Il mare di fronte alla costa di Alessandria d’Egitto continua a regalare sorprese. Nel Golfo di Abukir si sono appena concluse, per questa stagione, le indagini dell’Istituto Europeo di Archeologia Marina e i risultati sono stati più che positivi.

La missione egiziano-europea guidata da Franck Goddio ha reso pubblici i rilevamenti effettuati in questi ultimi due mesi tra le rovine delle città sommerse di Canopo e Thonis-Heracleion.

E’ grazie alle indagini effettuate con l’SSPI, un dispositivo di scansione all’avanguardia che trasmette le immagini delle prove archeologiche eventualmente presenti sia sul fondale marino che sepolte al di sotto di esso, che sul sito della città di Canopo sono stati individuati i resti di un gruppo di edifici che hanno così determinato un’ulteriore estensione della città di 1 km verso sud. Sono stati identificati i resti di un  porto e trovati anelli e orecchini in oro, una collezione di ceramiche e monete in oro, metallo e bronzo la cui datazione suggerisce che la città fosse abitata tra il IV secolo a.C. e il periodo islamico.

Tra le rovine della città sommersa di Heracleion, all’interno del canale meridionale, è stato individuato parte di un tempio completamente distrutto – doveva essere il tempio principale della città – nonché i resti di un tempio greco più piccolo ed utensili risalenti al III e II secolo a.C.
Anche in questa zona sono riemerse monete in bronzo coniate durante il regno di Tolomeo II e parti di colonne sempre dello stesso periodo. I ritrovamenti sono avvenuti ad una profondità di tre metri, sotto il limo di cui è composto il fondale marino. Il rilevamento del sito utilizzando l’SSPI ha portato ad ampliare anche in questo caso l’estensione del porto di Heracleion, in quanto è stato identificato un gruppo di banchine per l’attracco di cui non si era a conoscenza.

Sono stati esaminati anche alcuni dei 75 relitti scoperti nelle profondità delle acque di Abukir, inclusa la Baris di cui abbiamo già parlato qui (ovvero l’imbarcazione descritta da Erodoto nel V secolo a.C.) e, dopo quattro stagioni di indagini, è stato finalmente completato il rilevamento del relitto della nave n.61: un’imbarcazione di 13 metri e larga 5, sepolta nel limo ad una profondità di circa 3 metri dal IV secolo a.C.

Sono ora in fase di attuazione le pubblicazioni scientifiche.

Source: MoA

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