In India Il Taj Mahal è sempre stato considerato un monumento (anzi, forse “il” monumento) all’amore eterno, il simbolo del sentimento più nobile che si fonde con l’ineluttabilità della morte e il desiderio di eternità. Da oggi in poi, però, la storia indiana potrà annoverare anche un altro emblema dell’amore assoluto: la tomba di due amanti, probabilmente sposi, ritrovata nell’antica Harappa, nel cuore della Valle dell’Indo.

Coppia di sposi trovata a Harappa. Fonte: CNN

Tra il 2013 e il 2016 un team di archeologi sudcoreani e indiani, infatti, ha rinvenuto una necropoli formata da circa una settantina di tombe nell’odierno villaggio di Rakhigarhi, situato nello Stato di Haryana. Tra queste sepolture solo una contiene le spoglie di una coppia, un uomo e una donna sepolti tra il 4500 e il 2500 a.C.

Possiamo ragionevolmente supporre che si tratti di marito e moglie perché i due sono molto vicini e il teschio dell’uomo è rivolto verso la donna. Se mi perdonate il romanticismo “postumo” e osservate bene l’immagine, potrete notare ancora, a distanza di tanti secoli, un’atmosfera intima e protettiva tra i due.

Gli archeologi presumono anche che i coniugi siano morti insieme o, comunque, a breve distanza l’uno dall’altro, ma ignorano i motivi del decesso. L’uomo doveva avere sui 35 anni, la donna circa 25, ma entrambi erano in buona salute quando hanno intrapreso insieme l’ultimo viaggio.

Il capo della spedizione, l’archeologo Vasant Shinde, vuole provare a capire, studiando gli scheletri ritrovati, non solo le cause della morte, ma anche qualcosa in più sullo stile di vita nella Valle dell’Indo.

A tal proposito, in effetti, c’è un particolare che merita tutta la nostra attenzione ed è il nucleo di questa notizia: gli studiosi sostengono che, nell’epoca in cui visse questa misteriosa coppia, non era comune seppellire insieme gli sposi. Si tratta, dunque, di un caso eccezionale. La spiegazione potrebbe trovarsi nella morte ravvicinata, ma al momento non vi sono prove concrete che possano dimostrare o smentire questa teoria.

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Laureata e specializzata in Lingue e Civiltà Orientali (curriculum di Lingua e Letteratura Araba) a La Sapienza di Roma. Ha studiato ad Alessandria d’Egitto e ha creato i blog www.lamanodifatimablog.com dedicato al mondo arabo-islamico e www.divineribelli.com dedicato alla storia delle donne. Per la casa editrice Genesis Publishing ha scritto due romanzi: “Livia e Laura” (2014), in cui viene narrato il mistero della morte della Baronessa di Carini e “Toussaint. Inganno a Mosca” (2017), il primo capitolo di una saga che racconta le indagini di una moderna principessa araba.

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