Alla periferia di Spoleto una maestosa tomba romana in eccellente stato di conservazione ma parte di un sito archeologico finito nell’oblio

 

Vista dall’interno della tomba. Credits: www.luoghidelsilenzio.it

 

Il sud dell’Umbria racconta di un passato intimamente legato con la storia di Roma. A partire dall’età repubblicana fino alla caduta dell’impero la regione fu una delle prime sulle quali l’ombra di Roma estese il suo dominio. Spoleto si trova in un crocevia dall’importanza strategica per tutta la zona di confine tra Lazio e Umbria; colonia romana dalla seconda metà del III secolo a.C. si distinse durante le guerre Puniche come strenuo baluardo difensivo contro l’avanzata delle truppe di Annibale.

Qui la città dimostrò tutta la sua devozione e lealtà alla causa romana, evidenziando ancora una volta il suo stretto e saldo legame con la crescente potenza nata sui sette colli. La città è un perfetto esempio di stratificazione storica e artistica, dal paleolitico fino all’età contemporanea, ma le vestigia romane restano ancora, numerose e (quasi tutte) ben intatte e conservate, testimonianza di un passato glorioso di potere e ricchezze.

L’oltretomba era un culto sul quale i popoli romani investivano – quando potevano permetterselo – un ingente patrimonio al fine di mettere i propri defunti in complessi maestosi quanto le loro dimore. A Spoleto vi sono molte necropoli, di epoca preromana, romana e paleocristiana. Da esse sono emersi nel corso di numerosi scavi archeologici dei reperti senza precedenti, di fattura storico-artistica semplicemente sensazionali, come Gli Scettri dei Re e le tombe dei Piccoli principi trovati nella necropoli preromana di Piazza d’Armi.

Una delle testimonianze di maggior valore è la tomba romana di Cortaccione, una frazione di Spoleto. Si tratta di un’opera monumentale, in uno stato di conservazione eccellente. Ma, purtroppo, caduta nell’oblio: il sito archeologico, come vedrete dalle foto, necessiterebbe il taglio dell’erba alta, una manutenzione generale e, soprattutto, una rivalorizzazione economica e culturale, in quanto si tratta di un sito unico per il suo valore nel sud della regione, ma ormai da tempo fuori dai percorsi turistici della città.

 

La foto mostra lo stato in cui versa l’area archeologica. Credits: Lorenzo Ciotti

 

LA TOMBA

La tomba fu scoperta per caso nel 1986 durante dei lavori per la realizzazione di una condotta idrica. Durante gli scavi emersero le prime strutture in pietra lavorata. F così che iniziarono gli scavi archeologici che riportarono alla luce un vero e proprio tesoro culturale. La tomba è circondata da un recinto funerario di 39 x 37 m, costituito principalmente da dei blocchi di pietra lavorata a reticolo posti su un’opera cementizia di circa due metri di altezza. All’interno del recinto vi è il sepolcro: una camera semi conservata con la forma della volta a botte, alta quasi quattro metri, avente pianta a omega e costruita in opera cementizia, mentre all’esterno vi fu passata una speciale malta impermeabile e molto resistente. All’interno della camera vi sono i resti di un disegno raffigurante due cervi e due sarcofagi spartani in travertino chiusi da una lastra di marmo.

 

Uno dei due cervi all’interno della tomba. Credits: www.luogodelsilenzio.it

 

Non vi fu trovato null’altro che resti di ossa; i corredi funebri vennero depredati già in età antica probabilmente, ma gli archeologi trovarono vicino all’ingresso delle monete e dei resti di lucerne datate tra il III e il V secolo d.C. le monete sono oggi conservate presso il museo archeologico statale di Spoleto. Davanti alla camera sepolcrale si trova un’ara funeraria in calcare, mentre, tra l’ara e l’ingresso del recinto funebre fu trovata una fontana circolare in marmo su di una struttura in laterizio con una vasca quadrangolare sottostante.

 

Ara circolare in marmo. Credits: www.luoghidelsilenzio.it

 

Dentro la vasca è ancora possibile osservare la bocca da dove fuoriusciva l’acqua, forgiata in bronzo. La tomba rimase in uso per almeno cinque secoli. La sua creazione venne datata verso la fine del II secolo e l’inizio del I secolo a.C., ma dalle monete e dalle lucerne ritrovate venne utilizzata almeno fino 300-400 d.C. Le monete riportano infatti le incisioni appartenute agli imperatori Costanzo II, Valentino I, Valente e Graziano.

 

I due sarcofagi rinvenuti all’interno della tomba. Credits: www.luoghidelsilenzio.it

 

Oggi la volta della tomba, la fontana e l’ara sono protette da una struttura che le preserva dalle peggiori condizioni atmosferiche, ma il sito, incredibile per la sua conservazione, è fuori dai radar turistici e sono in generale poche le persone anche nel contesto urbano che la conoscono. È probabile che essa sia solo l’apice di una più vasta e ricca necropoli, dove i proprietari terrieri in epoca romana tumulavano i loro defunti. Un gioiello archeologico da riscoprire e rivalutare.

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