domenica, 28 Novembre, 2021

Sine nomine: il nome segreto di Roma

Era consuetudine comune nell'antichità non rivelare il vero nome della città: questo è stato il caso di Roma, il cui nome segreto, quando rivelato, fu pagato ad un costo altissimo, quello della vita. Fu il caso del tribuno della plebe Quinto Valerio Sorano che, in un periodo turbolento della storia della res publica romana, quello della guerra civile tra Caio Mario e Lucio Silla, fu condannato alla pena capitale per aver rivelato, nella sua opera “Epoptides” ("I misteri svelati"), il nome segreto di Roma (altre fonti sostengono che il vero motivo della sua esecuzione consistesse nella sua vicinanza politica a Mario), che avrebbe potuto essere nominato impropriamente dai nemici di Roma tramite il rituale dell'evocatio.

Zenobia: la regina ribelle

Roma, nella seconda metà del III secolo d.C., doveva opporsi a numerosi nemici. I confini settentrionali dell’impero erano minacciati dai Goti, che spesso oltrepassavano i confini per fare bottino nei territori romani, mentre in oriente dopo l’umiliante sconfitta dell’imperatore Valeriano i Persiani ritenevano di poter conquistare facilmente le province dell’Impero Romano. Si oppose a questo progetto Palmira, una città di piccole dimensioni nel deserto siriano. Città antichissima, con insediamenti che si possono far risalire al 7000 a.C., in un primo tempo fu annessa all'impero seleucide, diventando pressoché indipendente al termine del I secolo a.C.

Donne accusate di incestus: le Vestali

La nascita dell’ordine sacerdotale delle Vestali e il conseguente culto affondano le loro radici nella leggenda della fondazione di Roma, nel 753 a.C. Ricordiamo...

Le Cube di Sicilia: Edifici di culto a pianta centrale in...

La Sicilia, per la sua particolare posizione geografica, ha rappresentato in varie epoche e per molti popoli il centro nevralgico del Mediterraneo: nodo di passaggio e di scambi commerciali, luogo di incontri o di scontri, sicuro rifugio per perseguitati ed esuli, punto di partenza per spedizioni militari, terra fertile e amena. Inevitabilmente essa ha finito per assorbire le culture, gli usi, i costumi e gli stili artistici che vi sono approdati insieme con i molti stranieri che qui si sono avvicendati nel corso dei secoli. E, come un grande crogiolo, ha fuso tutti questi elementi, riplasmandoli in maniera nuova e originale.

EM n°6 – luglio 2013

Stele Cat. 1540 di Senuankhusedja - Donne pioniere dell’Egittologia - Il cavallo di Troia...Egizio! - Cahokia, Illinois - La prima sezione del nuovo Museo Egizio di Torino - Zeinab Al-Ghazali - La statua di Zeus e l’ergasterion di Fidia - Nella terra degli antichi Illiri - Abitazione per l’eternità - Vercelli. La città Romana ed il Museo dello Sport - L’uomo con lo spiedo e il ventaglio - Shamira - I papiri di Carla

L’etrusco, il tiranno e la “scellerata sposa”.

Quando Lucrezia, la virtuosa moglie di Tarquinio Collatino, pronipote di Tarquinio il Superbo, venne violentata dal figlio del re, Sesto, la sua reazione fu quella di richiamare il marito e il padre, Spurio Lucrezio. Arrivarono in quattro: il padre, il marito, Lucio Giunio Bruto, nipote di Tarquinio il Superbo, e Publio Valerio. Dopo aver raccontato lo stupro di cui era stata vittima, la matrona prese un coltello che teneva nascosto sotto la veste e si uccise.