domenica, 18 Aprile, 2021

Il Museo Archeologico di Bisaccia: fiore all’occhiello dell’Irpinia

Il Museo Archeologico di Bisaccia, in provincia di Avellino, ha sede in Corso Romuleo, al piano terra del Castello Ducale. La ricca collezione archeologica esposta consta di circa 800 reperti, tra i più eloquenti e significativi dei corredi funerari di 70 sepolture a fossa individuate nella necropoli sulla collina di Cimitero Vecchio. Le tombe si datano alla prima e alla seconda età del Ferro, dunque tra IX e VII secolo a.C., e sono stati rinvenuti molteplici manufatti ceramici oltre ad oggetti d’ornamento in bronzo.

Claterna 2017: una campagna di scavo molto fortunata

La campagna di scavo 2017 ha inaugurato un nuovo progetto triennale di ricerca focalizzato su due precisi settori dell'antica città di Claterna: la già nota casa del...

Nuove scoperte nel Comprensorio di Santa Croce in Gerusalemme. Scoperti nuovi...

Nel comprensorio archeologico di Santa Croce in Gerusalemme si conservano i resti della residenza romana di Elena, la madre di Costantino, dove vi abitò...

La bambola di Crepereia Tryphaena

La bambola, per una bambina, è un’amica fedele che l’accompagna durante la crescita. La pettina, la veste, la tratta come una vera e propria figlia o come amica del cuore dalla quale non si separa mai. Non dovremmo allora sorprenderci se, anche le bambine di duemila anni fa, consideravano le bambole come il gioco più prezioso e caro. È nelle tombe infatti che si trovano la maggior parte di queste bambole e diventano compagne fedeli anche nell’ultimo viaggio dalla vita alla morte.

Si inaugura l’Area archeologica di Lavinium

Un’importante azione di tutela e valorizzazione giunge oggi a compimento nell’antica città di Lavinium, oggetto di estese e pluriennali campagne di scavo e interventi di restauro della Sapienza-Università di Roma e del Mibact. L’area archeologica meridionale con il complesso sacro dei XIII altari riapre al pubblico in un rinnovato percorso di visita.

La rinascita della Schola Armaturarum: dal restauro, allo scavo, alla riapertura...

Dal 3 gennaio la Schola Armaturarum torna visitabile al pubblico. Il racconto di questo luogo simbolo della rinascita di Pompei, tragicamente collassato nella parte superiore il 6 novembre 2010, sarà affidato ai restauratori che illustreranno il minuzioso intervento di restauro sugli affreschi, e gli ambienti retrostanti oggetto dell’ultima campagna di scavo che ha contribuito a chiarire la funzione di questo edificio.