mercoledì, 19 settembre, 2018

I DUE RACCONTI DEMOTICI DI SETNE-KHAMUAS

Khamuas “Colui che sorge in Tebe” era il quarto figlio di Ramesse II, il secondo avuto dalla regina Isinofre. Il più noto dei figli del grande Faraone, non riuscì a succedere sul trono al longevo padre, ma seppe comunque guadagnarsi gloria futura per la sua opera nel restauro degli antichi monumenti (si veda, per esempio, l’iscrizione da lui lasciata sul rivestimento esterno della piramide di Unis). Molti secoli dopo la sua morte, sotto il nome di Setne (derivato da corruzione del suo titolo sm, poi stm, portato quale sommo sacerdote di Ptah a Menfi), Khamuas divenne il protagonista di due racconti demotici, noti come Setne I (o Il libro magico di Naneferkaptah) e Setne II (o I prodigi di magia del piccolo Siosiri), conservatici rispettivamente su un papiro del III secolo a.C., quindi di epoca tolemaica, proveniente da Tebe e ora conservato al Museo del Cairo (n° 30646), e su un papiro del British Museum, del II secolo d.C., in epoca romana (D.C. IV). Al termine del lavoro filologico un'appendice di Andrea Rubiola arricchisce questo Speciale di MediterraneoAntico.

La stele di Metternich

Il Metropolitan Museum of Art di New York custodisce un oggetto che appartiene ad una serie di reperti tra i più singolari ed affascinanti che ci siano pervenuti dall’Antico Egitto, per altro in ottimo stato di conservazione.

Wadi el-Jarf: il porto, i papiri e la costruzione della Grande...

Wadi el-Jarf. Il più antico porto marittimo e i suoi papiri. Grande Piramide di Cheope. Mar Rosso, Alieni. Come collegare assieme le immagini che evocano queste tre parole? La prima e la seconda le troviamo in un contesto serio, fatto di studi e ricerche sul campo effettuate da un team internazionale e multidisciplinare, che ci racconta di operai, imbarcazioni e metodi di lavoro. La terza parola invece brilla proprio per la sua assenza da questo contesto, nonostante - con insistenza - siano in molti a volercela inserire. Lo studio delle fonti originali, confrontate e messe in relazione con la ricerca sul campo, hanno dato dei risultati sorprendenti consentendo di collegare team di operai specializzati alla costruzione del monumento funerario voluto da re Khufu (Cheope). Uomini versatili e in grado di spostarsi velocemente da una parte all'altra dell'Egitto faraonico per realizzare le opere che venivano loro commissionate, certi di poter contare sempre su approvvigionamenti e supporti tecnici. Possiamo solo immaginare lo stupore provato dagli archeologi quando in un antichissimo porto sul Mar Rosso hanno trovato un papiro vecchio di 4500 anni, dove un solerte funzionario ha annotato con precisione, tra le altre cose, il numero dei viaggi effettuati per trasportare le pietre dalle cave di Tura alla Piana di Giza, per la costruzione dell'unica tra le Sette Meraviglie del Mondo ancora in piedi: la piramide di Khufu.

Lettera di Nefertari, moglie di Ramesse II, a Pudukhepa, moglie di...

Sappiamo che unitamente alla corrispondenza intercorsa tra Ramesse II e il sovrano hittita Khattushili III (1265-1237) e che ha portato alla stesura del celebre trattato di pace e alla celebrazione di due matrimoni tra il faraone e due figlie di Khattushili1, anche tra le regine, l’egizia Nefertari e la hittita Pudukhepa, fu scambiata una ricca corrispondenza. Figlia di Pentipsharri, sacerdote di Astarte/Ishtar nella città di Lawazantiya, nella regione di Kizzuwatna, e a sua volta sacerdotessa, Pudukhepa sposò Khattushili verso il 1265 a.C. Ultima regina hittita di cui ci sia giunta notizia, essa mantenne il ruolo di Regina Regnante anche durante l’intero periodo del regno del figlio Tudhaliya IV (1237-1209), e morì in tarda età, nel regno del nipote Shubbiluliuma II. È considerata la più importante figura femminile della storia ittita, in campo politico e spirituale.

Le Guerre di Ramesse III

Traduzione e commento grammaticale dei testi a carattere militare dal Tempio di Medinet Habu.

Enūma Eliš “quando in alto”

Un nuovo Speciale di MediterraneoAntico.it è pronto per essere scaricato o sfogliato online, gratuitamente, da tutti i nostri lettori. Un lavoro di grande valore filologico curato da Alberto Elli, che ci riporta indietro nel tempo per farci scoprire i temi della Creazione, così come li vivevano gli antichi. Al corposo ed iniziale insieme di segni cuneiformi, riscritti con un apposito font per essere perfettamente leggibili, segue la traduzione continuata, che consente di fruire appieno dell’intero materiale a tutti coloro che sono interessati, ma non filologi esperti.