mercoledì, 16 gennaio, 2019

Mediterraneoantico.it pubblicazione online codice: ISSN 2532-1889 [Sito Web]

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News

Insediate le commissioni per la nomina dei direttori di sei luoghi della cultura, tra...

Il Ministero per i Beni e le Attività Culturali ha pubblicato il 31 dicembre sul proprio sito i decreti di nomina delle commissioni che dovranno farsi carico di nominare sei nuovi direttori in altrettanti luoghi di interesse culturale.

La rinascita della Schola Armaturarum: dal restauro, allo scavo, alla riapertura al pubblico

Dal 3 gennaio la Schola Armaturarum torna visitabile al pubblico. Il racconto di questo luogo simbolo della rinascita di Pompei, tragicamente collassato nella parte superiore il 6 novembre 2010, sarà affidato ai restauratori che illustreranno il minuzioso intervento di restauro sugli affreschi, e gli ambienti retrostanti oggetto dell’ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio.

“Affrontare” l’antico: Il Tuffatore di Carlo Alfano a Paestum

Voltandosi verso il giardino che fronteggia la sala della Tomba del Tuffatore nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum si vede in posizione sottostante, attraverso la vetrata, una grande vasca in marmo riempita d’acqua. La sala della tomba del Tuffatore. © Marco Vasile. Da essa si innalzano cinque cilindri – lo stesso numero di quello delle lastre dipinte che compongono la tomba – di altezze e materiali differenti con evidenti capacità specchianti-riflettenti. Più lontano, in posizione solitaria fortemente decentrata, si scorge un sesto cilindro, che sembra in qualche modo ambire ad un collegamento con il gruppo degli altri cinque. Già l’impressione iniziale è che tra l’installazione e il dispiegamento delle antiche lastre tombali nell’antistante sala museale sia in corso un silenzioso dialogo. I cinque cilindri, come membri di un coro tragico, sembrano voler commentare il destino del Tuffatore.

Miti cosmogonici di sangue: Cibele e la Pietra Nera

Il mito di Attis e le figure che ne determinano la sorte, quella di sua "madre", Cibele, e di Agdistis, risulta ad un'analisi approfondita assai complesso e le sue origini si perdono nelle nebbie del passato, come tutte le strutture archetipali, d'altra parte. Cibele Idea (dal monte Ida), chiamata a Roma la "magna mater", era una divinità primordiale, il cui nome (dal greco: Κυβέλη – Kybelē; latino: Cibelis) e le cui peculiarità sono stati oggetti di culto in area anatolica e preellenica: dea della natura, degli animali (potnia theron, espressione utilizzata per la prima volta da Omero in riferimento ad Artemide) e dei luoghi selvatici, aveva un santuario di straordinaria importanza a Pessinunte, nella Frigia, dove la dea era venerata nella forma di pietra nera.

Sul Delta del Nilo scoperta un’antica fabbrica di profumi

Nel governatorato di Dakahliyya, sul delta del Nilo, una missione di scavo americana ha portato alla luce un antico insediamento del Periodo Tolemaico dove è stata la scoperta di una fabbrica di profumi, la più antica mai ritrovata al mondo. Sembra che la stessa Cleopatra fu una cliente abituale della profumeria.

Pompei: scoperto un terzo cavallo nella villa di Civita Giuliana

Continua a dare ottimi risultati l'operazione congiunta tra il Parco Archeologico di Pompei e la Procura della Repubblica di Torre Annunziata, volta a porre fine agli scavi illeciti. Apprendiamo la notizia di questo nuovo ritrovamento dall'account Facebook ufficiale del Parco Archeologico e la condividiamo con i nostri lettori. 

Eventi e Mostre

SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano

Parte la mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano, la prima grande mostra del Parco Archeologico di Ercolano all’interno dell’Antiquarium del Parco, anche questo per la prima volta aperto alla fruizione del pubblico che aprirà i battenti al pubblico a partire dal 20 dicembre 2018.

Le Fiaccole Olimpiche al MArRC: una mostra alla scoperta della storia antica e moderna...

“Ospitare i Giochi Olimpici significa rievocare la storia” Così si espresse Pierre de Frédy, barone di Coubertin, padre dei Giochi Olimpici Moderni, la cui prima edizione si svolse ad Atene nel lontano 1896. La mostra La Fiamma che unisce. Le Fiaccole Olimpiche da Berlino 1936 a Rio De Janeiro 2016. Foto autrice. Al Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria e al cospetto dei Bronzi di Riace viene rievocata la storia dei Giochi attraverso l’esposizione La Fiamma che unisce. Le Fiaccole Olimpiche da Berlino 1936 a Rio De Janeiro 2016, curata dal direttore del MArRC, Carmelo Malacrino, e dal presidente del CONI Calabria, Maurizio Condipodero.

Facciamo luce al MArRC: “Fiat Lux. L’illuminazione tra antichità e medioevo”

La ricca programmazione di mostre temporanee del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria continua a stupirci! Tanti sono gli oggetti noti e non, molti esposti per la prima volta, che vengono scelti per raccontare storie nuove e affascinanti, avvicinando il grande pubblico al suggestivo mondo dell’antichità. Tre le mostre che attualmente il Museo offre ai suoi visitatori, senza alcun biglietto aggiuntivo. La prima, dedicata a Tanino de Santis. Una vita per la Magna Grecia, presenta circa 300 oggetti della collezione de Santis, recentemente acquisita dal Museo e interamente restaurata. Ad accogliere i visitatori, in Piazza Paolo Orsi, ci sono l’esposizione La Fiamma che unisce. Le Fiaccole Olimpiche da Berlino 1936 a Rio De Janeiro 2016 curata dal direttore del MArRC Carmelo Malacrino e dal presidente del CONI Calabria Maurizio Condipodero, e Fiat Lux. L’illuminazione tra antichità e medioevo, curata dal direttore Malacrino.
BMTA Cultura E Turismo Sicilia

Il successo del binomio Cultura e Turismo in Sicilia alla BMTA di Paestum

“Il successo del binomio Cultura e Turismo in Sicilia”: questo il titolo di una delle conferenze con cui, sabato 17 novembre scorso,  si è...

Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico di Paestum: inizia il conto alla rovescia!

Mancano pochi giorni all'apertura della XXI edizione della Borsa Mediterranea per il Turismo Archeologico di Paestum e noi saremo presenti con una nostra collaboratrice Valeria Nuzzolo, che ci terrà informati giorno per giorno attraverso i nostri social.
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Altri articoli

Scoperti a Kom Ombo sigilli con impressi i nomi di diversi sovrani della V dinastia

La missione archeologica egiziano-austriaca guidata dalla dott.ssa Irene Forstner-Müller ha scoperto a Kom Ombo, nel governatorato di Aswan, un numero consistente di sigilli cilindrici in argilla con impressi i nomi di diversi sovrani della V dinastia (2500 a.C.-2350 a.C. circa). Si tratterebbe della prima attestazione di regnanti dell’Antico Regno nella zona di Kom Ombo.

Pompei: dal 21 dicembre riaprono al pubblico due domus e il Tempio di Iside.

Casa della Fontana Grande, Casa dell’Ancora e Tempio di Iside,  tre importanti riaperture al pubblico, a partire da venerdì 21 dicembre, a seguito degli interventi di restauro e manu​tenzione ma anche con la riproposizione di allestimenti storici, interventi di decoro del verde e indagini di ricerca.

I mosaici della basilica di San Giusto a Lucera

Con l’approssimarsi del Natale è stato fatto un grande regalo alla città pugliese di Lucera e a tutti gli amanti del patrimonio culturale italiano: i mosaici di San Giusto sono, dopo oltre vent’anni dal ritrovamento, visitabili e aperti al pubblico.

Scoperta a Saqqara la tomba eccezionalmente ben conservata di un sacerdote di alto rango della V dinastia

Il Ministero delle Antichità egiziano ha annunciato l’ultima e tanto attesa scoperta del 2018; si tratta, secondo il dott. Khaled el-Anani, della “tomba più bella” trovata quest’anno. E’ ancora la necropoli di Saqqara a regalarci tanta meraviglia restituendoci una tomba eccezionalmente ben conservata appartenuta a un sacerdote di alto rango di nome Wahty vissuto sotto il regno di Neferirkara-Kakai, terzo sovrano della V dinastia (2483- 2465 a.C.). Nell'articolo tantissime FOTO.

Egitto: a Gebel el-Silsila scoperta tomba della XVIII dinastia con almeno 60 corpi

La missione svedese-egiziana guidata dalla dott.ssa Maria Nilsson e John Ward della Lund University sul campo a Gebel el-Silsila, nel governatorato di Assuan, ha scoperto una tomba a pozzo non decorata con due camere funerarie disposte a 5 m di profondità e risalenti alla XVIII dinastia, precisamente al periodo thutmoside.

Iniziato il restauro dell’ultimo colosso di Ramesse II da ricollocare di fronte al primo pilone del Tempio di Luxor

Sono iniziati i lavori di restauro della colossale statua di Ramesse II che giaceva a terra in frammenti nel cortile del Tempio di Luxor. Dopo il lavoro di assemblaggio e restauro la statua del grande faraone della XIX dinastia verrà reinstallata al suo posto d’origine di fronte al primo pilone del Tempio di Luxor.

Articoli di MA

Gli Ebrei nella Sicilia Bizantina

Testimonianze letterarie e ritrovamenti archeologici.

Mediterraneo Antico n°2 – marzo 2015

Min-Project: L'emozione della scoperta - Deir el-Medina: La stazione di valico o villaggio intermedio - Edda Bresciani. Una vita per l'egittologia - I saluti da Tebe 28 - Stele Cat. n. 1547 di Wahka - Il sarcofago Parvis al cimitero monumentale di Torino - Mummie: è giusto esporre resti umani nei musei? - Il cartonnage di mummia - In cosa credevano gli egizi? - Influssi stranieri nella religione egiziana - Divinità femminili - Gli obelischi egizi a Roma - L’arte egizia: dalla rappresentazione al simbolismo - Gli etruschi a tavola: il banchetto aristocratico attraverso - lo studio della cultura materiale - Porti e relitti - Il Liber Linteus di Zagabria - L’antica citta’ di Finziade - Zenobia: la regina ribelle - Matera e la sua cattedrale - Il Museo Barracco: il “bignami” dell’arte antica - “Bakchias. Dall’Archeologia alla Storia”

Oltre la soglia: gli accompagnatori di anime nell’oltretomba.

La funzione di accompagnatore delle anime nell'oltretomba era svolta nell'antichità da una divinità psicopompa: molte le figure che alla funzione psicopompa sono state accostate, da Hermes (Mercurio) al Caronte virgiliano e dantesco, agli dei egizi Osiride e Toth, agli arcangeli di derivazione cristiana, ad animali nobili e carichi di simbologie imperiali come l'aquila, da sempre presente nelle insegne militari romane e nell'apoteosi degli imperatori.

I DUE RACCONTI DEMOTICI DI SETNE-KHAMUAS

Khamuas “Colui che sorge in Tebe” era il quarto figlio di Ramesse II, il secondo avuto dalla regina Isinofre. Il più noto dei figli del grande Faraone, non riuscì a succedere sul trono al longevo padre, ma seppe comunque guadagnarsi gloria futura per la sua opera nel restauro degli antichi monumenti (si veda, per esempio, l’iscrizione da lui lasciata sul rivestimento esterno della piramide di Unis). Molti secoli dopo la sua morte, sotto il nome di Setne (derivato da corruzione del suo titolo sm, poi stm, portato quale sommo sacerdote di Ptah a Menfi), Khamuas divenne il protagonista di due racconti demotici, noti come Setne I (o Il libro magico di Naneferkaptah) e Setne II (o I prodigi di magia del piccolo Siosiri), conservatici rispettivamente su un papiro del III secolo a.C., quindi di epoca tolemaica, proveniente da Tebe e ora conservato al Museo del Cairo (n° 30646), e su un papiro del British Museum, del II secolo d.C., in epoca romana (D.C. IV). Al termine del lavoro filologico un'appendice di Andrea Rubiola arricchisce questo Speciale di MediterraneoAntico.

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