giovedì, 2 Aprile, 2020

Mediterraneoantico.it pubblicazione online codice: ISSN 2532-1889 [Sito Web]

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News

Vicini al ritrovamento della tomba di Thutmose II? Forse sì, è stato scoperto un...

La missione dell’Istituto di Archeologia dell’Università di Varsavia al lavoro da circa 60 anni nell’area di Deir el-Bahari (sulla riva occidentale di Luqsor) ha portato alla luce un deposito di fondazione riconducente a Thutmose II, faraone della XVIII dinastia dal 1482 al 1479 a.C. circa.

Al Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia è tornato il busto femminile in basanite

È ritornato, dopo otto anni di assenza, a Vibo, nella prestigiosa Sede del Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia, afferente al Polo...

La Piramide a Gradoni del re Djoser è stata riaperta ai visitatori

https://twitter.com/i/status/1235532399552761857 Dopo 14 anni di restauro, finalmente la Piramide a Gradoni del re Djoser è stata riaperta ai visitatori, oggi giovedì 5 marzo. Il Ministro...

Hurghada: il primo museo egizio del Mar Rosso

Sabato scorso è stato ufficialmente inaugurato ad Hurghada il primo museo del Mar Rosso dedicato all’antico Egitto. Quindi, se vi recate ad Hurghada, non perdetevi solo nelle profondità delle sue acque cristalline, ma tuffatevi anche nel meraviglioso mondo dei faraoni! Non ve ne pentirete!

Alle origini del Galermi. Un acquedotto attraverso la Storia.

Dal 17 marzo al 17 aprile 2020, presso l'Ecole Française de Rome in Piazza Navona a Roma, sarà aperta la mostra temporanea intitolata "Alle...

Dalla necropoli occidentale di Assuan il dipinto di un leopardo e una ciotola di...

Oggi 21 febbraio al tourismA, il salone internazionale dell’Archeologia e del Turismo Culturale a Firenze, è stato presentato un resoconto degli scavi condotti ad...

Eventi e Mostre

Proroga della mostra su Germanico ad Amelia

Museo Civico Archeologico e Pinacoteca, Ameliafino al 24 maggio 2020 Il percorso immersivo sarà visitabile fino al 24 maggio, data di nascita del...

Lascaux 3.0 per la prima volta in Italia

31 gennaio. Arte e tecnologia per un'appassionante avventura della conoscenza, che ci fa tornare indietro di 20mila anni: giunge per la prima volta in Italia, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l'esposizione internazionale “Lascaux 3.0”, che permette di scoprire, nella Sala del Cielo Stellato ed in quelle attigue, il famoso complesso della Grotta di Lascaux,  un vero e proprio tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore ed inserito, dal 1979, nella Lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Mostra VIDE: Viaggio dell’Emozione

La mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione che coinvolge tutte le Sedi ricadenti nel Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, avrà...

“L’Egitto di Belzoni – Un gigante nella terra delle piramidi” una mostra non sull’Egitto...

Una mostra non sull’Egitto e sui suoi grandiosi monumenti ma sulle straordinarie imprese del più importante esploratore e viaggiatore del XIX secolo. “L’Egitto di Belzoni - Un gigante nella terra delle piramidi” è il titolo della mostra che è aperta da ottobre a Padova nella rinnovata sede espositiva del centro culturale San Gaetano e che ne riassume il significato. La terra dei faraoni è rivisitata attraverso il racconto di Giovanni Belzoni, padovano di nascita e cittadino britannico di adozione che tra il 1817 e il 1818 aprì o scoprì tre dei suoi più importanti monumenti: il tempio di Ramesse II ad Abu Simbel, la tomba di Sethi I nella Valle dei Re e la piramide di Chefren a Giza. Monumenti che ogni anno sono visitati da centinaia di migliaia di persone senza che nessuno ricordi o conosca il nome di colui che ne ha permesso la loro visita. Perfino nella sua città natale fino a poco tempo fa Giovanni Belzoni era pressoché sconosciuto, associato solamente al nome di una via del centro e a quello di un noto istituto tecnico. Ora, duecento anni dopo il suo rientro in Europa e la sua visita a Padova, con questa mostra la città rende il dovuto omaggio a Giovanni Belzoni facendolo uscire dall’ingiusto e inspiegabile oblio in cui era stato relegato.

Gli archivi del Museo Egizio di Torino. Un silenzio eloquente e la necessità di...

Gli archivi sono il cuore pulsante di una collezione museale. I suoi scaffali ospitano la storia degli oggetti che il museo custodisce, ma anche la storia del museo stesso: come si sono formate le collezione, quali uomini e quali vicende hanno fatto si che in quel luogo si formasse una collezione da custodire. Non di rado "scavando" proprio negli archivi, vengono fatte scoperte eccezionali in grado di emozionare - ma anche di contribuire fattivamente alla ricostruzione di un ambito storico archeologico - al pari delle scoperte che avvengono sul campo. La conservazione e l'organizzazione degli archivi è importante tanto quanto i reperti alloggiati all'interno delle vetrine, che spesso in quei faldoni hanno il proprio documento d'indentità e il curriculum vitae.

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Il tradimento nella Roma repubblicana: il supplizio dell’albero infelice

I supplizi contemplati dal diritto penale arcaico romano si sono sempre contraddistinti per l’alto grado di severità, finalizzato a contenere le spinte eversive e a fornire modelli di punizione ai cittadini che volessero scardinare le fondamenta del mos maiorum. Un esempio è la pena stabilita per il reato di perduellio (tradimento), i cui più noti esempi, reperiti attraverso le fonti, sono tre.

Museo Egizio: anche le statue parlano, anzi…scrivono!

“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Lo disse Champollion quando giunse nella città sabauda, ammirato e ammaliato dalla “Drovettiana”, l’incredibile ed eterogeneo insieme di reperti egizi che il console Drovetti aveva messo assieme durante la sua lunga permanenza in Egitto, da poco acquistata dai Savoia. Ma non fu una strada priva di inciampi per il francese, che a Torino poté saggiare la spigolosità di Giulio Cordero di San Quintino – laureato in utroque iure, sacerdote, nominato dal padre di Cesare Balbo curatore della nascente collezione egizia di Torino – a cui Champollion oppose una verve del tutto inaspettata. O forse no.

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Perline di vetro per Nefertiti

Qualche tempo fa abbiamo parlato del ritrovamento di alcune perline di vetro blu di fabbricazione egizia in alcune sepolture scandinave (https://mediterraneoantico.it/articoli/egitto-vicino-oriente/perle-prodotte-dal-vetraio-di-tut-nelle-tombe-danesi-di-3400-anni-fa/). Ma da dove provenivano esattamente queste perle? Esami condotti su questi preziosi ornamenti esotici ricondurrebbero ad un laboratorio del vetro che aveva fornito perline per il corredo funerario del giovane Tutankhamon. Non conosciamo ancora l’ubicazione di questo laboratorio e sarebbe azzardato e poco corretto tirare conclusioni affrettate, ma è interessante notare che nell’autunno del 2014 è stato scoperto ad Amarna, l’antica Akhetaton, un nuovo laboratorio per la lavorazione del vetro e la produzione di perline.

Monete incuse. Indice di arcaicità e riflesso di un’epoca

Durante la fase iniziale della loro monetazione alcune città dell’Italia Meridionale e della Sicilia coniarono delle monete definite incuse. Questi particolarissimi documenti monetali si datano alla seconda metà del VI secolo a.C., ma si rifanno ad un importante archetipo: i Rovesci delle monete arcaiche emesse dalle città della Grecia propria e da quelle ellenizzate nel Mediterraneo Orientale . Il termine “incuso” deriva dal latino incusus, participio passato di incudere, e ha l’accezione di “imprimere col conio” . Nella scienza che studia le monete, la Numismatica, si fa riferimento ai documenti che presentano l’impronta del conio in incavo piuttosto che in rilievo. Il lemma viene adottato sempre in associazione alla parola “moneta”. Si parla difatti di monete incuse, monete col tipo incuso, monete col Rovescio incuso. È proprio il Rovescio ad essere realizzato con questa peculiare tecnica, e ad ospitare un tipo (o immagine monetale) differente da quello del Diritto per fattura e caratteristiche intrinseche. Le monete incuse si distinguono in monete col quadrato incuso e monete col Rovescio incuso . La loro forma è già di per sé un indice di arcaicità: il tondello è spesso, irregolare, sovente allungato . Con il passare del tempo e l’evolversi delle tecniche di coniazione, i tondelli di metallo diverranno sempre più sottili, regolari e di forma circolare.

Doria Shafik e i diritti delle donne

Estratto da MediterraneoAntico Magazine, Anno 2015, Numero 1 Doria Shafik (1914-1976), egiziana, fu una coraggiosa e determinatissima pioniera dei diritti delle donne, in special modo...

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