Trovata la tomba del Leone di Valvidone

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A margine della presentazione pubblica della nuova associazione, il Gruppo Archeologico Città di Tuscania ha presentato quella che è una scoperta davvero straordinaria. La scoperta della localizzazione esatta della Tomba dei Neaznas, famiglia etrusca di Tuscania, dalla quale proviene l’eccezionale scultura funeraria del “Leone di Valvidone”, uno dei principali reperti archeologici tuscanesi, oggi conservato ed esposto nelle sale del Museo Archeologico Nazionale di Firenze.

La tomba, scoperta nel 1860 in un terreno in località Valvidone, nelle campagne tuscanesi, era caduto nell’oblio, dimenticato dalla popolazione subito dopo il rinvenimento. Con il ricordo si era perso anche il punto esatto della scoperta, che è stato oggetto di studio dei tre ricercatori, Riccardo Fioretti, Stefano Bocci, Alessandro Tizi, soci del G.A. Città di Tuscania, e che è stato individuato di nuovo al termine di 17 anni di ricerche complesse, rese difficili dalla vastità dell’area indicata e dal numero esiguo dei dati a disposizione.

La scoperta ha suscitato interesse nel mondo dell’archeologia, in quanto il posizionamento esatto della sepoltura apre una serie di interrogativi, circa la sua natura e il suo collegamento con le necropoli adiacenti, e potrebbe divenire il punto di inizio di una serie di ricerche sul campo, volte ad individuare lo scavo ottocentesco ed eventuali, molto probabili, ulteriori reperti. Le ulteriori analisi sul terreno, nell’ambito del Progetto di studio “Oltre lo Scavo”, verranno concordate con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Area Metropolitana di Roma, la Provincia di Viterbo e l’Etruria Meridionale e potrebbero portare a nuove importanti scoperte, in grado di migliorare la nostra conoscenza sulla famiglia proprietaria del sepolcro, una delle più importanti dell’Etruria Meridionale Interna, e sul periodo storico al quale risale, tra il IV e il III secolo a.C. Il Gruppo Archeologico Città di Tuscania sostiene con forza il proseguo delle ricerche, chiamando a raccolta quanti volessero contribuire volontariamente o economicamente per ricostruire lo straordinario patrimonio archeologico tuscanese, disperso nei musei e nelle collezioni private di tutto il mondo. Lo studio definitivo è in fase di pubblicazione e di stampa e verrà presentato alla cittadinanza in una conferenza, che verrà organizzata entro il mese di maggio, e che vedrà la partecipazione degli scopritori e di altri ricercatori e studiosi.

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