Scoperti tre antichi relitti romani (e non solo) nelle acque di Alessandria

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Statuetta di Osiride in bronzo e barca votiva in piombo scoperta nei fondali della baia di Abukir (ph. MoA)

Una nuova scoperta colora di blu l’incessante susseguirsi di interessantissime notizie che giungono dalla terra dei faraoni.  Mostafa Waziri, Segretario Generale del Supremo Consiglio delle Antichità, ha appena annunciato la scoperta di tre relitti risalenti al periodo romano nei fondali di Alessandria. Il ritrovamento è avvenuto durante un progetto di ricerca iniziato lo scorso settembre e sviluppato da una missione egiziana del Dipartimento Ministeriale di Archeologia Subacquea in collaborazione con l’Istituto Europeo di Archeologia Subacquea nel porto orientale della città voluta da Alessandro il Grande.

La testa romana attribuita a Marco Antonio (ph. MoA)

Tra i resti delle imbarcazioni è riaffiorata anche una testa scolpita su cristallo che dovrebbe rappresentare il triumviro e comandante dell’esercito romano Marco Antonio. Nella baia di Abukir, sempre nelle acque alessandrine, sono state trovate tre monete d’oro risalenti all’Imperatore Octavius, il Gaio Giulio Cesare Ottaviano conosciuto come Caesar Augustus, il primo imperatore di Roma. Sempre dalla stessa baia le sorprese non sono finite: l’antica città sommersa di Herakleion ha restituito un’imbarcazione votiva in piombo del dio Osiride oltre a grandi assi di legno e resti di vasi in ceramica che potrebbero rappresentare lo scafo e il carico di un quarto naufragio e quindi l’area di un nuovo scavo.

Il porto (ph. MoA)

Questi ritrovamenti non segneranno che l’inizio di una serie di tesori che riemergeranno da queste acque. Di ciò ne è convinto, soprattutto ora,  il dott. Osama Alnahas, Capo del Dipartimento Centrale delle Antichità Subacquee, visto che dal ritrovamento di una nave avvenuto nella stessa zona nel 1998 si credeva che questa rappresentasse l’unica nave sommersa del sito. Alnahas ha già comunicato che nella prossima stagione inizieranno anche i lavori nella zona circostante il quarto relitto. Tra gli obiettivi del team era inclusa un’indagine nel porto orientale e nella baia di Abukir, scavi sottomarini nella città sommersa di Herakleion (sempre nella baia di Abukir), nonché il completamento delle opere di conservazione e documentazione.

 

Source: MoA

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