Il sito archeologico di Saqqara, ancora una volta, torna a far parlare di sé: di poche ore fa, infatti, è l’annuncio della scoperta di una necropoli rupestre utilizzata a partire dalla II dinastia ad opera della missione archeologica congiunta egiziano-giapponese del Consilio Supremo delle Antichità Egiziane e dell’Università di Waseda.

Si tratterebbe di tombe rupestri pressoché intatte, usate per quasi tutta la storia egiziana: le più antiche risalgono, infatti, alla II dinastia (2900-2700 a.C.) – datazione effettuata grazie allo studio comparato degli elementi architettonici e di quelli del corredo –  per arrivare a sepolture di Epoca Tolemaica e Tarda, come testimoniano il riuso di un sarcofago della XVIII dinastia e un vaso in alabastro.

Tomba rupestre con corpo ancora in situ. Il corpo è in posizione supina con le braccia distese lungo il corpo.
Ph. Ministry of Tourism and Antiquities

Oltre ad aver rinvenuto i resti antropologici di uomini e subadulti – in particolare si segnala la sepoltura di un uomo con maschera colorata -, la missione egiziano-giapponese ha portato alla luce numerosi elementi di corredo: due statuette in terracotta della dea Iside con resti del dio Arpocrate mentre cavalca un uccello, una maschera con elementi colorati bianchi e verdi, amuleti in faience della dea Iside e del dio Bes, un frammento di ushabti con iscrizione geroglifica, una lucerna in ceramica e un ostrakon con iscrizioni in ieratico.

La missione archeologica egiziano-giapponese tornerà sul sito nella prossima stagione di scavo, con la speranza di rinvenire ulteriori reperti e di fare nuova luce su quelli appena scoperti.

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Mara Zoppi

Appassionata fin da piccola alla storia e all’archeologia, dopo la maturità classica si iscrive alla facoltà di Lettere – curriculum Scienze dell’Antichità – presso l’Università degli Studi di Milano, laureandosi nel 2019 con una tesi di carattere archeologico-egittologico dal titolo Imhotep scriba e medico: dall’Egitto del III millennio a.C. ad oggi. Si iscrive successivamente alla facoltà di Archeologia dell’Università degli Studi di Milano dove si laurea nel 2021 con votazione 110/110 e lode sviluppando una tesi in ambito egittologico dal titolo La Casa della Vita nell’Egitto Antico: luoghi, riti, funzionari.

Ha partecipato a due laboratori di scavo archeologico: il primo sul sito di Urvinum Hortense a Collemancio di Cannara (PG) di epoca romana con l’Università degli Studi di Perugia; successivamente sul sito archeologico di Nora (Pula, CA) nella sezione competente all’Università degli Studi di Milano, quindi di epoca romana, contribuendo anche alle operazioni di post-scavo.

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