lunedì, 1 Marzo, 2021

Nuove testimonianze archeologiche dalla valle del Samoggia. Gli scavi lungo la...

L'incontro con Sara Campagnari, archeologa della Soprintendenza Archeologia, belle arti e paesaggio per la città metropolitana di Bologna e le province di Modena, Reggio Emilia...

La fortuna e la protezione contro la malasorte nei monili della...

Amuleti e pendenti femminili rinvenuti in una cassetta della casa del Giardino Amuleti, gemme ed elementi decorativi in faïence, bronzo, osso e ambra riemergono dallo...

La Borsa Mediterranea del Turismo archeologico chiude con la melagrana di...

L’ultima giornata della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico si chiude parlando di due centri importanti: Paestum, ancora una volta protagonista, e Morgantina, splendida polis greca della Sicilia.

Il cemento sull’acropoli. Pardon, “conglomerato architettonico”.

L’accessibilità universale ha espugnato anche la rocca dell’acropoli di Atene, emblema dell’archeologia classica e simbolo della democrazia ellenica. Il grigio “tsimento” (così si dice...

Il soldato di Palmira : Khaled al-Asaad

Era il 18 Agosto 2015 quando la notizia della decapitazione dell’archeologo Khaled al-Asaad ha fatto il giro del mondo. Si potrebbe pensare ad uno dei tanti morti di questa assurda guerra, ma Khaled per tutti è diventato il soldato di Palmira. 50 anni passati tra le rovine della città romana a custodire un tesoro e una memoria preziosa per il mondo dell’archeologia e della cultura locale. Tra i motivi della sua condanna a morte il non voler rivelare il luogo dove aveva nascosto i tesori della sua Palmira, pensando settimane prima, vista l'instabilità della situazione siriana, ad un possibile attacco e conquista della città da parte dell’Isis.

Riapre l’Antiquarium di Pompei. In mostra la devozione antica e moderna.

Ancora novità dal grande cantiere di Pompei, questa volta con la riapertura dopo 36 anni di buio di uno dei luoghi simbolo della città di Fiorelli e poi di Maiuri, cioè l’Antiquarium. La sua storia comincia nel lontano 1873-1874 quando l’allora direttore degli scavi Giuseppe Fiorelli lo fece realizzare nella sottostante terrazza del tempio di Venere con affaccio verso Porta Marina per ospitare una serie di reperti maggiormente rappresentativi della vita quotidiana di Pompei, oltre alcuni calchi delle vittime dell’eruzione del 79 d.C.