A Kom el-Dikka, un sito nella moderna Alessandria d’Egitto ma cuore dell’antica città alessandrina, una missione archeologica egiziano-polacca guidata da Grzegorz Majcherek del Centro Polacco di Archeologia Mediterranea dell’Università di Varsavia ha scoperto i resti di un vasto insediamento residenziale. All’interno di una delle abitazioni trovate è tornato alla luce un pavimento splendidamente conservato e decorato con un mosaico altrettanto meraviglioso. Il mosaico policromo risale al I-III secolo d.C. e decorava il triclinio di una lussuosa residenza romana, ovvero l’ambiente più importante della casa dove si ricevevano gli ospiti e si tenevano banchetti.

Il pavimento con mosaico in una delle abitazioni scoperte a Kom el-Dikka, Alessandria d’Egitto (ph. MoA)

Il tema principale del mosaico è racchiuso in un cerchio iscritto in un quadrato: una composizione, questa, eccezionalmente popolare nell’Egitto romano e considerata distintiva per lo stile alessandrino. All’interno del cerchio sono rappresentati sei pannelli esagonali, disposti in modo circolare intorno ad uno centrale, incorniciati da un motivo guilloché e decorati con fiori di astragalo e rosette, mentre boccioli di loto impreziosiscono gli angoli interni del quadrato.

Dettaglio del mosaico trovato a Kom el-Dikka con il fior di loto all’angolo del quadrato (ph. MoA)

In questi ultimi anni il lavoro della missione si è concentrato nello studio dell’architettura residenziale alessandrina tra il I e il III secolo d.C. ancora in gran parte sconosciuta.  Gli edifici di quel periodo sono noti per essere spesso riccamente decorati e quest’ultima scoperta ne rappresenta un’ulteriore conferma: l’arte musiva era infatti particolarmente popolare nell’Alessandria romana.

Dettaglio del mosaico trovato a Kom el-Dikka (ph. MoA)
Mappa del sito di Kom el-Dikka, Alessandria d’Egitto (ph. Polish Centre of Mediterranean Archaeology University of Warsaw)

Il sito di Kom el-Dikka è sede di scavo e studi del Polish Centre of Mediterranean  Archaeology dal 1960. L’insediamento comprende un piccolo teatro romano (simbolo del sito e della città), un grande complesso di bagni imperiali con cisterne (con una torre d’acqua unica), abitazioni romane, porticati e 22 aule, ovvero i resti di un’antica “università” costruita nel VI secolo d.C. Questi ultimi ambienti sono importantissimi in quanto rappresentano l’unica “università” antica scoperta finora in tutta l’area del Mediterraneo e non c’è da meravigliarsi che sia stata trovata proprio nell’antica Alessandria, visto che all’epoca la città era considerata uno dei principali centri di istruzione e apprendimento.

Il piccolo teatro romano di Kom el-Dikka, Alessandria d’Egitto (ph. Polish Centre of Mediterranean Archaeology University of Warsaw)

Per decisione del Ministero delle Antichità il mosaico appena rinvenuto dal team farà parte della collezione del Museo Greco-Romano di Alessandria e rappresenterà uno dei pezzi principali del nuovo contesto museale; questo non solo per il suo stato di conservazione e la sua bellezza, ma per il suo design, in quanto mette in evidenza uno dei temi musivi più celebri nell’Alessandria del periodo romano.

I lavori di restauro e sviluppo del museo procedono secondo le previsioni; il museo, specializzato nella civiltà greco-romana nel bacino del Mediterraneo, con le sue oltre 30 sale espositive valorizzate dai nuovi allestimenti tornerà ad essere una delle attrazioni turistiche di Alessandria più importanti e antiche (leggi qui in merito alla sua riapertura).
Il Museo Greco-Romano fu fondato nel 1892 e aperto dall’ultimo Khedive d’Egitto Abbas II Hilmi nel 1895 ed espone numerosi reperti rinvenuti ad Alessandria e dintorni risalenti principalmente al periodo tolemaico e romano.

Il Museo Greco-Romano di Alessandria d’Egitto

Source: MoA

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