EM n°6 – luglio 2013

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Sommario

  • Stele Cat. 1540 di Senuankhusedja
  • Donne pioniere dell’Egittologia
  • Il cavallo di Troia…Egizio!
  • Cahokia, Illinois
  • La prima sezione del nuovo Museo Egizio di Torino
  • Zeinab Al-Ghazali – La statua di Zeus e l’ergasterion di Fidia
  • Nella terra degli antichi Illiri
  • Abitazione per l’eternità
  • Vercelli. La città Romana ed il Museo dello Sport
  • L’uomo con lo spiedo e il ventaglio
  • Shamira
  • I papiri di Carla

RECONDITA ARMONIA DI BELLEZZE DIVERSE

Cavaradossi ama la sua Floria, ma guardando il dipinto della Maddalena con il volto dell’Attavanti ne resta ammaliato e riconosce la magia del diverso, perché “L’arte nel suo mistero, le diverse bellezze insiem confonde”. E del resto è proprio la bellezza che, secondo quanto fa dire Dostoevskij al protagonista de “L’idiota”, salverà il mondo. Ma la bellezza non porta con se un libretto d’istruzioni, o per meglio dire, non ne ha uno solo: ciascuno di noi ha il proprio, che è il risultato di una somma di fattori, espressione di un vissuto che è solo nostro e sul quale solo i presuntuosi o i superficiali possono sindacare. E potrà sembrare fuori luogo, ma è proprio questo che mi è balzato agli occhi, quando nei momenti di massima crisi in Egitto, cercavo nel web e tra gli amici di avere notizie attendibili sulla grave situazione politica. Il web, e in particolare Facebook, è diventato di colpo una lavagna nera con una riga bianca verticale: da una parte i buoni, dall’altra i cattivi. All’improvviso i gay, i musulmani, gli immigrati, gli zingari e qualche altra “categoria umana” che probabilmente ora non ricordo, sono diventati un nemico unico contro le radici cristiane dell’Europa. All’improvviso amare, pregare, vivere la propria vita liberamente sono diventate condizioni che devono essere meritate, che possono essere vissute solo da qualcuno, mentre qualcun altro deve tacere e obbedire! “Sono già in mezzo a noi!”; “In Europa tra gay e moschee dove andremo a finire!”. Sono solo alcuni dei commenti che ho letto qua e là, espressi e proposti da persone che probabilmente hanno già tutte le risposte e che pensano che il loro Libretto di Istruzioni sia valido per tutti, che pensano di poter sindacare nel vissuto di un’altra persona senza conoscerne la storia personale. In parte invidio chi ha tante certezze perché, al contrario, io ho sempre tante domande a cui non so dare una risposta. Ha senso difendere le radici cristiane d’Europa con la forza? O è una contraddizione in termini? Ha senso difendere un’identità nazionale, una patria, quando il nord del mondo – che costituisce circa un terzo della popolazione mondiale – consuma per il suo sfrenato benessere tre quarti delle risorse della Madre Terra, mentre il restante due terzi del mondo è costretto a spartirsi il restante quarto? Concetto complesso? Esempio: se siamo in dodici persone e abbiamo a disposizione dodici pizze, secondo l’attuale ordine mondiale, quattro persone potranno mangiarsi nove pizze, mentre le altre otto persone se ne dovranno spartire tre. Ma davvero un’Europa che nega gli elementari diritti a una coppia gay o impedisce di costruire un luogo di culto a una religione diversa da quella cristiana, o che si organizza per respingere in massa uomini disperati che fuggono dalla miseria, conseguenza di un nostro comportamento irresponsabile che imprime al mondo una pesante impronta ecologica e sociale, sarà un’Europa migliore? Più vera? Che si rifà alle proprie radici cristiane? Come ho già detto, ho solo domande. Ma forse vorremmo che tutti i gay fossero come Dolce&Gabbana o Elton John, che tutti gli immigrati avessero la statura morale di Martin Luther King, l’anima bella di Ghandi e l’esperienza di vita di Nelson Mandela. Che fossero cioè economicamente autosufficienti e moralmente autorefenziati. Mentre i gay della porta accanto sono malati o depravati sessualmente, e il mediorientale che sta salendo sul nostro aereo, potrebbe avere una bomba non rilevabile dal metal detector infilata nel tacco di una scarpa o in una mutanda appositamente modificata! Non è che forse, in quella virtuale lavagna nera con la linea verticale, ci siamo iscritti un po’ troppo in fretta nello spazio riservato ai buoni? Non è che forse, il nostro Libretto di Istruzioni potrebbe non essere l’unica verità cosmica praticabile dall’intero genere umano? Invidio Cavaradossi! Lui non aveva dubbi e cantava alla sua amata Tosca: “Ma nel ritrar costei il mio solo pensiero, il mio sol pensier sei tu: Tosca, sei tu!” Cosa c’entra tutto questo con l’Egitto? Probabilmente nulla. Ma sono convinto di una cosa: finché continueremo a suddividerci in buoni e cattivi utilizzando come riferimento unicamente il nostro Libretto di Istruzioni, sarà difficile far nascere un sostrato significante, in grado di sostenere il peso di una pace globale duratura. Anche nella nostra Ta-Mery. Per comunicare con noi scrivete a magazine@egittologia.net

PAOLO BONDIELLI

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