Rypes, necropoli micenea: negli scorsi giorni sono state portate alla luce tre spade in bronzo da una tomba databile al XII/XI secolo a.C.

Durante l’ultima campagna di scavo, i ricercatori hanno esplorato una tomba a pianta rettangolare contenente tre sepolture databili al XII secolo a.C.: sono emerse offerte di perline in vetro, una statuetta di cavallo in argilla e tre spade in bronzo con parte del manico in legno quasi perfettamente conservate. Le spade appartengono a diverse classificazioni tipografiche, in particolare sono di tipo D – descritte come “incrociate” – ed E – descritte come spade con “elsa a T” – secondo la cosiddetta tipologia Sandars e risalgono al periodo palaziale miceneo.

Secondo i ricercatori, sulla base delle evidenze archeologiche, le tombe di questa necropoli sono state aperte e riutilizzate più volte nel corso dell’epoca micenea: seppur, infatti, le tombe siano da ascrivere al primo periodo miceneo, attorno al 1700 a.C. circa, sono state usate per rituali e pratiche funerarie fino all’XI secolo a.C., quindi per più di 500 anni. Scavando nella necropoli, poi, gli archeologi hanno individuato vasi, ghirlande, monili d’oro, maioliche, pezzi di vetro e molto altro, a testimonianza del ricco utilizzo di queste sepolture.

Non molto lontano dalla necropoli gli archeologi hanno rinvenuto anche i resti di un edificio di alto rango, a pianta rettangolare e con i resti di un focolare.

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Mara Zoppi

Appassionata fin da piccola alla storia e all’archeologia, dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di Lettere – curriculum Scienze dell’Antichità – presso l’Università degli Studi di Milano, laureandosi nel 2019 con una tesi di carattere archeologico-egittologico dal titolo Imhotep scriba e medico: dall’Egitto del III millennio a.C. ad oggi. Si iscrive successivamente alla facoltà di Archeologia dell’Università degli Studi di Milano dove si laurea nel 2021 con votazione 110/110 e lode sviluppando una tesi in ambito egittologico dal titolo La Casa della Vita nell’Egitto Antico: luoghi, riti, funzionari.

Ha partecipato a due laboratori di scavo archeologico: il primo sul sito di Urvinum Hortense a Collemancio di Cannara (PG) di epoca romana con l’Università degli Studi di Perugia; successivamente sul sito archeologico di Nora (Pula, CA) nella sezione competente all’Università degli Studi di Milano, quindi di epoca romana, contribuendo anche alle operazioni di post-scavo.

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