Chiude con quasi 15.000 visitatori la mostra “Prima dell’alfabeto”

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Si chiude con soddisfazione e grande successo di pubblico – quasi 15.000 visitatori – la mostra “Prima dell’alfabeto” promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue. Anche il Governatore Luca Zaia e Alberto Angela in visita in questi giorni.

Inti Ligabue annuncia il prossimo appuntamento espositivo a Venezia nel 2018 – con la scoperta delle Americhe e dei suoi popoli -e lancia una prospettiva della Fondazione per il futuro.

“Sono stati mesi di grande fatica ma anche di enormi soddisfazioni per tutto lo staff della Fondazione Giancarlo Ligabue e per i curatori, instancabili e sempre disponibilissimi. Credo che questa mostra abbia reso evidente l’impegno e lo sforzo della Fondazione per valorizzare quel patrimonio di opere – testimonianze preziose di culture e civiltà – che mio padre ha riunito nel corso della sua vita e che sono un valore per la conoscenza, la comprensione e il dialogo”. Così Inti Ligabue ha commentato il successo della mostra “Prima dell’alfabeto. Viaggio in Mesopotamia alle origini della scrittura”, che si è chiusa ieri (25 aprile 2017) a Venezia, presso la sede dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti a Palazzo Loredan, promossa dalla Fondazione Giancarlo Ligabue da lui presieduta.

In tre mesi di apertura sono stati raggiunti quasi 15.000 visitatori (14.558) con un tutto esaurito, già ad un mese e mezzo dalla chiusura, da parte delle scolaresche alle quali sono stati dedicati laboratori didattici e visite guidate specifiche. Oltre 2500 sono stati infatti i ragazzi che hanno visitato la mostra con le diverse scuole e partecipato alle attività laboratoriali.

In questi ultimi giorni, ospiti illustri in visita alla mostra sono stati il Presidente della Regione del Veneto Luca Zaia e il famoso divulgatore Alberto Angela, accompagnati entrambi dal presidente della Fondazione  ed entrambi profondamente colpiti dall’esposizione.

“Prima dell’alfabeto” curata dal prof Frederick Mario Fales grande assiriologo dell’Università di Udine supportato da Roswitha Del Fabbro, ha avuto un riscontro  di critica straordinario, esaltata dai media nazionali – dagli esperti del Sole 24 Ore a quelli della Stampa di Torino, dal Manifesto all’Osservatore Romano, dall’Espresso ad Archeo fino ai servizi su Radio e TV – per la qualità dei reperti, gli approfondimenti dei curatori in mostra e nel catalogo Giunti; per la scelta dello spazio espositivo – l’antica biblioteca settecentesca di Palazzo Loredan – e la cura dell’allestimento accompagnato da supporti multimediali e immersivi.

Perfino “Gulp Mistery” la trasmissione per i ragazzi di Rai Gulp condotta da Simone Lijoi, ha voluto dedicare una puntata alla mostra, alla scoperta della nascita della scrittura tra le affascinanti tavolette in cuneiforme risalenti a 5000 anni or sono.

Restano intanto i commenti di plauso e le testimonianze raccolte nel libro dei visitatori ed “è una soddisfazione vedere – ricorda Inti Ligabue – come i bambini possono farsi affascinare dalla conoscenza ed essere talvolta il motore di nuove scoperte e passioni”.  “Ho portato i miei genitori a questa bellissima e interessante mostra – scrive Angelica di 9 anni di Vigonza – dopo esserci stata con la scuola”. “Attraverso un efficace percorso divulgativo e didattico la mostra ha disvelato passo passo un mondo remoto che è andato strutturandosi attraverso l’invenzione della scrittura, e ha  intrecciato un dialogo ideale con la potenza del pensiero umanistico e scientifico custodito nella biblioteca dell’Istituto Veneto – ha dichiarato il Presidente dell’Istituto Veneto di Scienze Lettere ed Arti Gherardo Ortalli – l’Istituto è lieto di essere stato coinvolto in questo progetto che ha portato moltissimi visitatori di ogni età nelle sale abitualmente percorse da studiosi specializzati e auspica che tale collaborazione possa continuare in futuro con iniziative analoghe”.

Intanto Inti Ligabue dà un nuovo appuntamento alla città e pensa a una prospettiva importante per il futuro:“quest’incredibile esperienza a contatto con il pubblico, le tantissime presenze alla mostra in poco più di 80 giorni e la risposta dei Veneziani agli eventi organizzati dalla Fondazione nel  primo anno e mezzo d’attività ci danno grande coraggio per pensare a qualcosa di permanente nei prossimi anni, una volta concluso il ciclo di mostre che abbiamo in programma. Nel frattempo ci rivediamo a Venezia nel 2018 con “Il Mondo che non c’era”, la scoperta delle Americhe e dei suoi popoli.”

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