La nuova stagione del Parco archeologico di Ercolano

0
1269

L’obiettivo di Ercolano è entrare nella Top 10 dei musei più visitati d’Italia. La sfida del direttore Francesco Sirano è lanciata e le premesse per vincerla ci sono tutte, dato che lo scorso anno il Parco archeologico vesuviano ha fatto registrare un incremento di visitatori pari al 17,3%: meglio hanno fatto soltanto la Reggia di Caserta (+22,8%), Palazzo Pitti (+22,5%) e il Museo di Capodimonte (+21,52%). Anche il piano strategico per la scalata alla Top 10 c’è e questa mattina il direttore Francesco Sirano l’ha presentato agli organi d’informazione.

La parola d’ordine è “partecipazione”, mentre le linee d’azione riguardano la conservazione, il restauro e la valorizzazione del sito, viste sia in ottica di breve periodo che di lungo periodo: tante mostre e molte iniziative coinvolgenti caratterizzeranno questo 2018 da poco iniziato. Gli appuntamenti previsti in calendario riportano ricorrenze nazionali calate nella realtà del Parco ed eventi organizzati ad hoc nell’ambito del progetto culturale, per invitare i visitatori a conoscere aspetti inediti ed esclusivi del sito. «Le attività di valorizzazione del Parco – ha spiegato Sirano – saranno orientate nel senso dell’inclusività, della sensibilità e della qualità delle proposte. Sulla falsa riga di quanto programmato nel primo anno, si sperimenteranno azioni innovative per coinvolgere il pubblico e rendere l’esperienza della visita ad Ercolano stimolante, interessante, coinvolgente e occasione per ritorni ed approfondimenti. Il filo rosso sarà dato dall’occasione della ricorrenza dei 280 anni dall’inizio degli scavi ad Ercolano (1738-2018) che è stata interpretata non come celebrazione, ma come spinta propulsiva a proiettare all’esterno e verso il futuro i valori culturali tangibili e intangibili del Parco.

Questo avverrà con il supporto e la collaborazione non solo del partner privato Fondazione Packard Beni Culturali-HCP, ma anche del Comune di Ercolano, della Fondazione Ente Ville Vesuviane, del MAV, della Facoltà di Agraria, del Parco Nazionale del Vesuvio, con le Scuole di Ercolano (e con gli altri istituti con cui sono state già attivate convenzioni per l’Alternanza Scuola-Lavoro) con la Pro Loco di Ercolano. Ma saranno valorizzati i rapporti con le Università e gli Istituti di ricerca che vogliamo svolgano qui importantissimi studi, alcuni dei quali messi in campo già da anni e i cui risultati devono essere divulgati al grande pubblico dei visitatori fisici e virtuali. Le collaborazioni, con altri partner istituzionali e associazioni,  sono certamente destinate ad aumentare e ad essere meglio definite nel corso dei prossimi mesi, perché il Parco intende svolgere una funzione di catalizzatore ed attrattore del meglio e delle energie vitali del territorio, per tutti i progetti coerenti con la propria missione».

Il Direttore del Parco, Francesco Sirano, ha illustrato le linee strategiche del Piano di gestione per gli interventi di conservazione, restauro e manutenzione del sito. Come anticipato, il Piano di Gestione prevede due orizzonti cronologici: uno di breve periodo, l’altro di medio periodo.

Trave Carbonizzata

Per il primo aspetto sono stati affrontati problemi urgenti per assicurare conservazione, sicurezza e decoro di muri ed altri elementi strutturali (principalmente Cardo IV, peristilio delle Terme Centrali, Sacello degli Augustali), di resti carbonizzati di travi di legno che in antico svolgevano una funzione strutturale (intervento pilota sulla trave carbonizzata sul Decumano Massimo), di preziosi decori parietali (Larario della casa dello Scheletro).

Per il secondo aspetto, invece, giustamente considerato molto più importante del primo perché consentirà di passare da una fase “reattiva” ad una “proattiva” nella gestione degli interventi di manutenzione, conservazione e restauro, il Parco agirà secondo un sistema di interventi che servirà a gestire il complesso processo di manutenzione in tre mosse: manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria e restauri di edifici e monumenti.

Casa del Bicentenario

Scendendo più nel dettaglio, il Piano di lungo periodo prevede l’alternarsi, nel giro di tre anni, di tre linee d’azione. La prima riguarda l’Accordo Quadro per la manutenzione ordinaria del sito (valore 3 milioni di Euro; in corso di contrattualizzazione); la seconda concerne gli interventi di manutenzione straordinaria diffusi sull’area del Parco suddivisa su due cicli (il primo da 1,3 milioni di euro, gara in fase di conclusione; il secondo da 2,5 milioni di euro, in progettazione); la terza e ultima è quella che prevede restauri complessivi di domus e/o monumenti complessi tra cui: la Casa del Bicentenario: 500mila euro, in corso; un blocco di sei domus (Casa dell’Atrio a Mosaico; casa del Colonnato Tuscanico; Casa di Apollo Citaredo; Casa a Graticcio; Casa del Mobilio Carbonizzato, Casa del Sacello di Legno) per un totale di 5 milioni di euro, fine progettazione; Infine la copertura delle Terme Suburbane per 600mila euro, in fase di progettazione; la Villa dei Papiri: 4 milioni di euro, in fase progettazione).

Insomma Ercolano si animerà di tanti cantieri aperti: da qui l’idea di aprirne al pubblico alcuni per mostrare dal vivo le operazioni di restauro, creando emozione e coinvolgimento. Nell’ottica di ampliare l’offerta culturale del Parco e di migliorarne la qualità, essendo stati avviati diversi piccoli cantieri di manutenzione e restauro conservativo sia all’interno di domus che lungo le strade del sito archeologico, il direttore Sirano intende predisporre alcuni percorsi specifici che possano coinvolgere i visitatori nelle attività di restauro attualmente in corso, fornendo contestualmente un’occasione di conoscenza più approfondita dei singoli luoghi di volta in volta visitati lungo l’itinerario. L’obiettivo è quello di aumentare il grado di accessibilità del sito e di coinvolgimento attivo del pubblico, trasmettendo non solo l’idea che l’area archeologica è capace di raccontare una storia, ma lavorando anche per creare connessioni e consapevolezza tra questa storia e i visitatori.

Casa dello Scheletro

Concretamente, il progetto prevede la realizzazione di tre totem da istallare presso i cantieri di restauro  della Casa dello Scheletro, della Casa del Bicentenario e della Trave  Carbonizzata del Decumano Massimo. Sui Totem i visitatori potranno leggere, in italiano e in inglese, delle notizie sui singoli monumenti oggetto dell’intervento di restauro. Lo sforzo che si vuol compiere è quello di fornire in una forma semplice e comunicativa, delle informazioni diverse rispetto a quelle che è solitamente possibile reperire in una guida o ascoltare durante un percorso di visita, necessariamente stereotipato. Sui Totem troveranno posto anche delle notizie sul restauro in corso, così da rendere i visitatori partecipi dei progetti del Parco in materia di conservazione e maggiormente consapevoli delle difficoltà che si incontrano in questo campo. Questo processo di inclusione è importante, soprattutto nei confronti dei più giovani, anche ai fini della sensibilizzazione sul rispetto dei beni archeologici e culturali in generale.

Il progetto prevede, per i cantieri visibili da parte del pubblico, cioè quelli della Casa dello Scheletro e della Trave Carbonizzata sul Decumano Massimo, da parte dei funzionari archeologi del Parco e dei restauratori impegnati negli interventi conservativi, l’accoglienza di gruppi ristretti di 15 persone su prenotazione, una volta alla settimana, in base ad un calendario che verrà stabilito e comunicato. La complessità dell’intervento conservativo della Casa del Bicentenario, invece, non consentirà l’accesso dei visitatori, ma verranno utilizzati i social media (Facebook, sito web, Instagram) per una campagna di comunicazione che raggiunga gli obiettivi prefissati.

In attesa degli interventi di lungo periodo programmati, sono già tanti gli interventi conservativi attualmente in corso nell’area archeologica, che riguardano diverse parti del sito: il peristilio delle Terme centrali e del Cardo IV superiore (consolidamento delle colonne); la Facciata del Collegio degli Augustali: messa in sicurezza dell’edicola esterna, consolidamento delle porzioni in muratura, messa in opera di nuovi dissuasori antivolatili, sia per la chiusura della copertura, che per la chiusura dei vani di ingresso; la Trave carbonizzata sul Decumano Massimo: smontaggio, restauro, rimontaggio e ripristino di una porzione della trave carbonizzata del Portico con Botteghe sul Decumano Massimo; la Casa dello Scheletro: interventi di consolidamento, anche strutturali, di pulitura e presentazione estetica del larario e degli apparati decorativi parietali ad esso adiacenti. Grazie agli interventi strutturali e di consolidamento, tutte le opere provvisionali, approntate in passato per il sostegno del sacello, saranno completamente rimosse così da restituire l’opera alla piena godibilità da parte dei visitatori; la Casa del Bicentenario: opere di risanamento strutturale e realizzazione delle coperture definitive del quartiere settentrionale e dell’atrio; interventi urgenti sugli apparati decorativi.

È in corso, infine, un’attività costante di monitoraggio del sito, soprattutto per quanto attiene le superfici decorate (affreschi e mosaici), così da poter effettuare anche quotidianamente i necessari interventi conservativi.

Costante, è stato spiegato in conferenza stampa, è stata ed è l’attività di monitoraggio del sito e diversi sono anche gli interventi di manutenzione ordinaria di superfici decorate, di elementi architettonici, di affreschi e mosaici messi in atto a Ercolano negli ultimi tempi. Lo stato di conservazione di pavimenti decorati a mosaico, pareti affrescate, arredi architettonici e opere murarie nel sito, infatti, richiede un monitoraggio costante, pertanto condizioni di particolare rischio vengono fronteggiate con interventi di emergenza per la messa in sicurezza immediata dei monumenti, in alcuni casi anche a tutela dei visitatori. Nel mese di gennaio e di febbraio numerosi sono stati interventi manutentivi, sia per quanto riguarda i mosaici sia per gli intonaci che per i decori architettonici: nella Casa dei due Atri in relazione a intonaci in avanzato stato di distacco; nella Casa del Bel Cortile e nella Casa dei Cervi per il consolidamento e il riposizionamento di tessere di mosaico decoese; nell’edicola posta dinanzi alla Sede degli Augustali per il restauro della colonnina in marmo già ricomposta da frammenti all’epoca della scoperta da parte di Maiuri. Gli interventi sono stati realizzati dal personale del Parco.

Tra gli interventi che Ercolano ha messo in atto per la tutela del sito spicca, infine, una curiosità, che consiste nel sorvolo di falchi nel Parco. Nell’ambito delle attività di manutenzione dei monumenti nel sito, infatti, il Parco si avvale dal mese di febbraio di falchi che sorvolano il sito al fine di allontanare i volatili che frequentano gli interni delle domus e degli edifici pubblici. Le sessioni di sorvolo si concentrano in particolare nella Sede degli Augustali sul Decumano Massimo e nell’area della Terrazza Meridionale.

I piccioni rappresentano una costante minaccia per la conservazione degli apparati decorativi: imbrattando con le loro deiezioni le superfici parietali e pavimentali stanno arrecando grave danno, in particolare alle pellicole pittoriche. I falchi, dopo un periodo di addestramento effettuato nel Parco da un falconiere esperto,  hanno cominciato ad effettuare sorvoli nel Parco di mattina, nei week-end. Nelle ore in cui sono impegnati, i rapaci si alternano nel gazebo posto dinanzi al bookshop. I falchi, in qualità di dissuasori ecologici, svolgono un ruolo di salvaguardia dei monumenti; garantendo un equilibrio nell’ecosistema della fauna locale dal momento che inducono i volatili indesiderati a cercare dimora altrove. Insomma Ercolano, come i falchi, spera di volare alto, verso l’obiettivo annunciato di entrare nella Top 10 dei Musei italiani.

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here