mercoledì, 20 Marzo, 2019

Archeologia invisibile. La scienza e l’archeologia si incontrano al Museo Egizio...

“Archeologia invisibile” sembra essere la naturale prosecuzione della mostra precedente, inseguendo un fil rouge che pone al centro dell’attenzione il reperto, la cui “biografia” diventa essenziale per svincolarlo dal semplicemente bello e farlo tornare ad essere ciò che in realtà è: la manifestazione concreta di un pensiero che si è fatto materia.

Armenia. Un libro che non è solo un libro.

"Ho finalmente in mano (in libreria sarà nel mese di marzo) il prodotto della mia ultima fatica, questo libro, una guida storico-archeologica dedicato a una nazione, l’Armenia, che mi conquistato fin dalla prima volta che l’ho visitata, nel 2007.

I sacrifici umani nell’antica Roma

Da sempre nella storia i sacrifici (specie quelle umani) sono serviti per placare le ire di una divinità o per propiziarsene il favore, specie se  "costretti" da un pericolo incombente, come la minaccia di un fenomeno naturale o una guerra. Molti e diffusi gli esempi che si potrebbero annoverare per suffragarne valore e significato sacrale: la civiltà hittita, ad esempio, può essere annoverata tra quelle che, nell'ambito di un rito propiziatorio e purificatore, effettuava sacrifici umani.

Pompei. Amore e sensualità negli affreschi della Regio V

Un’ alcova sensuale e raffinata riemerge nella sua totale bellezza dallo scavo della Regio V di Pompei, come aveva già prospettato lo splendido quadretto di Leda e il cigno, riaffiorato mesi fa  nel corso delle operazioni di  consolidamento dei fronti di scavo, lungo via Vesuvio. Alle spalle dell’ambiente torna in luce anche parte dell’atrio della dimora, con pareti dai vividi colori  e l’affresco di Narciso, al centro di una di esse, che lo vede specchiarsi nell’acqua rapito dalla sua immagine, secondo l’iconografia classica.

Finché morte non ci separi.

Quando gli archeologi riescono a far riaffiorare dalla terra e dalle viscere della Storia monumenti, iscrizioni, case, tesori, l’attenzione del pubblico è tutta rivolta a queste scoperte, al passato e alle vicende umane di cui sono state protagoniste; quando il ritrovamento riguarda, invece, una mummia, l’interesse si fa ancora più alto. Vogliamo sapere come vivevano gli uomini e le donne che ci hanno preceduto, cercare di indovinare quali sentimenti, paure, desideri e ambizioni li muovevano e perché. Nel momento in cui il passato ci restituisce addirittura una coppia di scheletri (evento non proprio abituale) sepolti insieme per il loro ultimo viaggio, la nostra immaginazione è rapita dalle infinite possibilità di fronte a cui ci pone quel ritrovamento: chi sono i due scheletri? Perché sono stati sepolti insieme? Erano davvero due sposi? Quali misteri nasconde la loro vita? Perché sono morti?

Intervista a Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico di Napoli

In questi ultimi anni abbiamo osservato con interesse i cambiamenti che hanno coinvolto numerosi musei del nostro Paese. Tra i musei oggetto di questa nuova ondata di interesse spicca senz'altro il Museo Archeologico Nazionale di Napoli e artefice di tutto questo è senza dubbio il direttore Paolo Giulierini, che per il suo impegno è stato premiato come miglior direttore del 2018 da Artribune, premio che l'anno precedente il MANN aveva vinto come miglior museo italiano. Abbiamo chiesto a Silvia Neri, architetto e collaboratrice esterna del Museo, di porre qualche domanda al direttore.
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