Circa quattromila anni fa un funzionario di corte fuggì nel cuore della notte, abbandonando l’Egitto per un esilio che sarebbe durato tutta la vita. La sua vicenda — La Storia di Sinuhe — è considerata il capolavoro della letteratura dell’antico Egitto, e continua a parlarci con sorprendente attualità.
Composta agli inizi della XII dinastia, nel pieno del Medio Regno, l’opera intreccia avventura, introspezione e nostalgia. Sinuhe, al servizio della casa reale, apprende per caso della morte del faraone Amenemhat I e, colto dal panico, fugge oltre i confini orientali. Dopo aver rischiato di morire di sete nel deserto, trova rifugio in Retjenu, nel Levante, dove diventa ricco e potente. Eppure, in mezzo all’abbondanza, un solo desiderio lo consuma: tornare in patria per esservi sepolto.
Più che un racconto di viaggio, è una riflessione sull’identità, sulla lealtà e sul legame indissolubile tra l’Egiziano e la propria terra.
In questo Speciale Mario Menichetti ne propone una nuova interpretazione e traduzione, condotta direttamente sui segni ieratici dei papiri Berlin 3022 e 10499, nel solco dei grandi editori del testo, da Giulio Farina a Gardiner e Koch. Un’occasione per riscoprire una delle voci più autentiche dell’Egitto antico.





















