Pompei e Napoli in tandem per la valorizzazione dell’archeologia campana

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Pompei e il Museo Archeologico di Napoli (MANN) viaggiano ancora in tandem, lungo la strada della riscoperta dei rapporti tra le civiltà del Mediterraneo, verso una meta comune che è la valorizzazione delle antichità campane. La partnership tra le due istituzioni archeologiche, caso forse unico in Italia, è partita già due anni fa con la mostra “Pompei e l’Europa” e si è rafforzata nel 2016 con “Egitto- Pompei”.

I positivi risultati dell’esperimento (+20% di visitatori a Pompei e +29% a Napoli) hanno convinto le rispettive direzioni a proseguire anche per il 2017 sulla scia della condivisione, con un nuovo progetto espositivo parallelo (le mostre “Pompei e i Greci” nella città antica e “Amori Divini” a Napoli) dedicato al rapporto tra le civiltà italiche e il mondo greco. Il tutto, strizzando l’occhio anche alle grandi istituzioni culturali internazionali come l’Ermitage di San Pietroburgo, con cui il MANN e Pompei collaboreranno nel 2018. Il direttore della Soprintendenza Pompei, Massimo Osanna, e il direttore del MANN, Paolo Giulierini, nella conferenza stampa che si è svolta oggi 27 marzo nella sala del Toro Farnese del Museo napoletano, hanno tirato le fila di questa innovativa collaborazione, snocciolando numeri e anteprime interessanti.

Il 2016, com’è noto, ha visto un importante incremento degli ingressi nei luoghi della cultura statali, crescita nella quale il Sud gioca un ruolo importante: la Campania, al secondo posto della classifica delle regioni con il maggior numero di visitatori nei musei statali, ha registrato oltre 8 milioni di ingressi. Per la visita agli Scavi di Pompei sono stati staccati 3.283.740 biglietti, mentre al Museo Archeologico Nazionale 452.000, con un aumento di circa 102.000 visitatori rispetto al 2015.

Statua di Apollo Lampofaro, Soprintendenza Pompei. ph © Luigi Spina

«A Pompei – ha spiegato Massimo Osanna – nel 2016 abbiamo assistito ad una crescita esponenziale del turismo: 3,3 milioni di visitatori e un ulteriore incremento del 15% in questi primi due mesi del 2017». In questo contesto positivo si inserisce la collaborazione con il MANN, «una risposta a questa domanda di cultura, una iniziativa nata da una base scientifica molto solida. Si è voluto porre l’attenzione a quel golfo multietnico che è stato il Golfo di Napoli, ma nello stesso tempo anche su vicende come la migrazione e la mobilità dei popoli proiettate anche nel mondo moderno, su scambi che hanno fatto la storia del Mediterraneo. Al fine di valorizzare il patrimonio sommerso, nella mostra Pompei e i Greci, saranno presentati – ha proseguito Osanna – oltre 600 oggetti, conservati nei depositi di Pompei e mai esposti a Pompei, che raccontano il rapporto della città con la cultura greca. È una iniziativa che parte da una ricerca, quindi vuol dire conoscenza, con cui vogliamo dare l’immagine di una Pompei che sta rinascendo. Ma il dialogo con Napoli è strettissimo e comprende anche lo scambio di materiali tra le due sedi, com’è avvenuto per l’esposizione a Pompei delle Venere in bikini».

«Per me è un onore la collaborazione con Pompei» ha detto invece Paolo Giulierini, che ha aggiunto: «Il MANN ha sfiorato i 500mila visitatori lo scorso anno e questi grandi numeri ci devono spronare, generano risorse che servono per la ricerca, la conoscenza e la valorizzazione. “Amori Divini” sarà una mostra che parla dell’amore sotto tanti punti di vista, evidenzierà l’attualità di questi temi e il riflesso antropologico dell’amore nella cultura occidentale». Il direttore del MANN ha quindi anticipato alcuni aspetti della collaborazione avviata lo scorso novembre, insieme a Pompei, con l’Ermitage di San Pietroburgo e i prossimi appuntamenti in programma nel museo napoletano.

Io sorvegliata da Argo Napoli, Museo Archeologico Nazionale da Pompei, Casa di Meleagro Affresco seconda metà del I sec. d.C.

Il 10 novembre 2016, infatti, è stato siglato a San Pietroburgo un accordo di collaborazione che lega per i prossimi quattro anni Ermitage, Soprintendenza Pompei e Museo Archeologico di Napoli: oltre allo scambio di opere per la realizzazione di mostre congiunte, le tre istituzioni lavoreranno insieme per condividere esperienze e competenze nel campo dello scavo archeologico, per organizzare conferenze scientifiche, seminari e tavole rotonde, confrontandosi sull’utilizzo delle nuove tecnologie per la conservazione, fruizione e valorizzazione del patrimonio culturale. In particolare sarà presentata all’Ermitage, nel 2018, una importante mostra su Pompei e i suoi riflessi nella cultura dell’Impero Russo. Il MANN, oltre all’importante rapporto strutturato con il Getty Museum di Los Angeles, ha potenziato il dialogo con Fondazioni private (Fondazione Terzo Pilastro – Italia e Mediterraneo e Fondazione Ligabue) e con Associazioni (Scarlatti, Astrea, Festival Barocco) che hanno contribuito alla crescita del numero di visitatori e continuano a farlo. Il MANN si è inoltre riproposto a livello internazionale come il più solido soggetto prestatore, con oltre 20 importanti mostre all’estero, nei principali musei mondiali.

Ad aprile il museo inaugurerà il Festival Mann/Muse al Museo (19-25 aprile 2017), il primo Festival internazionale organizzato da un museo autonomo statale e costruito sui principi della valorizzazione dei Beni Culturali dettati dalla Riforma Franceschini. Sullo sfondo la prossima apertura dei nuovi laboratori di restauro (12 maggio), della sala del plastico con apporti multimediali (19 maggio), della sezione Epigrafica (30 maggio) e della caffetteria entro l’anno.

Il prossimo step di questa collaborazione sull’asse Napoli-Pompei è atteso ad aprile 2017: come accennato, al centro della partnership ci sarà la Grecia, nel suo rapporto con Pompei, la Campania e il mondo romano. Fa parte di un progetto espositivo esteso, un approfondimento sulle relazioni di Pompei con le grandi civiltà affacciate sul Mediterraneo, iniziato un anno fa con la mostra “Egitto. Pompei”, che ha raccontato influssi e innesti spirituali, sociali, politici e artistici originati da culti ed elementi di stile nati o transitati per la terra del Nilo.

Da aprile, la mostra “Pompei e i Greci”, curata dal direttore generale Soprintendenza Pompei Massimo Osanna e da Carlo Rescigno (Università degli Studi della Campania Luigi Vanvitelli), racconterà al pubblico le storie di un incontro: partendo da una città italica, Pompei, se ne esaminano i frequenti contatti con il Mediterraneo greco, mettendo a fuoco le tante anime diverse di una città antica, le sue identità temporanee e instabili.A giugno, inaugura al MANN la mostra “Amori divini”, a cura di Anna Anguissola e Carmela Capaldi, con Luigi Gallo e Valeria Sampaolo, che illustra al pubblico i miti di trasformazione o metamorfosi e la loro rilettura da parte del mondo romano, permettendo altresì di mostrare molti dei capolavori del Museo sotto nuova luce, in una collocazione diversa da quella consueta, come tessere più lontane di racconti che dall’antichità arrivano fino a noi anche attraverso opere del Rinascimento e del Neoclassicismo.

 

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