sabato, 19 Settembre, 2020

Appuntamento in taberna: sapori antichi e suggestioni di oggi.

Trovare le parole più accattivanti, atte a stuzzicare la curiosità ed accendere l’attenzione dei lettori non è affatto cosa banale; trovarsi difronte ad un...

Dipartimento Civiltà e Forme del Sapere (UniPi): un nuovo scavo archeologico...

Ieri mattina, sotto un cielo che prometteva pioggia, ha preso il via un interessante progetto archeologico nel cuore della città di Pisa, il San...

La moglie “in prestito”: il caso di Marzia e Catone Uticense

La storia di Catone Uticense e della moglie Marzia è stata, non per la sua eccezionalità, ma per i protagonisti che la interpretarono, un...

La vita di Ilaria

In questo nuovo lavoro Alberto Elli ci trasporta in un periodo storico di grande interesse, che vide la fine dell’Impero Romano d’Occidente e la stabilizzazione dell’Impero Romano d’Oriente, che gli sopravvisse per circa un millennio. Uno dei protagonisti fu l’imperatore Zenone che è il protagonista anche di questa storia, insieme a due figlie che nella realtà non ha mai avuto. Il documento che contiene questa storia è scritto in copto shaidico e risale all’848, quindi alcuni secoli dopo lo svolgimento dei fatti, ed è custodito presso la Pierpont Morgan Library di New York. Nel 1947 lo studioso Drescher pubblicò in un supplemento degli Annales du services des Antiquités de l’Egypte, Il Cairo, una raccolta di tre leggende copte dal titolo “Three coptic legends: Hilaria, Archellites, The Seven Sleepers”.

Tra vendetta privata e propaganda: il caso di Marco Attilio Regolo

Quella mattina il caldo umido e l’aria intrisa di salsedine impedivano quasi di respirare, ma nessuno avrebbe voluto rinunciare allo spettacolo che si preannunciava. Hamelqart...

Dialogo del Paesaggio vesuviano nella persistenza della memoria

Bisogna comunicare con linguaggio moderno il significato dei segni della memoria nel paesaggio vesuviano. E’ considerazione di base del professore Claudio Salerno, presidente dell’Istituto...

I tesori romani del British Museum: the Hoxne Hoard

Il British Museum contiene una collezione di reperti romani e pre-romani. In questa serie di articoli analizzeremo questi incredibili reperti, partendo dal più famoso:...

Ricercatori UniTo ricavano informazioni molecolari da una mummia egizia senza pregiudicare...

Grazie ad un’innovativa tecnologia finora utilizzata solo per lo studio di manoscritti, tessili e dipinti risalenti al massimo a qualche centinaio di anni fa, il team di ricerca-tori è riuscito a sequenziare le proteine della pelle mummificata e a caratterizzare il microbioma presente sulla superficie del corpo di una giovane donna vissuta a Gebe-lein (Alto Egitto) durante l’Antico Regno, oltre 4000 anni fa.

“Lo sguardo dell’antropologo”: un nuovo allestimento per esplorare le connessioni tra...

La mostra, realizzata in collaborazione con il Museo di Antropologia dell’Università di Torino, restituisce al pubblico una parte della collezione dell’istituto universitario, chiuso dal 1984. Dopo la riapertura al pubblico delle proprie sale, il Museo Egizio riprende anche l’attività espositiva temporanea: da domani, sabato 13 giugno, e fino al 15 novembre, la visita della collezione egittologica viene arricchita da "Lo sguardo dell'antropologo”, una piccola mostra allestita in una sala del primo piano e realizzato dai curatori del Museo Egizio in collaborazione con il Museo di Antropologia ed Etnografia dell'Università di Torino (MAET). La mostra nasce dall’intento di mettere in dialogo le collezioni dei due musei, proponendo una riflessione sulle modalità con cui la cultura scientifica europea, tra la fine del XIX secolo e la prima metà del XX, percepiva e classificava i suoi “altri”. Un progetto che mira a ricostruire i rapporti tra egittologia e antropologia, individuando prospettive di ricerca e possibili aree di collaborazione futura.

Finalisti premio BMTA: il ritrovamento della città perduta di Mahendraparvata

Continuiamo il nostro viaggio tra le scoperte in competizione per il premio della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), l’International Archaeological Discovery Award in...

Finalisti del Premio BMTA: la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri

Come promesso iniziamo a parlare delle scoperte archeologiche finaliste al premio indetto dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), l’International Archaeological Discovery Award dedicato...

Morire nell’antico Egitto. “Che tu possa vivere per sempre come Ra...

È comune pensare che gli antichi egizi avessero un’ossessione per la morte. Al contrario: essi avevano un’ossessione per la vita.     L’origine del fuorviante luogo comune...

Nuova scoperta a Vulci: la tomba di un bambino etrusco

Sono da poco ripresi gli scavi nel Parco Archeologico di Vulci, e la Necropoli di Poggetto Mengarelli è già sotto i riflettori per un'interessantissima...

Merida: in una sepoltura di epoca romana un cosmetico per il...

Dopo anni dalla sua scoperta, un gruppo di ricercatori del Consorcio Ciudad Monumental de Mérida, dell'Università di Granada (UGR) e dell'Istituto dei Beni Culturali di Spagna ha condotto uno studio su un contenitore per il trucco di epoca romana trovato in Spagna, risalente per la precisione al I secolo d.C.

Ritrovato un gioco per bambini a Vindolanda, antica fortezza romana.

Vindolanda è una località archeologica risalente a circa il 122 d.C. e situata a circa due chilometri dal Vallo di Adriano, nel nord della Gran Bretagna. Questo sito è noto per aver rivelato agli studiosi una notevole quantità di materiale, circa 7.000 pezzi, appartenente ai raggruppamenti militari lì stanziati, insieme alle loro famiglie, per difendere le zone di frontiera. Mentre gli archeologi stavano esaminando le sacche contenti i ritagli di pellame, con grande sorpresa hanno trovato un pezzo di cuoio modellato in un piccolo animale molto simile ad un topolino.

Egitto: scoperte nuove sepolture a Ossirinco

Novità da Ossirinco, una delle città più importanti dell'Egitto greco-romano: la missione archeologica egiziano-spagnola al lavoro nell’antica Per-Medjed (il nome egizio dell’attuale città di El-Bahnasa, situata a180 km a sud del Cairo) ha riportato alla luce una serie di tombe del Periodo Saita (XXVI dinastia, 664-525 a.C. circa) e Romano, una delle quali davvero unica per la zona.

I Misteri di Khoiak

L’iscrizione qui presentata, relativa ai misteri di Osiri celebrati tra il 12 e il 30 del mese di Khoiak (8-26 dicembre), occupa tre delle pareti del cortile del piccolo tempio di Osiri edificato nell’angolo N-E (geografico, non rituale) della terrazza inferiore del tempio di Hathor a Dendera. Si compone di 159 colonne, così suddivise: parete Ovest: coll. 1-60; parete Sud: coll. 61-127; parete Est: coll. 128-159. Questa grande e celebre iscrizione è costituita in realtà da sette testi diversi, relativi a differenti questioni riguardanti, però, un soggetto comune; sono stati redatti in maniera indipendente gli uni dagli altri, da autori diversi, senza linea direttrice e definita in maniera assoluta. Ognuno porta un titolo particolare. Probabilmente si è preso tra la ricca collezione degli scritti relativi alle feste osiriche del mese di Khoiak quelli che si riteneva dessero un’idea d’insieme delle cerimonie e dei loro particolari riti e li si è assemblati, senza preoccuparsi di coordinarli; da qui le discordanze, le ripetizioni, le diseguaglianze di stile. Estremamente preziosa per il suo contenuto, l’iscrizione di Dendera non offre, tuttavia, che un’idea frammentaria di ciò che dovevano essere originariamente i rituali dei misteri di Osiri durante il mese di Khoiak.

Saqqara, dal laboratorio di mummificazione nuove sepolture. Una di esse ha...

Il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano, assieme all’Università di Tubinga (Germania), ha annunciato la scoperta di un nuovo ambiente nel complesso del laboratorio di mummificazione risalente alla XXVI dinastia scoperto nel 2018 a Saqqara (la scoperta era stata classificata tra le prime 10 scoperte archeologiche del 2018 dalla rivista Archaeology Magazine and Heritage Daily) ed hanno reso noto il risultato dei primi studi e test eseguiti sulla maschera d’argento dorato e sugli oli e sulle resine di mummificazione ivi scoperte quasi due anni fa.

I riti funebri nella Roma repubblicana

I riti funebri nella Roma repubblicana sembrano attingere dalla civiltà greca e da quella etrusca, di cui il mondo romano arcaico è stato, sia pure in parte, il portato. Dopo la morte, il defunto etrusco veniva esposto in casa e poi trasportato, da personale adibito allo scopo, al luogo del seppellimento, seguito da un corteo di amici e parenti. Al termine della cerimonia funebre, i parenti tenevano banchetti e facevano eseguire danze e giochi per enfatizzare i divertimenti di cui il defunto avrebbe goduto nell’ oltretomba.

Saqqara: nuove scoperte nella necropoli degli animali sacri

Erano giorni che circolavano immagini “indiscrete” di una nuova scoperta in terra d’Egitto ed erano giorni che aspettavamo con trepidazione il comunicato stampa con tutti i dettagli. La scoperta è stata effettuata ancora una volta nella necropoli degli animali sacri a Saqqara, area che negli ultimi due anni ha regalato diverse sorprese.