martedì, 25 Febbraio, 2020

Mediterraneoantico.it pubblicazione online codice: ISSN 2532-1889 [Sito Web]

Seguici sui social

63,332FansMi piace
30,303FollowerSegui
7,164FollowerSegui

News

Canali e cunicoli nell’area del Foro di Pompei

Il sottosuolo di Pompei studiato dagli speleologi Dalla superficie al sottosuolo. Le attività di ricerca e indagine conoscitiva di Pompei...

Egitto: provata l’esistenza dei “coni profumati”.

Dal recente rapporto di scavo stilato dall’Amarna Project in relazione alle ultime ricerche effettuate nell’antica Akhetaton, la città fortemente voluta da Akhenaton (XVIII dinastia, 1375-1334/33 a.C. circa), siamo venuti a conoscenza di una scoperta senza precedenti. Si tratta del primo ritrovamento di due “coni profumati”, accessori molto spesso rappresentati sul capo di innumerevoli personaggi nell’iconografia egizia per ben 1500 anni (a partire dall’inizio del Nuovo Regno al Periodo Tolemaico) e finora mai concretamente ritrovati.

Proroga della mostra su Germanico ad Amelia

Museo Civico Archeologico e Pinacoteca, Ameliafino al 24 maggio 2020 Il percorso immersivo sarà visitabile fino al 24 maggio, data di nascita del...

Restituzione del busto femminile in basanite al Museo “Vito Capialbi” di Vibo Valentia

Grande attesa al Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi” di Vibo Valentia per l’imminente ritorno, dopo otto anni di assenza, di un’importante testimonianza del passato...

Egitto: scoperte 16 tombe di sommi sacerdoti di Thot a Tuna el-Gebel

Nel pomeriggio di oggi si è tenuta a Tuna el-Gebel la conferenza stampa del Ministero delle Antichità egiziano con la quale è stata annunciata la scoperta di 16 tombe del Periodo Tardo nella necropoli dell’antica città di Ermopoli, situata nel governatorato di Minya, nel Medio Egitto. Le 16 tombe destinate ai sommi sacerdoti del dio Thot e agli alti funzionari del quindicesimo nomo dell'Alto Egitto contengono circa 20 sarcofagi di varie forme e dimensioni e migliaia di oggetti posti a corredo.

Eccezionale scoperta ad Ercolano: i resti vetrificati del cervello di una vittima

Il Parco Archeologico di Ercolano è di nuovo al centro dell'attenzione mondiale per una eccezionale scoperta avvenuta recentemente ad opera di un team di...

Eventi e Mostre

Lascaux 3.0 per la prima volta in Italia

31 gennaio. Arte e tecnologia per un'appassionante avventura della conoscenza, che ci fa tornare indietro di 20mila anni: giunge per la prima volta in Italia, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, l'esposizione internazionale “Lascaux 3.0”, che permette di scoprire, nella Sala del Cielo Stellato ed in quelle attigue, il famoso complesso della Grotta di Lascaux,  un vero e proprio tesoro artistico risalente al Paleolitico superiore ed inserito, dal 1979, nella Lista UNESCO del Patrimonio Mondiale dell'Umanità.

Mostra VIDE: Viaggio dell’Emozione

La mostra VIDE Viaggio Dell’Emozione che coinvolge tutte le Sedi ricadenti nel Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, avrà...

“L’Egitto di Belzoni – Un gigante nella terra delle piramidi” una mostra non sull’Egitto...

Una mostra non sull’Egitto e sui suoi grandiosi monumenti ma sulle straordinarie imprese del più importante esploratore e viaggiatore del XIX secolo. “L’Egitto di Belzoni - Un gigante nella terra delle piramidi” è il titolo della mostra che è aperta da ottobre a Padova nella rinnovata sede espositiva del centro culturale San Gaetano e che ne riassume il significato. La terra dei faraoni è rivisitata attraverso il racconto di Giovanni Belzoni, padovano di nascita e cittadino britannico di adozione che tra il 1817 e il 1818 aprì o scoprì tre dei suoi più importanti monumenti: il tempio di Ramesse II ad Abu Simbel, la tomba di Sethi I nella Valle dei Re e la piramide di Chefren a Giza. Monumenti che ogni anno sono visitati da centinaia di migliaia di persone senza che nessuno ricordi o conosca il nome di colui che ne ha permesso la loro visita. Perfino nella sua città natale fino a poco tempo fa Giovanni Belzoni era pressoché sconosciuto, associato solamente al nome di una via del centro e a quello di un noto istituto tecnico. Ora, duecento anni dopo il suo rientro in Europa e la sua visita a Padova, con questa mostra la città rende il dovuto omaggio a Giovanni Belzoni facendolo uscire dall’ingiusto e inspiegabile oblio in cui era stato relegato.

Gli archivi del Museo Egizio di Torino. Un silenzio eloquente e la necessità di...

Gli archivi sono il cuore pulsante di una collezione museale. I suoi scaffali ospitano la storia degli oggetti che il museo custodisce, ma anche la storia del museo stesso: come si sono formate le collezione, quali uomini e quali vicende hanno fatto si che in quel luogo si formasse una collezione da custodire. Non di rado "scavando" proprio negli archivi, vengono fatte scoperte eccezionali in grado di emozionare - ma anche di contribuire fattivamente alla ricostruzione di un ambito storico archeologico - al pari delle scoperte che avvengono sul campo. La conservazione e l'organizzazione degli archivi è importante tanto quanto i reperti alloggiati all'interno delle vetrine, che spesso in quei faldoni hanno il proprio documento d'indentità e il curriculum vitae.

Museo Egizio: la cura di una collezione che si rinnova

Non sono trascorsi ancora cinque anni dalla più incredibile trasformazione che il Museo Egizio abbia mai vissuto nel corso della sua lunga storia, che già è pronto a ripensare e riproporre in una nuova veste le sale che quella storia avvincente raccontavano, accogliendo e informando il visitatore prima di iniziare la lunga salita verso la collezione vera e propria.

Negli ultimi 12 mesi quanti musei hai visitato?

AdvertisingL'applicazione per gestire collezioni

Dal Web - Rassegna stampa

Altri articoli

Museo Egizio: anche le statue parlano, anzi…scrivono!

“La strada per Menfi e Tebe passa da Torino”. Lo disse Champollion quando giunse nella città sabauda, ammirato e ammaliato dalla “Drovettiana”, l’incredibile ed eterogeneo insieme di reperti egizi che il console Drovetti aveva messo assieme durante la sua lunga permanenza in Egitto, da poco acquistata dai Savoia. Ma non fu una strada priva di inciampi per il francese, che a Torino poté saggiare la spigolosità di Giulio Cordero di San Quintino – laureato in utroque iure, sacerdote, nominato dal padre di Cesare Balbo curatore della nascente collezione egizia di Torino – a cui Champollion oppose una verve del tutto inaspettata. O forse no.

Legio VI Ferrata: raccontare la storia rievocandola.

La Legio VI Ferrata promuove la divulgazione storica attraverso la rievocazione. La rievocazione storica si occupa di trasmettere al più ampio pubblico, dai più piccoli agli adulti la storia antica creando uno spaccato della vita di 2000 anni fa, che possa coinvolgere ed emozionare, aspetto che risulta a volte carente durante le lezioni scolastiche o nei libri di testo. Si tratta di una ricostruzione seria e filologica di due precisi periodi della storia romana: la seconda guerra punica (218-202 a.C.) che vide Roma combattere contro Cartagine con protagonisti Annibale e Scipione l’Africano e il primo periodo imperiale (50 a.C. ca) durante la dinastia giulio-claudia.

Il tempio ripensato. Dieter Mertens e il tempio di Nettuno.

Annunciata da due articoli editi nel corso del 2019, che pubblicano i testi di precedenti        comunicazioni a convegni, è attesa l’edizione della monografia del tempio di Nettuno,          che andrà a completare la trilogia dedicata ai templi di Poseidonia (Krauss 1959 per il          tempio di Athena; Mertens 1993 per la Basilica). Certo, ogni risultato scientifico rimane      un’ipotesi smentibile, e forse è destinato a restare un enigma il nome della divinità a cui      il tempio “di Nettuno” era intitolato. Ma la sua genesi costruttiva sembra ora                      definitivamente tracciata nelle sue linee cruciali. Il tempio di Nettuno è un tempio                profondamente ripensato.

Solstizio d’inverno: il sole si allinea ai templi di Karnak, Hatshepsut e Qasr Qarun

Nel giorno del solstizio d’inverno si hanno meno ore di luce, ma questo particolare momento astronomico segna anche l’inizio della stagione fredda, dell’inverno appunto, e rappresenta anche l’inizio della risalita del sole il quale, da lì in avanti, ci regalerà ogni giorno un po’ più luce. Per questo, sin dalla preistoria, in tutto il mondo e in tutte le epoche, sono state realizzate opere orientate verso il punto in cui sorge il sole in questo particolare giorno. Questo significativo fenomeno astronomico non poteva passare inosservato lungo le sponde del Nilo, infatti, dallo studio condotto dal dott. Juan Belmonte dell'Istituto Astrofisico delle Canarie su 650 templi egizi, è emerso che la maggior parte dei monumenti e siti archeologici sono stati progettati per celebrare gli eventi celesti, in particolar modo l'alba sugli equinozi e sui solstizi. Scopriamo cosa succede nei templi di Karnak, Hatshepsut e Qasr Qarun.

Antico Regno “jm(y).t-pr” II

Questa nuova opera di Marco Chioffi e Giuliana Rigamonti “Antico Regno. jm(y).t-pr II” concernente gli atti testamentari relativi alle disposizioni funerarie di alti dignitari appartenenti alla V e VI dinastia. Continua l’approfondimento dei temi già trattati in Antico Regno. jm(y).t-pr I

Articoli di MA

Cronaca di un’eruzione

"Per me l’eruzione è un’immagine sconvolgente, un avvenimento straordinario ed anche un grande pezzo di scultura […] Il Vesuvio per me è molto più grande di un mito: è una cosa terribilmente reale” (Andy Warhol) Dinanzi ai disastri naturali, il più delle volte, l’uomo non può che rimanere impotente di fronte allo sconvolgimento che essi comportano. Oggi come ieri, tali fenomeni di portata inimmaginabile, creano un senso di vuoto e di smarrimento, di angoscia e paura perché sfuggono ad ogni calcolo e alla possibilità di dominio. Dopo 2000 anni, visitando le rovine delle città colpite nel 79 d.C. dall’eruzione del Vesuvio, non si può che rimanere attoniti, stupiti, commossi dalla fine che molte migliaia di persone fecero quel giorno del 24 agosto. Sono diverse le testimonianze dei contemporanei che più di tutti ci hanno permesso di ricostruire i fatti di quei terribili giorni, già commossi per la violenza dell’atto distruttivo che rase al suolo intere città, seppellendone per secoli la memoria. Non solo Plinio il Giovane che descrisse con dovizia di particolari l’accaduto all’amico Tacito, ma anche Marziale che ha lasciato un toccante epicedio sulla distruzione di Pompei.

Museo Regionale di Messina: un ponte verso l’antichità

La visita al Museo regionale di Messina (MuMe) rappresenta una seducente immersione nella cultura mediterranea di un tempo. Fulcro economico, politico e storico, la città dello Stretto riporta i segni della ricchezza che nei secoli l’hanno qualificata ed il museo regionale ne è la testimonianza. Dopo decenni di attesa, da circa un anno è stato finalmente valorizzato mediante i nuovi locali appositamente realizzati.

Il monumento funerario di Ameneminet

Egitto ramesside, seconda metà del XIII secolo a.C. circa. In un giorno a noi sconosciuto, uno dei più importanti e valorosi comandanti militari di Ramesse II, Ameneminet, lascia il mondo dei vivi e inizia il suo viaggio verso la vita ultraterrena. Come ogni egizio dei tempi antichi, egli non voleva che il suo nome e le sue gesta fossero dimenticati dai posteri, e per questo motivo aveva affidato all’abilità di operai e artisti la realizzazione della sua tomba, del suo sarcofago e di altri monumenti funerari commemorativi. Di tutto ciò, purtroppo, non molto si è preservato fino ai nostri giorni, ma il reperto più particolare che si è sottratto all’oblio di oltre trenta secoli può essere considerato artisticamente un unicum nel suo genere.

Locri e il suo territorio: dalla cartografia storica alla ricognizione archeologica

Mercoledì 8 agosto 2018, alle ore 18.30, a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo del territorio – Palazzo Teotino Nieddu del Rio, sarà inaugurata la mostra Locri e il suo territorio: dalla cartografia storica alla ricognizione archeologica.

I nostri numeri

1847

Articoli

63

Autori

47656

Visitatori unici al mese

*Dati riferiti a dicembre 2019