Ramesse II: Grande anche nello sport?

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Chi non conosce Ramesse il Grande e la sua tanto celebrata battaglia di Kadesh!

Nonostante quanto ci è pervenuto dai testi incisi in numerosi templi d’Egitto, ben sappiamo che la battaglia ebbe tutt’altro epilogo e le esasperazioni propagandistiche, secondo le quali Ramesse II avrebbe annientato da solo l’esercito Ittita grazie all’aiuto di suo “padre” Amon, non possono essere accettate. Tuttavia è probabile che il celebre sovrano egizio fosse davvero un prode soldato ed un abile atleta. Terzo faraone della XIX dinastia (1279 – 1212 a.C.) era stato educato sin dall’infanzia alle discipline belliche e al pari di uno dei suoi predecessori, Amenhotep II (XVIII dinastia), era dotato di un fisico atletico ed imponente. L’esame della sua mummia infatti ci consente di stimare un’altezza massima di 185 cm, che in Egitto in quell’epoca doveva rappresentare una vera e propria eccezione. Di lui si racconta che fosse un abile carrista e un infallibile arciere, specializzato anche nel combattimento con la spada, disciplina dove pare fosse imbattibile.

Ma l’interesse di Ramesse non era esclusivamente mirato alle specialità che preferiva, infatti durante il suo regno fu organizzato una sorta di campionato internazionale di scherma, solo che a quel tempo gli schermidori non tiravano di fioretto, spada o sciabola, ma utilizzavano dei bastoni o dei pali. Tutti i contendenti indossavano caschi di protezione in cuoio e la competizione vide scontrarsi i lottatori dell’esercito egiziano e gli alleati stranieri delle Due Terre. Lodi alla gesta sportive di Ramesse II le troviamo addirittura a Medinet Habu, il tempio dei Milioni di Anni di Ramesse III, grande faraone della XX dinastia. Vi chiederete come ci siano finite? Beh, nei bassorilievi rappresentanti le scene di lotta ad un certo punto potrete notare una differenza cromatica, differenza dovuta alla sostituzione di parte dei blocchi avvenuta nell’antichità per riparare il fregio; quei blocchi provenivano proprio da una rappresentazione simile presente nel Ramesseum, il tempio per l’eternità di Ramesse II.

Noi non sappiamo se davvero Usermaatra Setepenra Ramessu Meriamon sia stato un grande nella pratica sportiva agonistica, perché ogni studioso sa quanto le fonti epigrafiche regie siano da prendere con cautela. Quello che però ci pare evidente è come ben prima delle più note Olimpiadi lo sport e l’agonismo fossero ritenuti importanti, al punto che ciascun sovrano d’Egitto ha voluto raccontare di se prodezze straordinarie nelle varie discipline sportive. Si potrebbe pensare che tutto ciò fosse in funzione della preparazione fisica necessaria per combattere in battaglia, ma l’impressione che si ha è quella di un prestigio che deriva proprio dal primeggiare in quel determinato sport, in quella determinata disciplina. Del resto non è forse questo il senso più puro dell’agonismo sportivo?

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