Novità da Ossirinco, una delle città più importanti dell’Egitto greco-romano: la missione archeologica egiziano-spagnola al lavoro nell’antica Per-Medjed (il nome egizio dell’attuale città di El-Bahnasa, situata a 180 km a sud del Cairo) ha riportato alla luce una serie di tombe del Periodo Saita (XXVI dinastia, 664-525 a.C. circa) e Romano, una delle quali davvero unica per la zona.

A sinistra la sepoltura atipica ad Ossirinco (ph. MoTA)

Il dott. Mostafa Waziry, segretario generale del Consiglio Supremo delle Antichità, ha dichiarato che finora non era mai stata trovata a El-Bahnasa una sepoltura in questo stile. La tomba, un unico ambiente formato da blocchi di pietra calcarea levigata, presenta il suo ingresso a nord e sulle sue pareti si appoggiano altre lastre a formare un soffitto piatto, cosa davvero inusuale in quanto le tombe scavate precedentemente nella stessa zona presentano un soffitto a volta. All’interno non sono stati trovati elementi funerari a corredo della sepoltura.

Una delle sepolture a volta di Ossirinco (ph. MoTA)

Il dott. Esther Pons, direttore della missione dell’Università di Barcellona, ha aggiunto che gli scavi hanno permesso di scoprire in totale 8 tombe prive di decorazioni e tutte, ad eccezione di quella appena nominata, presentano il tradizionale soffitto a volta. Due delle otto tombe risalgono al Periodo Romano. All’interno di queste ultime sono state rinvenute diverse lapidi coeve, monete in bronzo, sigilli di argilla, una lapide funeraria di uno schiavo a cui era stata resa la libertà e che quindi si definiva “uomo libero”, ushabti e dei piccoli crocifissi che, assieme a calamai e orecchini di bronzo, fanno ipotizzare che le sepolture furono successivamente rioccupate durante il periodo bizantino.

Monete e suppellettili trovati ad Ossirinco (ph. MoTA – elaborazione grafica T. Giuliani)

Purtroppo, vista l’emergenza sanitaria provocata dalla diffusione del COVID-19, il team ha dovuto terminare prima del previsto il lavoro di questa campagna di scavo concentrando il suo operato su rilevazioni topografiche, di fotogrammetria 3D e aerial imaging e sul restauro di affreschi precedentemente trovati nell’area.

(ph. MoTA)

Lo scavo nel sito di Ossirinco è un progetto congiunto dell’Institute of Ancient Near East Studies (IPOA) of the UB, del Ministero Spagnolo per la Cultura e lo Sport, dell’Università Paul Valéry – Montpelier 3, della Palarq Foundation, della Catalan Society of Egyptology e del Consiglio Supremo delle Antichità egiziano.

Il sigillo in argilla, le croci bizantine e gli ushabti trovati ad Ossirinco (ph. MoTA – elaborazione grafica T. Giuliani)

Per chi non conoscesse questa zona vorrei ricordare che il nome antico di questa città è legato ad un famoso episodio della mitologia egizia. Infatti Per-Medjed deriva dalla parola medjed, il nome con il quale gli antichi abitanti di Kemet identificavano la razza del pesce che secondo il mito aveva mangiato il pene di Osiride dopo che suo fratello Seth aveva tagliato il suo corpo in 14 pezzi. E’ sempre per la presenza di questo “pesce-elefante” che, dopo la conquista dell’Egitto da parte di Alessandro Magno, la città prese il nome greco di Oxyrrhynkhoupolis, ovvero “città dei pesci dal naso aguzzo”, da cui poi Oxyrhynchus o Ossirinco ed infine El-Bahnasa per gli arabi.
Ossirinco fu la capitale del XIX nomo dell’Alto Egitto e il suo sito archeologico è famoso per aver reso un’enorme quantità di documenti e testi su papiro di epoca greco-romana. La collezione comprende atti giuridico-amministrativi nonché opere letterarie, alcune già note, ma per lo più sconosciute nella tradizione manoscritta medievale. Tra le opere sono da menzionare i poemi di Pindaro, frammenti di Saffo, Alceo, Archiloco e Simonide, passi dei drammi di Eschilo, Sofocle ed Euripide, opere di Menandro e di Euclide; senza dimenticare le Elleniche di Ossirinco (un’opera storica anonima del 396-395 a.C. circa) e testi cristiani sia greci che latini con frammenti del Vangelo di Tommaso, dell’Apocalisse di Baruc e del Vangelo degli Ebrei. I papiri sono custoditi per la maggior parte presso la Sackler Library di Oxford, ma alcuni sono conservati alla British Library di Londra ed in altre collezioni. La pubblicazione degli Oxyrhyncus papyri ha superato i settanta volumi.

(ph. MoTA)
Un sarcofago emerso ad Ossirinco (ph. MoTA)
(ph. MoTA – elaborazione grafica di T. Giuliani)

Source: MoTA

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