mercoledì, 29 Gennaio, 2020

Il falso mito della Pompei a luci rosse

Spesso Pompei è stata definita città dell’amore, dedita alle sfrenatezze dell’eros e dissoluta nei costumi. Niente di più falso. Questa diceria nei tempi è stata alimentata erroneamente da miti e leggende nate attorno alla città vesuviana sin dai tempi della scoperta. Oggetti erotici, scritte audaci e quadretti osceni hanno creato il falso mito della Pompei scabrosa, ma a Pompei non si praticava l’amore/sesso né più né meno che in qualsiasi altra città romana.

Una maschera d’oro ed elmetti in bronzo: la nuova scoperta nella...

Nell’area che accoglie la grande necropoli di Ahlada, vicino alla città di Florina, nella Grecia settentrionale, quest’anno sono state riportate alla luce 200 tombe che hanno restituito, tra gli altri ricchi reperti, una preziosa maschera d'oro ed elmetti in bronzo.

La bambola di Crepereia Tryphaena

La bambola, per una bambina, è un’amica fedele che l’accompagna durante la crescita. La pettina, la veste, la tratta come una vera e propria figlia o come amica del cuore dalla quale non si separa mai. Non dovremmo allora sorprenderci se, anche le bambine di duemila anni fa, consideravano le bambole come il gioco più prezioso e caro. È nelle tombe infatti che si trovano la maggior parte di queste bambole e diventano compagne fedeli anche nell’ultimo viaggio dalla vita alla morte.

Le ambre della principessa. Storie e archeologia dell’antica terra di Puglia

Dal 4 febbraio 2017 fino al 7 gennaio 2018 presso le Gallerie d’Italia- Palazzo Leoni Montanari, sede museale di Intesa Sanpaolo sarà possibile visitare la mostra “Le ambre della principessa. Storie e archeologia dell’antica terra di Puglia”, quarto appuntamento della rassegna Il Tempo dell’Antico a cura dell’archeologa Federica Giacobello. Obiettivo dell’esposizione è rivisitare e studiare approfonditamente il fenomeno del collezionismo di vasi antichi che ha portato nel corso dei decenni alla formazione della collezione di ceramiche attiche e magno greche di Intesa Sanpaolo che precedentemente appartenevano alla famiglia Caputi.

Risse all’anfiteatro: Pompeiani vs Nocerini

È probabile che l’origine dei giochi gladiatori derivi dal mondo etrusco e che la diffusione a Roma sia passata attraverso la mediazione della Campania, dove, durante il periodo sannita, venivano celebrati giochi cruenti in onore dei defunti, come illustrano molte pitture osche di ambito funerario. È proprio in Campania, inoltre, che è maggiormente diffusa la concentrazione di edifici per lo svolgimento di tali spettacoli, con caratteristiche architettoniche già ben definite sin dall’età repubblicana. Nei maggiori anfiteatri campani, come quelli di Capua e Avella, gli scavi archeologici hanno riscontrato addirittura fasi costruttive anteriori all’età sillana, periodo al quale si data l’anfiteatro oggi ritenuto più antico a noi pervenuto, ovvero quello di Pompei.

Virgilio, il poeta che cantò la potenza di Roma

Il poeta nacque nei pressi di Mantova il 15 ottobre del 70 a.C., da padre proprietario terriero arricchitosi tramite l’apicoltura e madre figlia di un facoltoso mercante. La sua istruzione avvenne tra Cremona dove frequentò la scuola di grammatica, Napoli in cui frequentò la scuola di filosofia e Roma dove apprese la retorica.
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