UNESCO, in sinergia con il Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, sostiene la formazione per la lotta al traffico illecito di beni culturali in Bosnia e Erzegovina

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18 novembre 2016: La lotta al traffico illecito di beni culturali è una priorità nell’agenda di cooperazione regionale in materia di cultura nel sud-est Europa. Quando un oggetto culturale è trafugato dal proprio contesto originale, perde gran parte del proprio senso e funzione. La restituzione di oggetti trafficati illegalmente è fondamentale per restaurarne il valore culturale e spirituale. Sebbene il traffico illecito di oggetti culturali sia difficilmente misurabile in termini assoluti, esso è una delle maggiori attività criminali al mondo, assieme al traffico di armi e di droga. Oltre a essere un crimine contro la storia e l’identità delle comunità coinvolte, nonché dell’intera umanità, il traffico illecito di beni culturali è sempre più legato ad altri crimini internazionali, compreso il finanziamento del terrorismo. Dal 2006, l’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa, con sede a Venezia, è attivo nel sostenere la cooperazione regionale sulla lotta al traffico illecito di beni culturali nell’ Europa sud-orientale, dando priorità al rafforzamento delle capacità istituzionali e operative dei Paesi Membri con particolare attenzione al coordinamento fra le varie autorità competenti, quali le forze di polizia, i ministeri della cultura, le agenzie doganali e la magistratura. Lo sviluppo delle capacità umane e istituzionali è anche una priorità per l’azione globale dell’UNESCO in questo campo, su temi comprendenti la catalogazione, il miglioramento dei quadri normativi, l’azione di polizia, la comunicazione e la sensibilizzazione. Nel 2014, l’UNESCO e l’Italia hanno unito le forze per formare a Roma, in una sede del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, funzionari delle autorità nazionali per la cultura, polizia e dogana dei Paesi del Sud-Est Europa. L’ex Repubblica Jugoslava di Macedonia e l’Albania hanno beneficiato di quest’azione rispettivamente nel 2014 e 2015. Quest’anno, dal 21 al 25 novembre, un gruppo di 12 funzionari della Bosnia-Erzegovina sarà ospitato a Roma, presso la Caserma del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, per beneficiare di un nuovo corso di formazione organizzato dall’Ufficio Regionale UNESCO a Venezia, in collaborazione con il citato Comando. L’obiettivo di questo terzo seminario è quello di sensibilizzare e di sviluppare le capacità dei rilevanti servizi bosniaci (con particolare attenzione a polizia, dogana, magistratura, ministeri della cultura e degli affari civili) sia a livello statale che ad altri livelli amministrativi, relativamente all’applicazione di norme e buone pratiche internazionali, sulla scorta dell’esperienza maturata dalle autorità italiane. Particolare attenzione sarà posta sulla “Convenzione UNESCO concernente le misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali” (1970) e sulla “Convenzione UNIDROIT sui beni culturali rubati o illecitamente esportati” (1995). Grazie alla preziosa collaborazione dei Carabinieri – Comando per la Tutela del Patrimonio Culturale, il cui lavoro è riconosciuto come un’eccellenza a livello internazionale, i partecipanti al seminario saranno formati su una varietà di argomenti relativi alla lotta contro il traffico illecito di beni culturali, nonché su questioni attinenti la restituzione o il ritorno dei beni culturali, le misure di prevenzione e di sensibilizzazione, ecc. Tra i relatori figureranno rappresentanti di organizzazioni internazionali – UNESCO, UNIDROIT, UNODC, RILO-WE – e dei competenti ministeri e servizi specializzati italiani. Durante il workshop, i partecipanti avranno anche l’opportunità di partecipare alla cerimonia per la restituzione di reperti archeologici sequestrati dai Carabinieri TPC a favore delle ambasciate dell’Ecuador e del Guatemala in Italia, come prova dell’importanza fondamentale della cooperazione internazionale nella lotta contro questa attività criminale. Il seminario è organizzato grazie al contributo dell’Italia (Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale) all’Ufficio Regionale UNESCO per la Scienza e la Cultura in Europa. * * * * * Ad oggi, la Convenzione del 1970 sulle misure da adottare per interdire e impedire l’illecita importazione, esportazione e trasferimento di proprietà dei beni culturali è stata ratificata da 131 Stati Membri dell’UNESCO, sostenendo gli sforzi instancabili dell’UNESCO per promuovere la cooperazione internazionale su questo argomento.

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