Una metafora di buon augurio per i defunti
Nel testo della tomba di Inherkhawy (TT 359, Deirr el-Medina), troviamo il termine seryw che significa “coloro che dormono” e si riferisce ai defunti. Il determinativo con un letto e una piccola anatra simboleggia la fecondità e il legame tra vita e morte, ed è un bellissimo esempio della creatività degli scribi egizi nell'usare simboli per esprimere significati profondi sulla morte e rinascita.
Statue, un bagno pubblico tolemaico e una villa romana tornano alla...
Un recente intervento di archeologia preventiva condotto da una squadra del Consiglio Supremo delle Antichità nel quartiere di Muharram Bey (o Moharam Bek), nel cuore di Alessandria d’Egitto, ha riportato alla luce strutture e oggetti che raccontano, con straordinaria chiarezza, come la città sia cambiata nel corso dei secoli. Più che una semplice scoperta, si tratta di una vera e propria finestra aperta sulla vita quotidiana e sull’organizzazione urbana di una delle metropoli culturali più affascinanti dell’antichità.
Dal tempio di Dakka a El-Kab
Il Tempio di Dakka, situato nella bassa Nubia e oggi ricollocato presso il Complesso di Wadi es-Sebua, rappresenta un esempio significativo di architettura religiosa tolemaico-romana. Originariamente dedicato a Thot, fu ampliato sotto Augusto, riflettendo la continuità cultuale tra tradizione egizia e dominazione imperiale. Le sue iscrizioni offrono preziose testimonianze linguistiche e religiose della Nubia ellenistica.
Parallelamente, i piccoli templi di El-Kab, antica Nekheb, documentano una lunga occupazione dall’epoca predinastica al periodo tolemaico. Dedicati soprattutto alla dea Nekhbet, questi santuari minori illustrano pratiche cultuali locali e l’evoluzione dell’architettura sacra egizia in contesti periferici ma culturalmente dinamici.
Tell Faroun: torna alla luce una statua colossale di Ramesse II
Nel Delta orientale del Nilo, a Tell Faroun (governatorato di Sharqia), una missione archeologica egiziana del Consiglio Supremo delle Antichità ha riportato alla luce un gigante di pietra: una statua colossale attribuita a Ramesse II.
Egitto romano: lingue d’oro, coperture in foglia d’oro e un papiro...
Nel cuore del Medio Egitto, il sito archeologico di Bahnasa torna a parlare di sé continuando a rivelare la propria straordinaria stratificazione storica. Situata nel Governatorato di Minya, questa antica città — conosciuta in epoca classica come Oxyrhynchus — ha restituito sepolture contenenti mummie con lingue d'oro e coperture in foglia d’oro, nonché un papiro con un passo dell’Iliade.
Lettere di Amarna
Le Lettere di Amarna sono un corpus di circa 380 tavolette d’argilla scritte in cuneiforme e risalenti al XIV secolo a.C., scoperte nel sito di Amarna. Costituiscono la corrispondenza diplomatica tra i faraoni egizi, in particolare Amenofi III e Akhenaton, e i sovrani del Vicino Oriente, come quelli di Babilonia e Mitanni.
Redatte prevalentemente in accadico, lingua diplomatica dell’epoca, queste lettere trattano alleanze, matrimoni politici, scambi di doni e richieste di aiuto militare. Offrono una testimonianza fondamentale delle relazioni internazionali durante l’età del bronzo e rivelano un sistema politico complesso e interconnesso.
La loro importanza risiede nel fornire una visione diretta della diplomazia antica e delle dinamiche di potere tra grandi imperi e stati vassalli.


















