Museo Egizio e territorio. Un’indagine di 10 mesi per conoscere il pubblico e l’impatto economico

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«Siamo orgogliosi per l’esito di questa indagine – dichiara la Presidente Evelina Christillin – che consideriamo un punto di partenza per definire le future strategie e per affermare il ruolo del Museo Egizio sia in ambito scientifico sia turistico».

Il rinnovamento dell’Egizio, oltre al suo rilancio, ha segnato una crescita qualitativa e quantitativa in termini di visitatori.

Dalle 3181 interviste somministrate tra il settembre 2016 e giugno 2017 emerge che il pubblico del Museo è composto per il 55% da donne e il 47% ha un titolo corrispondente a laurea o superiore. Quasi il 14% dei visitatori sono studenti, mentre i gruppi scolastici, pubblico numericamente molto rilevante per l’Egizio, sono per lo più formati da alunni della scuola primaria (52,8%).

Il 18% dei visitatori viene da Torino e provincia, un altro 5,6% dal resto del Piemonte, il 61,4% da altre regioni d’Italia mentre circa il 15% dall’estero (UE ed extra UE).

Il “visitatore tipo” del Museo Egizio abita quindi fuori dalla Provincia di Torino, è un frequentatore abituale di musei (più di 3 visite l’anno) e sceglie di frequentare il Museo soprattutto per “interesse personale”.

L’esperienza di visita ha ricevuto una valutazione complessiva di 8,8 su 10 con un apprezzamento particolare per le visite guidate che hanno ricevuto un voto di 9 su 10.

La valutazione positiva è confermata anche dal dato riguardante la volontà di reiterare la visita: circa il 34, 5% vorrebbe tornare per portare qualcun altro e il 30,9% per approfondire uno o più aspetti della collezione. Molti visitatori (più del 50%) si dicono anche disponibili a donare piccole cifre per progetti specifici legati ad esempio al restauro e alla ricerca.

Anche le mostre temporanee sono molto apprezzate dai visitatori che danno loro un giudizio tra 8 e 9 su 10.

«Dal 2015 il Museo ha deciso di porre la ricerca al centro e, oggi, la bontà di questa scelta è confermata dai risultati di questa indagine. – dichiara il Direttore Christian Greco – Investire in ricerca ha un’importanza fondamentale e offre sempre nuovi ambiti di sviluppo non solo strettamente legati all’area scientifica, ma permette di avere sempre nuovi contenuti da offrire al nostro pubblico rendendo la nostra collezione sempre più fruibile».

L’analisi dell’impatto economico del Museo condotta su un perimetro identificabile con la Città Metropolitana di Torino ha dimostrato la rilevanza dell’Egizio a livello turistico oltre alla capacità di generare una ricaduta positiva, in termini economici.

Il lavoro della Fondazione Museo Egizio si traduce in un impatto economico totale importante, pari a 187 milioni di euro di spese sulla provincia di Torino, capace di attivare lavoro e risorse in molte delle filiere produttive locali, anche distanti da quella prettamente culturale. È infatti di interesse che, oltre al settore turistico e a quello legato alla ristorazione, vengano attivate risorse e generato fatturato in molti altri settori, alcuni dei quali altamente specializzati.

Da questo punto di vista il Museo deve essere consapevole del suo valore, economico ma anche simbolico, per la città. Più di un intervistato su 4 ha infatti individuato proprio nella visita al Museo Egizio il motivo principale del suo viaggio a Torino, viaggio che porta ciascun turista a spendere circa 81 euro al giorno.

L’indagine sui visitatori è svolta dall’agenzia Quorum e supervisionata da Lorenzo Pregliasco, mentre l’analisi dell’impatto economico è a cura di Enrico Bertacchini e Paola Borrione del CSS – EBLA Centro Studi Santagata.

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