Con un’importante copertura mediatica si è tenuta ieri a Saqqara la conferenza stampa indetta dal Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano. Chi si aspettava una grande rivelazione, prestando fede alle anticipazioni delle autorità egiziane, ne sarà rimasto senz’altro deluso, ma è sempre bello ed emozionante conoscere gli esiti delle varie campagne di scavo, soprattutto se si è di fronte ad un numero così elevato di sarcofagi ritornati alla luce.

Il ministro delle antichità, il dott. Khaled el-Anani, ha annunciato la scoperta di tre pozzi funerari di 10, 11 e 12 m di profondità contenenti più di 59 sarcofagi antropomorfi e policromi tutti ancora in buone condizioni e perfettamente sigillati. I sarcofagi, risalenti alla XXVI dinastia (Periodo Tardo o Saita, 672-525 a.C. circa), erano disposti in diverse camere, impilati l’uno sull’altro, e appartenevano a sacerdoti, alti funzionari e personalità di spicco dell’alta società egiziana. Ricordiamo che inizialmente erano stati scoperti 13 sarcofagi all’interno di alcune delle nicchie scavate lateralmente al pozzo funerario di 11 m e una settimana dopo era giunta la notizia della scoperta di altre 14 bare. In questi ultimi giorni, il lavoro della missione di scavo egiziana guidata dal dott. Mustafa Waziri, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha fatto riemergere dalle profondità della terra altri meravigliosi sarcofagi. I ritrovamenti si sono susseguiti giorno dopo giorno, raggiungendo per ora le 59 unità, ma, come ha sottolineato il ministro stesso, il numero delle bare è destinato a salire ancora in quanto sono state individuate altre nicchie con ancora accatastati altri sarcofagi dei quali si avranno notizie a breve.

I sarcofagi verranno trasferiti al GEM (Grand Egyptian Museum) per essere esposti, dopo i dovuti restauri, in una sala a loro appositamente destinata realizzata proprio di fronte a quella dedicata all’esposizione del nascondiglio dell’Assassif, la cachette scoperta dalla missione archeologica egiziana lo scorso anno dove erano stati deposti circa 32 sarcofagi di sacerdoti e sacerdotesse con le relative famiglie appartenenti alla XXII dinastia (Terzo Periodo Intermedio, 945-730 a.C. circa). (Qui il nostro articolo).

Le sabbie dell’area cimiteriale dell’antica città di Menfi non hanno restituito solo sarcofagi, bensì 28 statue lignee del dio principalmente venerato nella necropoli, Ptah-Sokar-Osiris, e un gran numero di amuleti, ushabti ed altri oggetti, inclusa la statua di bronzo con intarsi in agata rossa, turchese e lapislazzuli del dio Nefertum di cui abbiamo già parlato qui  e che rappresenta senz’altro il pezzo più bello ritrovato finora.

Di fronte ai 60 ambasciatori stranieri e agli oltre 200 rappresentati dei vari media nazionali e internazionali, il dott. Mustafa Wazini ha ricordato che recentemente nell’area archeologica di Saqqara è stata aperta al pubblico la suggestiva piramide a gradoni del re Djoser e che nelle prossime settimane (sicuramente entro questo 2020) verranno inaugurati nel suolo d’Egitto diversi musei, tra questi anche quello tanto atteso di Sharm el-Sheikh.

Durante la conferenza stampa uno dei sarcofagi esposti è stato aperto sotto gli occhi curiosi di tutti gli intervenuti, rivelando al suo interno la mummia in un uomo in buonissimo stato di conservazione.

Ricordiamo che la necropoli di Saqqara è stata luogo di sepoltura per oltre 3000 anni e che è stata nominata Patrimonio Mondiale dell’Umanità. In questa area non sono stati sepolti solo uomini, ma hanno trovato posto anche numerose sepolture animali, quali tori, gatti, leoni, scarabei, ibis e tanti altri… alcuni deposti come oggetti votivi altri proprio per far trovar loro l’eterno riposo.

Ora non ci resta che aspettare di sapere cos’altro uscirà fuori nei prossimi giorni con la prosecuzione dei lavori di scavo nelle camere ancora inesplorate di questi pozzi funerari.

La statuina di Nefertum scoperta a Saqqara (ph. English Ahram)

Source and photos: MoTA

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