Incredibile ritrovamento a L’Aquila: celata dietro un muro, una pietà del Quattrocento

Il gruppo scultoreo raffigura la Vergine Maria ed il corpo di Gesù Cristo sulle sue ginocchia, ambedue realizzati interamente in stucco ugualmente alla ghiera di decorazione della nicchia.

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Incredibile ritrovamento a L’Aquila: celata dietro un muro, una pietà del Quattrocento

Sarà stato indubbiamente alto lo stupore degli operai alla vista di una statua segreta, nel corso dei lavori di restauro a Palazzo Morini-Cervelli nel centro storico del capoluogo abruzzese. Per secoli coperta da un muro di mattoni, la piccola scultura di grande pregio artistico risale al XV-XVI sec. ed è stata ritrovata in una nicchia a sesto acuto nell’antica parete posta al primo piano dell’immobile. Increduli i proprietari ignari dell’esistenza di una simile opera nella loro abitazione, protetta da una muratura probabilmente del Seicento.

Il gruppo scultoreo raffigura la Vergine Maria ed il corpo di Gesù Cristo sulle sue ginocchia, ambedue realizzati interamente in stucco ugualmente alla ghiera di decorazione della nicchia. Notevole la differenza stilistica tra le due figure, in quanto la Vergine è caratterizzata da una tridimensionalità classica, laddove l’immagine del Cristo appare più simile all’arte popolare forse ad opera di uno scultore di ambito tedesco.

In città è un raro esemplare di questo genere, in quanto la Pietà (Vesperbild, ovvero la Vergine Maria con il corpo di Cristo sulle ginocchia) solitamente viene ritratta a tutto tondo, come indicato dalla direttrice del Polo museale d’Abruzzo Lucia Arbace: un esemplare coevo è l’opera in terracotta policroma di un maestro abruzzese della metà del Quattrocento attualmente esposta nel Museo Nazionale d’Abruzzo.

Gli esperti ne riconoscono la finissima fattura, probabilmente ispirata allo stile degli artisti nordeuropei presenti nel luogo tra il Quattrocento ed il Cinquecento, quale testimonianza di una fase culturalmente ricca per la città. Come indicato dalla storica dell’arte Letizia Tasso (Soprintendenza per L’Aquila e cratere), il contesto privato e la tipologia di scultura escludono l’ipotesi di un autore celebre, tuttavia è interessante notare le plurime influenze sullo stile di artisti minori nel ricco panorama artistico locale di quel periodo storico.

Sconosciuto il motivo del suo nascondimento, si avanzano supposizioni: è probabile che sia stata posizionata tra le mura con funzione protettrice nei riguardi di eventi nefasti e terremoti oppure che l’iniziale ruolo di tabernacolo sia mutato a causa di successive modifiche nell’uso degli spazi.

Le prossime azioni saranno il restauro e la scelta delle soluzioni più idonee per garantire la conservazione dell’opera, come espresso da Gianfranco D’Alò, architetto della Soprintendenza che ha confermato l’importanza dell’opera quale indice di un artigianato di alto livello e della locale presenza di maestri provenienti da altre regioni. Infatti L’Aquila costituiva un crocevia di varie maestranze a causa delle frequenti operazioni di ricostruzione post-sismica e della florida attività commerciale della lana e dello zafferano. La soprintendente Alessandra Vittorini esprime l’attuale ricchezza esperienziale di azioni che non si limitano alla mera ricostruzione della città, ponendo enfasi sul concetto di restauro e di eredità culturale.

Cristina Trimarchi

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Cristina Trimarchi

Laurea magistrale in Teorie e tecnologie della comunicazione e laurea triennale in Scienze della comunicazione, ambedue con votazione 110/110 e lode presso l’Università degli studi di Messina. Attualmente frequenta il master in Comunicazione estetica e museale presso l’Università degli studi di Roma Tor Vergata. È altresì iscritta ai corsi di pittura e scultura presso l’Accademia di belle arti di Reggio Calabria. Ha seguito il MOOC “Modern Art & Ideas” promosso dal Museum of Modern Art di New York. Ha frequentato l’Horcynus Summer School 2016 in “Conservazione e restauro delle opere d’arte contemporanee” organizzato dalla Scuola Euro-Mediterranea di Economia etica, di bellezza e di pace in collaborazione con l’Università degli studi di Messina e l’Università Mediterranea di Reggio Calabria.Attestato di merito da parte dell’Università degli studi di Messina giorno 25/07/2007. Ha altresì frequentato il corso di ceramica “La ceramica nella preistoria. Il suo ruolo nell’antichità e la produzione dei giorni nostri” presso l’istituto magistrale statale Emilio Ainis. Da sempre affascinata dalle tematiche artistiche, ha deciso di studiarle dal punto di vista teorico e pratico.

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