesse degli studiosi intorno a questa misteriosa scrittura.
Durante la fase iniziale della loro monetazione alcune città dell’Italia Meridionale e della Sicilia coniarono delle monete definite incuse. Questi particolarissimi documenti monetali si datano alla seconda metà del VI secolo a.C., ma si rifanno ad un importante archetipo: i Rovesci delle monete arcaiche emesse dalle città della Grecia propria e da quelle ellenizzate nel Mediterraneo Orientale . Il termine “incuso” deriva dal latino incusus, participio passato di incudere, e ha l’accezione di “imprimere col conio” . Nella scienza che studia le monete, la Numismatica, si fa riferimento ai documenti che presentano l’impronta del conio in incavo piuttosto che in rilievo. Il lemma viene adottato sempre in associazione alla parola “moneta”. Si parla difatti di monete incuse, monete col tipo incuso, monete col Rovescio incuso. È proprio il Rovescio ad essere realizzato con questa peculiare tecnica, e ad ospitare un tipo (o immagine monetale) differente da quello del Diritto per fattura e caratteristiche intrinseche. Le monete incuse si distinguono in monete col quadrato incuso e monete col Rovescio incuso . La loro forma è già di per sé un indice di arcaicità: il tondello è spesso, irregolare, sovente allungato . Con il passare del tempo e l’evolversi delle tecniche di coniazione, i tondelli di metallo diverranno sempre più sottili, regolari e di forma circolare.
"Per me l’eruzione è un’immagine sconvolgente, un avvenimento straordinario ed anche un grande pezzo di scultura […] Il Vesuvio per me è molto più grande di un mito: è una cosa terribilmente reale” (Andy Warhol) Dinanzi ai disastri naturali, il più delle volte, l’uomo non può che rimanere impotente di fronte allo sconvolgimento che essi comportano. Oggi come ieri, tali fenomeni di portata inimmaginabile, creano un senso di vuoto e di smarrimento, di angoscia e paura perché sfuggono ad ogni calcolo e alla possibilità di dominio. Dopo 2000 anni, visitando le rovine delle città colpite nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio, non si può che rimanere attoniti, stupiti, commossi dalla fine che molte migliaia di persone fecero quel giorno del 24 agosto. Sono diverse le testimonianze dei contemporanei che più di tutti ci hanno permesso di ricostruire i fatti di quei terribili giorni, già commossi per la violenza dell’atto distruttivo che rase al suolo intere città, seppellendone per secoli la memoria. Non solo Plinio il Giovane che descrisse con dovizia di particolari l’accaduto all’amico Tacito, ma anche Marziale che ha lasciato un toccante epicedio sulla distruzione di Pompei.
Mediolanum capitale d’occidente visse una vera e propria rivoluzione nel IV secolo. L’Editto di Costantino prima (313) e la nomina di Ambrogio vescovo poi (374) mutarono nuovamente l’aspetto della città come conseguenza di una sempre più estesa cristianizzazione dell’area. La piazza del Duomo, oggi simbolo della metropoli lombarda e centro religioso della relativa importantissima diocesi, fu già in antichità un centro episcopale complesso, del quale sono state riportate alla luce le tracce di tre strutture e ricostruita l’intera planimetria. Alcuni sporadici rilievi effettuati nel 1870 furono rivisti poi nel 1914 da Ugo Monnet de Villard, che riconosceva nei resti antistanti la facciata del Duomo mura di età tardo-romana, sotto lo spazio concepito come sagrato: era ciò che restava del battistero di san Giovanni alle Fonti, oggi principale struttura visitabile nel percorso sotterraneo alla cattedrale. La Sovrintendenza alle Antichità riavviò qui i lavori nel 1961 in occasione dell’apertura del cantiere della linea metropolitana recuperando l’intero tracciato del battistero e le absidi di Santa Tecla, l’antica basilica maggiore. Ulteriori ricerche furono condotte nel 1997, in occasione del XVI centenario della morte di Ambrogio, patrono cittadino e infine nuovamente nel 2011.
La Numismatica (dal greco nomisma, ovvero “moneta”) studia gli oggetti utilizzati come mezzo di scambio: monete, banconote, medaglie, pesi. La moneta è un documento estremamente importante, nonostante la sua apparente semplicità. Piccolo tondello di metallo, è caratterizzato da un’immagine, il tipo monetale, impressa dall’autorità emittente, che ne garantisce la legittimità. Metallo, peso, l’immagine principale e quelle secondarie (i simboli), uniti alla leggenda indicante il nome del sovrano o della città che ne ha voluto la realizzazione, sono gli elementi che costituiscono la moneta. Ogni documento monetale racconta una storia, è depositario di un messaggio, che poteva essere letto da chiunque lo tenesse tra le mani. Cittadini della polis in cui viene battuta dunque, e visitatori per diletto o per lavoro, abitanti di terre lontane, che spesso portavano la moneta con sé, come ricordo dell’esperienza vissuta, senza sapere quanto il loro gesto fosse importante. Difatti il messaggio affidato a quel piccolo pezzo di metallo superava i confini del luogo in cui era nato e aveva valore, oltrepassando tempo e spazio. Grazie alle monete è possibile raccontare la storia dei rapporti di carattere economico e commerciale tra popoli lontani, un fil rouge che univa Oriente e Occidente . Il rinvenimento del celebre tesoretto dell’Artemision di Efeso nel 1904 ci consente di collocare la nascita della moneta intorno alla metà del VII secolo a.C.
Giardini, cortili e spazi aperti sono elementi vitali che sbocciano nelle nostre città dando respiro alla struttura a tratti serrata dell’edilizia storica e moderna, divenendo spazi di aggregazione comune. Lo stesso si può dire per i cortili che spesso si aprono nei palazzi storici e nei complessi monastici e conventuali, luoghi privati ma allo stesso tempo spazi in cui condividere momenti di vita comune; questo avviene al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) dove tre grandi spazi aperti impreziosiscono il museo, donando luce alle sale che vi si affacciano. Ma per capire bene questi luoghi è necessario parlare della loro evoluzione nel corso dei secoli, soprattutto in termini di utilizzo dello spazio. La principale funzione di questi spazi aperti, nell’epoca del loro maggior splendore, era l’esposizione di sculture che vede i suoi precedenti nella storia antica fino ad arrivare al mondo ellenistico-romano. A partire dal Cinquecento fu ripresa la consuetudine di esporre opere in marmo nei giardini di ville e complessi cittadini, in particolare a Roma con il Cortile del Belvedere, Palazzo Chigi (La Farnesina) ed i giardini vaticani, a Firenze con il giardino di Boboli e a seguire con il giardino del Museo Archeologico Nazionale di Firenze di chiara matrice ottocentesca.
Lo scontro armato dei Campi Catalaunici (o Maurici), indicato pure come scontro armato di Chalons, ebbe luogo il 20 giugno del 451 d.C.1 in una estesa zona pianeggiante della Gallia non lontana dall’odierna cittadina di Châlons-en-Champagne. Nella battaglia i soldati del comandante romano Ezio, principalmente barbari ai quali si unirono i Visigoti (che avevano stipulato un’alleanza con il magister militum Ezio), ebbero la meglio sugli Unni capeggiati da Attila.
Nello scorso numero di MediterraneoAntico.it Magazine sono state tratteggiate le figure dei servi e delle serve: purtroppo però di questi personaggi pochi sono i documenti giunti sino a noi. Come abbiamo già avuto modo di vedere le liste dei lavoratori impiegati nella costruzione della tomba del sovrano comprendevano parecchi operai. Proseguendo in questo elenco troviamo ancora due categorie non facenti parte della squadra vera e propria: i guardiani della tomba ed i custodi della porta della tomba. Nelle liste di persone collegate alla squadra costoro erano nominati dopo gli “uomini della squadra” e, in due occasioni, precedevano le serve, come ad esempio nel papiro di Torino 109, 23. Nell’ostraka di Berlino, n° 7, sono addirittura indicati come “quelli che sono fuori”. Non godevano evidentemente di un elevato status sociale: sinora infatti non è stato ritrovato nessun monumento afferente a loro e nemmeno è possibile collegare qualcuna delle tombe riportate alla luce ad un qualsiasi custode. Nei documenti sin qui recuperati i custodi della porta sono indicati con varie grafie.
Qualche tempo fa abbiamo parlato del ritrovamento di alcune perline di vetro blu di fabbricazione egizia in alcune sepolture scandinave (https://mediterraneoantico.it/articoli/egitto-vicino-oriente/perle-prodotte-dal-vetraio-di-tut-nelle-tombe-danesi-di-3400-anni-fa/). Ma da dove provenivano esattamente queste perle? Esami condotti su questi preziosi ornamenti esotici ricondurrebbero ad un laboratorio del vetro che aveva fornito perline per il corredo funerario del giovane Tutankhamon. Non conosciamo ancora l’ubicazione di questo laboratorio e sarebbe azzardato e poco corretto tirare conclusioni affrettate, ma è interessante notare che nell’autunno del 2014 è stato scoperto ad Amarna, l’antica Akhetaton, un nuovo laboratorio per la lavorazione del vetro e la produzione di perline.
Pur se nella società romana il matrimonio e la maternità erano considerati lo scopo principale di una donna, le donne romane e nello specifico anche a Pompei conducevano, incredibilmente per l’epoca, una vita che permetteva loro di partecipare a molti momenti sociali della città e di svolgere attività che oggi noi chiameremmo “imprenditoriali”. Sfatando il falso mito dell’ignoranza femminile molte donne, e non solo quelle dei ceti elevati, ricevevano una certa istruzione che non si limitava solamente alla formazione di base. Già a partire dal IV secolo a.C. dovevano essere presenti centri “pubblici”, gestiti da maestri itineranti, a cui potevano accedere sia ragazzi che ragazze che non potevano permettersi precettori privati, così come invece si usava nelle famiglie benestanti.
Testimonianze letterarie e ritrovamenti archeologici.
Roma, Piazza del Popolo. Il terzo obelisco più alto dell'Urbe svetta per 24 metri e ci racconta la sua storia antica attraverso le iscrizioni geroglifiche che ornano i suoi quattro lati. Dalle cave di Aswan da dove fu estratto durante il regno di Sethi I fino al tempio di Ra...
Gli egiziani strutturavano i vari aspetti dell’esistenza in un modello che muoveva dall’unità alla dualità alla pluralità, per tornare di nuovo all’unità. Tale movimento è posto all’interno del contesto del dualismo sessuale che ha la sua espressione iniziale nell’androginia della divinità capo. L’androginia è una formula arcaica e universale...
La Sicilia, per la sua particolare posizione geografica, ha rappresentato in varie epoche e per molti popoli il centro nevralgico del Mediterraneo: nodo di passaggio e di scambi commerciali, luogo di incontri o di scontri, sicuro rifugio per perseguitati ed esuli, punto di partenza per spedizioni militari, terra fertile e amena. Inevitabilmente essa ha finito per assorbire le culture, gli usi, i costumi e gli stili artistici che vi sono approdati insieme con i molti stranieri che qui si sono avvicendati nel corso dei secoli. E, come un grande crogiolo, ha fuso tutti questi elementi, riplasmandoli in maniera nuova e originale.
Edfu, Tempio di Horus: sulle pareti del muro di cinta interno vi sono riferimenti precisi ad un testo mitologico. In esso sarebbero state contenute le regole di costruzione e i piani dell’architettura templare. La complessità architettonica e l’armonia della struttura del tempio tolemaico rimandano quindi a un progetto che nelle sue linee guida risalirebbe alla più profonda antichità. Le raffigurazioni della sua sala ipostila e di altri ambienti ci descrivono dettagliatamente i Rituali di Fondazione che ne hanno determinato le direttive principali. Le “Parole degli Dei” narrano anche di un Sacerdote “Imhotep il Grande, figlio di Ptah” responsabile del Grande Piano di Fondazione del tempio: lo stesso nome del famoso architetto Imhotep vissuto all’epoca del faraone Djoser, della III dinastia, 2500 anni prima della fondazione tolemaica del tempio di Horus. Approfondimenti e ricerche su questi temi, corroborati da testimonianze di antichi scrittori del periodo greco-romano, e dallo studio di altre strutture sacre, ci porteranno ad una migliore comprensione del milieu culturale del popolo egizio e ad una interessante conclusione sul tema della Fondazione Templare.
Interview with Barry John Kemp - Il villaggio operaio di Deir el-Medina l'organizzazione del lavoro: le serve e i servi - L'ultimo geroglifico - Monumenti funerari reali attribuiti alla III dinastia - Stele cat. n. 1582 di Mentuhotep - Interview with Chris Naunton - La missione archeologica italo-russa ad Abu Erteila (Sudan) - Gli obelischi egizi a Roma - In ricordo di due grandi maestri - Riffat Hassan e la teologia islamica - Living heritage: managing sites with heritage significance - La Pax Augusta sui rilievi dell’Ara Pacis - La citta’ di Pergamo e il suo altare - I parte - Budicca: l’acerrima nemica di Roma - Museo del Vicino Oriente, Egitto e Mediterraneo alla “Sapienza” di Roma - Symbola. Il potere dei simboli - Il medico di oggi è nato in Egitto - Memorie sull’Egitto e specialmente sui costumi delle donne orientali e gli harem - Erotismo e sessualita’ nell’antico Egitto -Taste archaeology
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Stele Cat. 1535 di Abkau - Donne pioniere dell'Egittologia - Ramesse e gli Ittiti - Il Tempio di Debod a Madrid - Archeologia nella Via della Seta - Uno sguardo nel cielo dell'Antico Egitto - Il Museo Online - La chimera e il mito di Bellerofonte - Speciale Deir El-Medina - La cappella rossa di Hatshepsut - Hotep di Nesu - Influssi stranieri nella religione egiziana - L'Osireion a Dolo - Shamira - I papiri di Carla
Stele Cat. 1540 di Senuankhusedja - Donne pioniere dell’Egittologia - Il cavallo di Troia...Egizio! - Cahokia, Illinois - La prima sezione del nuovo Museo Egizio di Torino - Zeinab Al-Ghazali - La statua di Zeus e l’ergasterion di Fidia - Nella terra degli antichi Illiri - Abitazione per l’eternità - Vercelli. La città Romana ed il Museo dello Sport - L’uomo con lo spiedo e il ventaglio - Shamira - I papiri di Carla
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