Sepolture di bimbi ed altre nuove scoperte dalla regione di Assuan

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ST63 sepoltura bimbo tra i 6 e i 9 anni a Gebel el-Silsila (ph. Gebel el-Silsila Project)

La regione di Assuan sta certamente vivendo un periodo di luce propria, i riflettori, infatti, sono di nuovo puntati su quest’area. Il Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità, il Dott. Mostafa Waziri, ha annunciato una serie di scoperte archeologiche effettuate in diversi siti archeologici da diverse missioni straniere che operano congiuntamente con le squadre del Ministero delle Antichità egiziano. Per la precisione: la missione svedese-egiziana che lavora nella zona di Gebel el-Silsila ha portato alla luce 4 sepolture ancora intatte destinate all’inumazione di bambini, la missione austriaca che opera sulla zona archeologica di Kom Ombo ha scoperto parte di un cimitero risalente al Primo Periodo Intermedio e la missione egiziano-svizzera ad Assuan ha individuato una statua incompleta risalente al periodo greco-romano.

ST59 sepoltura bimbo tra i 2 e i 3 anni a Gebel el-Silsila (ph. Gebel el-Silsila Project)

Le 4 sepolture scoperte dal “Gebel el-Silsila Project” risalgono alla XVIII dinastia. La prima sepoltura (ST59) consiste in una fossa scavata nella roccia destinata ad un bambino di età compresa tra i due e i tre anni. La sua mummia è circondata da materiale organico, forse ciò che resta di una bara di legno distrutta dalle termiti, ed era ricoperta da un coperchio di arenaria sbriciolato e mal conservato, un tempo sigillato con del gesso. Gli studi osteologici preliminari non hanno mostrato una causa evidente di morte. L’orientamento del suo corpicino è con la testa verso sud e lo sguardo ad ovest.

Vasellame scoperto nella sepoltura ST63 a Gebel el-Silsila (ph. Gebel el-Silsila Project)

La seconda sepoltura (ST63) era destinata ad un bambino di età compresa tra i sei e i nove anni trovato all’interno di una bara di legno gravemente danneggiata per via delle inondazioni stagionali e in parte sigillata con del fango; il corpo è orientato con la testa ad est ma rivolta a nord. La sua fossa è la più ricca tra quelle ritrovate, al momento della scoperta conteneva ancora numerosi oggetti del corredo funerario, tra cui 10 pezzi in ceramica (contenitori di birra intatti, vasi di vino, piatti e scodelle), braccialetti di bronzo, un rasoio di bronzo, quattro scarabei trovati al polso sinistro del bambino e un altro amuleto trovato nella zona del torace.

La terza (ST64) e la quarta tomba (ST69) riguardano due bambini di età compresa tra i cinque e gli otto anni e una delle due sepolture, la ST64, contiene ancora parte del suo corredo funerario, tra essi amuleti e ceramica. Il bambino è stato inumato con la testa orientata ad est ma la direzione del viso è sconosciuta a causa di un successivo evento che ne ha spostato il capo, evento probabilmente causato dal seppellimento del bimbo della ST63. Il bimbo conserva ancora il suo involucro di lino ed è posato su stuoie di canna. I beni di sepoltura includevano tre scarabei, uno dei quali conteneva un nome regale del periodo di thutmoside, e un singolo vaso di ceramica non rinvenuto nella sua posizione originale. L’inumazione del bambino della ST69 è avvenuta senza prestare alcuna cura al rito funerario e non presenta nessun corredo. Il corpo è orientato con la testa verso nord e il viso rivolto ad est.

La Dott.ssa Maria Nilsson, direttrice della missione svedese con John Ward, è molto entusiasta di questa nuova scoperta che si aggiunge ai successi già avuti durante i precedenti lavori scavo (lavori che hanno portato alla luce molte sepolture saccheggiate però fin dall’antichità) in quanto questi nuovi ritrovamenti, in alcuni casi unici nel loro genere a Gebel el-Silsila, permetteranno di avere una maggior chiarezza sulle tradizioni funerarie in uso durante il regno dei Thutmose sia in riferimento all’aspetto sociale che economico e religioso delle persone in vita durante questo periodo. Questo indurrà la missione a condurre altri studi e ricerche su queste sepolture, anche in previsione di ottenere molte altre informazioni sia sulle patologie e lo stato di salute che sull’organizzazione sociale ed economica del sito.

Dal cimitero di Kom Ombo (ph. MoA)
Frammento con il nome di Sahura dal cimitero di Kom Ombo (ph. MoA)

A Kom Ombo, invece, la missione archeologica egiziano-austriaca guidata dalla dottoressa Irene Foster ha scoperto parte di un cimitero risalente al Primo Periodo Intermedio (2192 – 2055 a.C.), con numerosi cimiteri e tombe di mattoni di fango che al loro interno conservano numerosi vasi di terracotta e corredi funerari. Lo studio preliminare rivela che il cimitero è stato per lo più costruito sopra delle tombe pre-esistenti. Infatti, al di sotto del cimitero, la missione ha scoperto resti di un insediamento dell’Antico Regno come testimoniato dal ritrovamento di un frammento che porta inciso il nome di un sovrano della V dinastia, Sahura.

Statuina femminile periodo greco romano da Assuan (ph. MoA)

Dall’antica città di Assuan, il direttore generale delle Antichità di Assuan e Nubia, il dott. Abdel Moneim Saeed, fa sapere che la missione egiziano-svizzera guidata da Wolfgang Muller ha portato alla luce un frammento di una statua mancante di testa, piedi e mano destra. La statua è scolpita in pietra calcarea e misura 14×9 cm per uno spessore della parte superiore di 3 cm e 7 cm per la parte inferiore. Lo studio preliminare effettuato attribuisce la statuetta ad una donna che indossa un abito simile a quello della dea greca Artemide, la dea della caccia e della selvaggina nonché della procreazione, della verginità e della fertilità, associata quindi alle dee egizie Iside e Bastet. La statua per il momento è stata spostata nei magazzini del museo di Assuan.

 

Source: MoA

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