Tutto è iniziato nel 2024, quando a Casa Leopardi sono stati avviati lavori di ripristino murario di uno degli ambienti della storica biblioteca voluta dal conte Monaldo, padre di Giacomo. Come avviene normalmente in questi casi, i restauratori hanno eseguito alcuni saggi esplorativi sulle pareti per verificare cosa si nascondesse sotto le finiture più recenti. L’obiettivo iniziale era recuperare una decorazione ottocentesca già nota agli studiosi e ritenuta di interesse storico. Nessuno immaginava che sotto quei rivestimenti si celasse qualcosa di molto più antico.
Affreschi tardo-rinascimentali scoperti in Casa Leopardi (ph. ANSA)

Rimuovendo gli strati superficiali, gli esperti hanno scoperto che le pareti conservavano non uno, ma due cicli decorativi sovrapposti. Sotto tre strati di intonaco di diverse epoche e una decorazione ottocentesca realizzata addirittura su una carta monocroma applicata su fogli di giornale, sono emersi affreschi databili tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento.

Affreschi tardo-rinascimentali scoperti in Casa Leopardi: la cacciata dal Paradiso (ph. Michelangelo Buonarroti è tornato)

Il ciclo più antico presenta una decorazione che imita preziosi tessuti damascati, mentre quello successivo è molto più elaborato: una scenografia illusionistica fatta di finte architetture, nicchie, cariatidi e pannelli figurati. Tra le scene più suggestive spicca la Cacciata di Adamo ed Eva dal Paradiso terrestre (peccato che l’immagine di Eva non sia sopravvissuta), affiancata da episodi di vita contadina, battute di caccia, paesaggi collinari e vedute che richiamano l’entroterra appenninico. In alto compare anche una nave accompagnata dal motto biblico “In te confido”, sovrastata da un’Allegoria della Fortuna.

Affreschi tardo-rinascimentali scoperti in Casa Leopardi (ph. Rai News)
Affreschi tardo-rinascimentali scoperti in Casa Leopardi (ph. Rai News)
Affreschi tardo-rinascimentali scoperti in Casa Leopardi (ph. L’Adige)

Gli studi condotti durante il restauro hanno permesso di stabilire che furono coperti nel 1841, nell’ambito di un intervento di rinnovamento degli ambienti voluto da Monaldo Leopardi che in una nota scrisse “si è restaurata una piccola sala del mio appartamento annesso alla Biblioteca”. La scelta non derivò da motivi conservativi ma dal gusto dell’epoca, che privilegiava decorazioni più moderne rispetto ai cicli pittorici tardo-rinascimentali ormai considerati superati. Questo dettaglio apre uno scenario particolarmente suggestivo: Giacomo Leopardi, morto nel 1837, vide quasi certamente quegli affreschi, poiché la loro copertura avvenne quattro anni dopo la sua scomparsa. Le immagini che oggi riemergono dalle pareti facevano dunque parte del paesaggio quotidiano osservato dal poeta durante gli anni trascorsi nella biblioteca paterna.

Affreschi tardo-rinascimentali scoperti in Casa Leopardi (Ph. ANSA/Gianluigi Basilietti)

Il recupero non è stato semplice. Nei secoli passati, per applicare nuovi intonaci sopra decorazioni esistenti, si praticavano spesso profonde picconature sulle superfici, in modo da favorire l’adesione del nuovo rivestimento. Una tecnica efficace dal punto di vista edilizio, ma che provocava danni ai dipinti sottostanti. I restauratori hanno quindi dovuto lavorare centimetro dopo centimetro per liberare e consolidare le parti superstiti.

Affreschi tardo-rinascimentali scoperti in Casa Leopardi. La contessa Olimpia Leopardi (ph. Cronache Maceratesi)

La “Sala dei Manoscritti” – così chiamata dal 1898, da quando l’omonimo nipote del poeta l’ha ampliata per celebrare la grandezza dello zio esponendo manoscritti leopardiani e prime edizioni –  dopo il restauro è stata ribattezzata “Sala degli Antichi”, un nome che valorizza il carattere rinascimentale e seicentesco delle decorazioni emerse e che sostituisce la funzione più recente assunta dalla stanza all’interno della biblioteca. Oggi la sala è entrata ufficialmente nel percorso di visita di Casa Leopardi e rappresenta una delle novità culturali più rilevanti degli ultimi anni per il palazzo recanatese. Prima ancora era conosciuta come “Sala del Conte Monaldo”, perché ospitava parte della biblioteca e dell’eredità culturale del padre di Giacomo. Ricordiamo infatti che il conte iniziò a collezionare libri fin da giovane, sfruttando le occasioni offerte dal periodo napoleonico, durante il quale acquistò numerosi volumi dai conventi e dagli istituti religiosi soppressi. La biblioteca, che oggi conta circa 20.000 volumi, divenne il luogo di formazione di Giacomo e dei fratelli. Nel 1812 Monaldo aprì la sua collezione anche ad amici e studiosi.

La Biblioteca in Casa Leopardi (ph. Maurizio Paradisi)

La scoperta aggiunge un tassello inedito alla storia della dimora leopardiana. Per oltre un secolo, dietro pareti apparentemente anonime, è rimasto nascosto un racconto per immagini fatto di simboli religiosi, allegorie morali, paesaggi e scene di vita quotidiana. Un patrimonio che il tempo aveva cancellato dalla memoria visiva del palazzo ma che, grazie al restauro, è tornato a raccontare una pagina sconosciuta della storia di Casa Leopardi.

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Tiziana Giuliani

Egittofila, sin dall’infanzia appassionata di Antico Egitto, collabora con l’associazione Egittologia.net dal 2010. Ha contribuito alla realizzazione di EM-Egittologia.net Magazine (rinominato poi MediterraneoAntico) seguendone la pubblicazione già dai primi numeri e ricoprendo in seguito anche il ruolo di coordinatrice editoriale. Dal 2018 è capo redattrice di MediterraneoAntico.

Organizza conferenze ed eventi legati al mondo degli Egizi, nonché approfondimenti didattici nelle scuole di primo grado. Ha visitato decine di volte la terra dei faraoni dove svolge ricerche personali; ha scritto centinaia di articoli per la ns. redazione, alcuni dei quali pubblicati anche da altre riviste (cartacee e digitali) di archeologia e cultura generale. Dall’estate del 2017 collabora con lo scrittore Alberto Siliotti nella realizzazione dei suoi libri sull’antico Egitto.

Appassionata di fotografia, insegna ginnastica artistica ed ha una spiccata predisposizione per le arti in genere.

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