mercoledì, 16 gennaio, 2019

L’amore oltre la morte: la tomba di due antichi amanti di...

In India Il Taj Mahal è sempre stato considerato un monumento (anzi, forse “il” monumento) all’amore eterno, il simbolo del sentimento più nobile che si fonde con l’ineluttabilità della morte e il desiderio di eternità. Da oggi in poi, però, la storia indiana potrà annoverare anche un altro emblema dell’amore assoluto: la tomba di due amanti, probabilmente sposi, ritrovata nell’antica Harappa, nel cuore della Valle dell’Indo.

Il Decreto di Canopo

Il decreto è stato emesso a Canopo nel 238 a.C., sotto Tolomeo III Evergete I e la moglie Berenice II. Il preambolo iniziale, più breve che non negli altri decreti, loda la pietà della coppia regale e i benefici da essa accordati ai templi; in particolare, vengono ricordate la campagna asiatica che ha portato al recupero delle statue sacre depredate a suo tempo dai Persiani e le misure prese per alleviare le conseguenze di un periodo di carestia dovuto alla crescita insufficiente della piena del Nilo. La parte principale del decreto riguarda, invece, tre provvedimenti: il primo concerne l’aumento a cinque del numero delle tribù sacerdotali, con l’aggiunta di una nuova tribù dedicata agli “Dei Evergeti”, ossia proprio a Tolomeo III e Berenice II; il secondo è la ben nota riforma del calendario, con l’introduzione dell’anno bisestile, ogni quattro anni; e infine l’istituzione di un culto particolare per la defunta principessa Berenice.

Rinvenuti sarcofagi del Periodo Romano a Damietta, sul Delta del Nilo

Una missione archeologica egiziana ha riportato alla luce dei sarcofagi risalenti al Periodo Romano nel sito archeologico di Tell el Deir, nella città di Damietta. Il ritrovamento consiste in una serie di sarcofagi in terracotta di diverse fattezze ed oltre 700 amuleti.

La rinascita della Schola Armaturarum: dal restauro, allo scavo, alla riapertura...

Dal 3 gennaio la Schola Armaturarum torna visitabile al pubblico. Il racconto di questo luogo simbolo della rinascita di Pompei, tragicamente collassato nella parte superiore il 6 novembre 2010, sarà affidato ai restauratori che illustreranno il minuzioso intervento di restauro sugli affreschi, e gli ambienti retrostanti oggetto dell’ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio.

“Affrontare” l’antico: Il Tuffatore di Carlo Alfano a Paestum

Voltandosi verso il giardino che fronteggia la sala della Tomba del Tuffatore nel Museo Archeologico Nazionale di Paestum si vede in posizione sottostante, attraverso la vetrata, una grande vasca in marmo riempita d’acqua. La sala della tomba del Tuffatore. © Marco Vasile. Da essa si innalzano cinque cilindri – lo stesso numero di quello delle lastre dipinte che compongono la tomba – di altezze e materiali differenti con evidenti capacità specchianti-riflettenti. Più lontano, in posizione solitaria fortemente decentrata, si scorge un sesto cilindro, che sembra in qualche modo ambire ad un collegamento con il gruppo degli altri cinque. Già l’impressione iniziale è che tra l’installazione e il dispiegamento delle antiche lastre tombali nell’antistante sala museale sia in corso un silenzioso dialogo. I cinque cilindri, come membri di un coro tragico, sembrano voler commentare il destino del Tuffatore.

Sul Delta del Nilo scoperta un’antica fabbrica di profumi

Nel governatorato di Dakahliyya, sul delta del Nilo, una missione di scavo americana ha portato alla luce un antico insediamento del Periodo Tolemaico dove è stata la scoperta di una fabbrica di profumi, la più antica mai ritrovata al mondo. Sembra che la stessa Cleopatra fu una cliente abituale della profumeria.

Scoperti a Kom Ombo sigilli con impressi i nomi di diversi...

La missione archeologica egiziano-austriaca guidata dalla dott.ssa Irene Forstner-Müller ha scoperto a Kom Ombo, nel governatorato di Aswan, un numero consistente di sigilli cilindrici in argilla con impressi i nomi di diversi sovrani della V dinastia (2500 a.C.-2350 a.C. circa). Si tratterebbe della prima attestazione di regnanti dell’Antico Regno nella zona di Kom Ombo.

I mosaici della basilica di San Giusto a Lucera

Con l’approssimarsi del Natale è stato fatto un grande regalo alla città pugliese di Lucera e a tutti gli amanti del patrimonio culturale italiano: i mosaici di San Giusto sono, dopo oltre vent’anni dal ritrovamento, visitabili e aperti al pubblico.

Scoperta a Saqqara la tomba eccezionalmente ben conservata di un sacerdote...

Il Ministero delle Antichità egiziano ha annunciato l’ultima e tanto attesa scoperta del 2018; si tratta, secondo il dott. Khaled el-Anani, della “tomba più bella” trovata quest’anno. E’ ancora la necropoli di Saqqara a regalarci tanta meraviglia restituendoci una tomba eccezionalmente ben conservata appartenuta a un sacerdote di alto rango di nome Wahty vissuto sotto il regno di Neferirkara-Kakai, terzo sovrano della V dinastia (2483- 2465 a.C.). Nell'articolo tantissime FOTO.

Egitto: a Gebel el-Silsila scoperta tomba della XVIII dinastia con almeno...

La missione svedese-egiziana guidata dalla dott.ssa Maria Nilsson e John Ward della Lund University sul campo a Gebel el-Silsila, nel governatorato di Assuan, ha scoperto una tomba a pozzo non decorata con due camere funerarie disposte a 5 m di profondità e risalenti alla XVIII dinastia, precisamente al periodo thutmoside.

Iniziato il restauro dell’ultimo colosso di Ramesse II da ricollocare di...

Sono iniziati i lavori di restauro della colossale statua di Ramesse II che giaceva a terra in frammenti nel cortile del Tempio di Luxor. Dopo il lavoro di assemblaggio e restauro la statua del grande faraone della XIX dinastia verrà reinstallata al suo posto d’origine di fronte al primo pilone del Tempio di Luxor.

“Collezioni in dialogo”. La statua di Amenhotep II dal Museo Egizio...

Dialogo tra istituzioni museali al fine di creare reciproche e preziose opportunità di dialogo, confronto, ricerca e crescita scientifica. Così, l’atletica statua in granito rosa del faraone Amenhotep II (1401/1398 a.C.) è arrivata a far bella mostra di sé all’interno della prima sala del Museo Gregoriano Egizio del Vaticano appositamente allestita per l’occasione fino al prossimo 30 giugno 2019.

Egitto: nel Fayum scoperto un pozzo funerario del Medio Regno

La missione archeologica egiziana diretta dal dott. Aiman Ashmawi al lavoro presso la necropoli di Kom El Khelua, nel Fayum, ha scoperto un nuovo pozzo funerario risalente al Medio Regno situato ad est della tomba appartenuta al principe e governatore Uage.

L’Epopea di Gilgamesh

L'Epopea di Gilgamesh. Si tratta della più ampia e complessa tra le opere letterarie tramandateci dagli Assiri-Babilonesi. Composta in origine da circa tremila versi (quelli conservati sono poco più di duemila), essa supera di molto l’altra grande composizione giuntaci, l’Enuma Elish, che conta solo un migliaio di versi. È concordemente ritenuta dagli studiosi la prima vera epopea dell’umanità. Secondo il parere del grande assiriologo Giovanni Pettinato, essa è “paragonabile per ampiezza di respiro, per forte drammaticità e profonda maturità, alle grandi composizioni divenute patrimonio di tutte le genti, quali l’Iliade e l’Odissea di Omero, la Divina Commedia di Dante e il Faust di Goethe”.

A Parigi “Il tesoro del faraone” – 150 reperti del corredo...

La Ville Lumiere si illuminerà degli ori di Tutankhamon, il faraone bambino celebre in tutto il mondo per lo strepitoso ed inestimabile tesoro scoperto nel 1922 dall’egittologo britannico Howard Carter. La Grande Halle de la Villette di Parigi ospiterà infatti una mostra in cui verranno esposti 150 reperti provenienti dal corredo funerario del faraone della XVIII dinastia d’Egitto. A volare nella capitale francese non saranno gli oggetti più emblematici trovati nella KV62, ma, proprio perché pieni di fascino e di pregiatissima fattura, più di un terzo di essi non ha mai lasciato la terra d’Egitto. Toutânkhamon, le Trésor du Pharaon verrà inaugurata il prossimo 23 marzo e resterà fruibile al grande pubblico fino al 15 settembre 2019.

Leonardo. Il romanzo di un genio ribelle.

Il termine che più di ogni altro identifica la figura di Leonardo è “genio”. E non v’è dubbio che lo sia stato, come dimostrano...

La Chimera ed il mito di Bellerofonte

Ad Arezzo, nel lontano novembre 1553, nel corso di lavori per la costruzione di fortificazioni medicee in zona Porta San Lorentino, alla periferia della...

Leda e il Cigno – una nuova scoperta a Pompei

L’affresco riemerge da un ambiente di via del Vesuvio, nel corso degli interventi di riprofilamento dei fronti di scavo della Regio V.

Sacrifici di pasti ad Iside sul lato meridionale del Tempio

Numerosi reperti in ceramica e resti di pasti sacrificali scavati nell’area sacra del porticato a sud del Santuario di Iside, confinante a Nord con un muro del Teatro Grande di Pompei, sono stati analizzati dalla ricerca scientifica orientata alla comprensione di forma e scopi del rito sacrificale rivolto alla divinità egizia, adorata in ambito iniziatico a Pompei sia nel suo tempio che nelle domus in cui aveva posto (tra lari e penati) nel culto esoterico del ciclo vita-morte della natura, avvicinato (o confuso) a quello greco-romano di Afrodite e/o di Dionisio.

Il Papiro dell’Adozione

Il papiro proviene dalla città medio-egiziana di Sepermeru, a sud di Herakleopolis Magna, il cui dio principale era Seth. Questo documento legale è diviso in due parti, ognuno cominciante con una propria data e terminante con una propria lista di testimoni. La prima parte è datata al giorno dell’assunzione al trono di Ramesse XI e la seconda all’anno XVIII dello stesso faraone. Le due parti, tuttavia, sono state scritte in un’unica sessione, essendo la grafia identica per tutto il papiro. Scopo del documento è quello di assicurare l’intera proprietà di Nebnefer alla propria moglie Nanefer (il nome compare anche come Rennefer), così che lei possa disporne a suo piacimento.