Rhegion: le prime emissioni monetali del tiranno Anassila

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Nell’antica Rhegion, dopo la caduta dei “Mille tiranni”, un governo oligarchico che riprendeva il modello della madrepatria Calcide, ed una sconfitta per mano degli Zanclei della quale rimane poca eco nelle fonti letterarie, ma testimoniata da elmi, scudi e schinieri dei reggini caduti offerti nel Santuario di Zeus ad Olimpia dai vincitori, nel 494 a.C. prese il potere Anassila. Il nuovo tiranno discendeva dal gruppo di Messeni che pochi secoli prima erano giunti insieme ai Calcidesi per fondare la città nel luogo suggeritogli dall’oracolo di Delfi. Legittimato dunque dal suo passato mitico, Anaxilas/Anaxilaos/Anaxileos mirava a governare l’intero Fretum Siculum (lo Stretto), pertanto dopo pochissimi anni rivolse la sua attenzione verso la città dirimpettaia Zancle. In un primo momento la fece occupare da alcuni esuli Samii, che fondarono una nuova Samo come dimostrano i documenti monetali, e successivamente la strappò a questi ultimi, rifondandola con il nome di Messene. Siamo nel 489-488 a.C., e la scelta del nome non è casuale, giacchè rievocava la patria d’origine del tiranno reggino; inoltre proprio qui inviò un gruppo di esuli della Messenia giunti a Reggio per chiedere aiuto e protezione, essendo la loro regione vessata dagli Spartani .

Leone-vitello, http://www.zeccadireggio.it/portfolio-item/leone-vitello/

La nuova polis iniziò a coniare monete in argento con i tipi imposti da Anassila a Reggio. Con lui difatti si passò dalle monete incuse con al Diritto il tipo del toro androprosopo, a quelle che recano due tipi a rilievo. Nonostante il passaggio alle monete a doppio rilievo lo standard ponderale rimase quello euboico-calcidese. Al Diritto Anassila scelse di raffigurare una testa frontale di leone, chiaramente connessa al culto di Apollo, essendo il leone simbolo del sole, della forza, del coraggio, nonché della potenza e della sovranità.

Animale simbolico già presso gli Egizi e nella religione mitraica, anche nella mitologia greco-romana continua ad essere sacro al dio del Sole, ma Apollo viene assimilato dai Greci ad Helios, secondo Pitagora il responsabile dell’ordine nel kosmos, l’universo.

Emblematico inoltre è l’episodio riportato da Omero che testimonia l’esistenza di un culto dedicato ad Helios e ad i suoi armenti in Sicilia. Odisseo, fuggito dai mostri Scilla e Cariddi, getta l’ancora della sua nave nel porto a forma di falce di Zancle, dove i suoi compagni uccidono, spinti dalla fame, le vacche sacre ad Helios, ed il dio del Sole chiese a Zeus di punirli con la morte.

Samii a Zancle, https://www.lamoneta.it/topic/38073-oboli-che-passione/?page=12

Anaxilaos sceglie dunque un simbolo apollineo, che differenzia queste emissioni da quelle dei Samii a Zancle, che recavano al Diritto uno scalpo di leone, in riferimento ad Eracle, ed al Rovescio una prua di trireme da guerra. Si tratta di monete singolari, in quanto sono datate anno per anno con le lettere da alfa ad epsilon, quasi a simboleggiare “l’era samia” che durò, appunto, solo cinque anni, dal 494 al 489 a.C. (Fig. 2)

Quella rappresentata al Diritto delle monete di Anassila, invece, è indiscutibilmente una testa di leone e non una leontè, come dimostrano gli occhi ben visibili e le fauci non disarticolate.

Il Rovescio invece è dedicato alla protome di un vitello rivolta a sinistra, e rievoca uno dei miti connessi alla polis adesso governata dal tiranno.

Rhegion, http://www.wildwinds.com/coins/greece/bruttium/rhegion/t.html

La testa di profilo di un vitello sarebbe correlata alla decima fatica di Eracle, quando Euristeo chiese all’eroe di portargli i buoi rossi del gigante Gerione, discendente di Medusa. Dopo aver attraversato diverse regioni del mondo antico, come Tracia, Asia Minore, Egitto, aver creato un passaggio tra Europa e Africa segnato da quel momento con due colonne (le famose “colonne d’Ercole”), giunse nell’isola di Eritrea con il carro prestatogli dal dio Helios. Come si evince dal nome, lì tutto era di colore rosso: l’isola, il cielo al tramonto, nonché i buoi di Gerione, che Eracle riuscì a strappargli dopo aver ucciso lui, il suo segugio, ed un altro gigante posto a guardia dei bovini. Avendo compiuto l’impresa iniziò il suo viaggio di ritorno, e mentre attraversava lo Stretto uno dei buoi improvvisamente scappò. L’eroe si gettò in acqua per riprenderlo, e guardando il lembo di terra verso il quale si stava dirigendo il vitello, la sponda calabra del Fretum, la chiamò “terra del vitello”, Vitulia.

Da qui deriverebbe proprio il nome Italìa, che successivamente si trasformerà in Italia, dall’antica Rhegion e da questo episodio mitico. Viene ricordata anche la fondazione mitica della città ad opera di Giocasto, figlio di Eolo, amante di Eracle, che gli tributò gli onori divini in seguito alla morte a causa del morso di un serpente. Uscendo dalla dimensione del mito ed entrando in quella storica, sappiamo dalle fonti che Anassila, con lo scopo di impossessarsi del legname e della pece dell’Aspromonte, nonché dei campi coltivabili, mirò proprio a conquistare le terre degli Itali, una tribù sicula stanziata nelle zone montane limitrofe alla sua Rhegion. Che si tratti di mito o di storia, dunque, gli Itali e l’Italia, vengono evocati in queste prime emissioni di Anaxilaos.

Per quanto riguarda la cronologia, da uno studio approfondito della Prof.ssa Maria Caccamo Caltabiano è possibile evincere che non tutti gli studiosi sono concordi. Secondo la datazione riportata nella Sylloge Nummorum Graecorum (SNG) questa serie si daterebbe al 485-481 a.C., e si tratta di dracme e stateri d’argento di peso euboico-calcidese, le prime di 5.70 g e i secondi di 17.60 g, di poco successivi dunque all’occupazione e alla rifondazione di Zancle col nome di Messene nel 488 a.C. A Reggio sono stati coniati anche dei sottomultipli, quali litrae, pentonchiae ed hexantes.

Moneta di Messene, http://www.crimea-sicilia.it/storiamessinaita.htm

Come già detto, gli stessi typoi vengono coniati contestualmente a Rhegion e a Messene. Solamente la legenda permetteva di identificare la zecca di emissione, in quanto si può leggere in modo chiaro ed inequivocabile che la moneta era RECINON (“dei Reggini”) o MESSENION (“dei Messeni”).

Risulta evidente pertanto che la storia delle città antiche viene narrata oltre che dalle fonti letterarie anche attraverso i documenti monetali. Le scelte iconografiche e ponderali difatti sono il riflesso di mutamenti politici, interessi economici, o semplicemente espressione della volontà dell’autorità emittente, la materializzazione del suo pensiero. Tenere tra le mani una moneta, nonostante la sua apparente semplicità suggerita dalle dimensioni ridotte del tondello, permetteva di immergersi in un mondo fatto miti e simboli, immagini e parole, ma soprattutto di storia, la storia delle città, dei sovrani e dei loro sudditi che vissero al tempo in cui quella moneta circolava, che la utilizzarono come mezzo di scambio, ma anche come strumento di espressione, per veicolare i loro ideali, la loro identità, la loro voce.

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Alessia Mancuso

Laurea Magistrale in Archeologia del Mediterraneo, conseguita il 02/03/2016 presso il Dipartimento di Civiltà Antiche e Moderne (ex Facoltà di Lettere e Filosofia) dell’Università degli studi di Messina, con votazione di 110/110 e lode. Tesi di Laurea Magistrale in Iconografia e Archeologia della Moneta dal titolo: “La semantica del Labaro nei documenti monetali”. Relatore: Prof.ssa Maria Caccamo Caltabiano.

Vincitrice del Premio di Laurea “Onore al merito” (iniziativa dell’Università degli Studi di Messina relativa agli studenti più meritevoli dell’anno) per l’Anno Accademico 2015-2016. Vincitrice della Borsa di Studio “Onore al merito” (iniziativa dell’Università degli Studi di Messina relativa agli studenti più meritevoli dell’anno) per l’Anno Accademico 2014-2015. Vincitrice della Borsa di Studio “Onore al merito” (iniziativa dell’Università degli Studi di Messina relativa agli studenti più meritevoli dell’anno) per l’Anno Accademico 2013-2014.

Corso di Analisi e Studio dei reperti archeologici: “dallo spot dating all’edizione” svolto presso la Archeopros snc di Reggio Calabria nel periodo compreso tra 28-29 Giugno e 1-2 Luglio 2014, per un totale di 40 ore di attività suddivisa in 15 ore di schedatura, 15 ore di disegno archeologico e 10 ore di lucidatura CAD.

Corso di Rilievo Archeologico Manuale e Strumentale (I edizione, Aprile – Maggio 2013) svolto presso l’area archeologica delle Mura di Rhegion – Tratto della Via Marina, nel periodo compreso tra 26-29 Aprile e 2-4 Maggio 2013, per un totale di 20 ore di attività, suddivisa in 10 ore di Rilievo Manuale e 10 ore di Rilievo Strumentale con uso della Total Station.

Conferenza presso l’Associazione Culturale Anassilaos di Reggio Calabria il 6 Agosto 2013, dal titolo “Il Globo Crucigero: il simbolo dell’Imperium” (Tesi di Laurea in Numismatica Medievale. Relatore: Prof. Eligio Daniele Castrizio)

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