Il Museo Egizio esprime solidarietà ai colleghi direttori oggetto delle sentenze del TAR

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La Presidente Evelina Christillin, il Direttore Christian Greco e l’intero Museo Egizio esprimono la loro solidarietà ai cinque Direttori oggetto delle sentenze del TAR del Lazio e a tutti i Direttori dei musei nominati in seguito alla Riforma Franceschini.

Manifestiamo pieno sostegno ai Direttori – in particolare agli studiosi stranieri che si sono trasferiti nel nostro Paese – che mettendo a servizio la loro professionalità e competenza, lavorano alacremente, da quasi due anni, per la promozione del patrimonio culturale e stanno trasformando le istituzioni, a loro affidate, in centri di ricerca dinamici e aperti all’innovazione.

L’Italia è il Paese che ospita, sin dal Medioevo, gli atenei più antichi d’Europa la cui attività è sempre stata basata sul concetto della circolazione del sapere. Gli studiosi si spostavano di paese in paese, di città in città in una vera e propria peregrinatio academica, atta a favorire la circolazione della conoscenza intesa come patrimonio intangibile appartenente all’umanità.

Anche i beni culturali che l’Italia ha l’onere e l’onore di custodire sono parte di quel sapere universale che non può e non deve essere racchiuso nei confini nazionali del Paese che li ospita.

Il confronto internazionale è fondamentale. Se pensiamo a modelli di finanziamento della ricerca è ormai chiaro che sia necessario creare delle reti internazionali di collaborazione. Il confronto con modalità e approcci diversi costituisce una conditio sine qua non per poter crescere. La sfida che l’Italia ha di fronte è quella di strutturare in modo solido questo anelito all’internazionalizzazione.

 

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