Il papiro Jumilhac è custodito nel Museo del Louvre (E 7110) e prende il nome dalla persona che lo ha venduto al Louvre nel 1945. Il papiro raggiunge la lunghezza di nove metri ed è anche arricchito da vignette criptiche. Il papiro è straordinariamente ricco di miti e riti religiosi relativi ai distretti XVII e XVIII dell’Alto Egitto, due distretti contigui ma separati dal Nilo.

Il papiro, redatto in scrittura geroglifica, risale alla fine del periodo tolemaico. Il papiro è stato tradotto e pubblicato da J. Vandier nel 1961. Il volume non è di facile acquisizione e quindi ritengo probabile che i lettori di Mediterraneo Antico non conoscano gli straordinari avvenimenti raccontati nel papiro.
Durante la mia lettura del papiro ho preso alcuni appunti che ora penso di riportare qui in bella copia. L’idea è quella di fare conoscere i fatti salienti e le curiose eziologie descritte nel papiro che si prestano anche ad associazioni con altri racconti mitici. Naturalmente i miei appunti fanno una selezione personale delle vicende raccontate nel papiro. I miei appunti trascurano anche le ricche e numerose notazioni di Vandier sia sui personaggi che sul territorio che vanno ben oltre la preliminare ricognizione di questo articolo.
Il papiro racconta in ogni sua pagina le mitiche battaglie combattute da Anubi1 contro Seth-Bata e i loro seguaci che vogliono impadronirsi degli umori di Osiri racchiusi in un vaso. Seth e le sue schiere sono sempre sconfitti e massacrati. Lo stesso Seth, vinto, viene legato e dato alle fiamme.
Contro Seth-Bata agiscono tutte le altre divinità: Isi con il veleno e i denti, Thot con le formule magiche, ecc. Le divinità in lotta continuano a trasformarsi in forme ibride (esempio: Anubi in serpente) oppure una divinità in altre divinità (Seth-Bata; Anubi-Horus; Isi-Sekhmet-Hathor).
Una tale ricchezza del testo non è minimamente riproducibile nelle mie note che di fatto si limiteranno alla descrizione nuda e cruda di azioni curiose o di particolare interesse (secondo me). Ho comunque deciso di elencare tutti i capitoli in cui è stato suddiviso il papiro per dare al lettore l’idea della complessità dei contenuti del papiro.
In origine la divinità del XVIII distretto dell’Alto Egitto era il falco Dununawy, ma a partire dalla Bassa Epoca il dio del distretto è Anubi. Nel testo del papiro si riscontra spesso che c’è un’assimilazione tra Anubi e Horus d’Edfu, assimilazione certamente avvenuta tramite l’immagine di Dununawy, un falco (pag. 33).
La triade divina del XVIII distretto è composta da Hesat (vacca), il toro Mnevis di Heliopoli e da Anubi. Hesat è la madre di Anubi (pag. 65).
Il testo del papiro è arricchito da vignette insolite che non sono collegate al testo in cui compaiono. Si tratta probabilmente di vignette ad uso templare locale che non fanno parte del repertorio standard della teologia egizia e quindi prive di paralleli che aiutino l’interpretazione. Nella traduzione del testo del papiro ci sono capitoli dedicati alle vignette. Ma io non sono riuscito a trovare alcuna corrispondenza tra le immagini delle vignette e i testi a loro dedicati nel papiro. Quindi pubblicherò le vignette senza didascalie. Nel testo del papiro le “didascalie” sono per la maggior parte nomi di divinità, spesso ignote; quindi, non sono significative per una prima ricognizione del testo. Comunque, alcune vignette sono talmente note da essere facilmente interpretabili da chiunque abbia qualche interesse per l’egittologia.
Cap. I — LA LISTA DEI GENII (pag. 113)
Cap. II — ANUBI E I SUOI ALLEATI CONTRO SETH E I SUOI SEGUACI (pag. 113)
Seth2 riesce a impadronirsi degli umori del corpo di Osiri in putrefazione raccolti in un vaso. Thot lo blocca con le sue magie e Anubi lega Seth e lo pone come sedile sotto il corpo di Osiri. Poi Seth fugge nel deserto orientale, ma viene di nuovo catturato e Isi lo fa a pezzi con i suoi denti3. Seth viene legato e dato alle fiamme che lo consumano interamente.
Seth si trasforma in pantera ma Anubi lo scuoia della sua pelle maculata ed è per questo motivo che il prete setem indossa una pelle di pantera.
Cap. III — INTERVENTO DI ISI (pag. 114)
Seth si trasforma in Anubi e riesce a impadronirsi del vaso, ma il vero Anubi lo cattura e Isi sbrana con i suoi denti lui e i suoi seguaci. Gli umori di Osiri recuperati vengono nascosti in una cripta della falesia.
Seth nella forma di toro insegue Isi per violentarla. Isi fugge trasformata in cane con un coltellaccio al posto della coda. Per l’eccitazione Seth perde del liquido seminale che a terra fa sorgere piante di cocomero (?) (pag. 114).
Seth si trasforma in una pantera. Anubi lo cattura e con un ferro rovente lo marchia a fuoco. È per questo motivo che il prete setem indossa una pelle di pantera maculata.
Seth si trasforma in Anubi approfittando dell’assenza del dio e riesce a impadronirsi degli umori di Osiri. Ma Anubi interviene e sconfigge Seth che si è trasformato in toro. Anubi evira Seth del fallo e dei testicoli, così Seth è ridotto a bue in una stalla (pagg. 114-115).
Cap. V — TRIONFO DI ANUBI. CULTO DI OSIRI (pag. 115)
Cap. VI — DIVINITÀ DI DUNDUY (pag. 115)
Cap. VII — DIVINITÀ CHE SI SONO TRASFORMATE IN ANUBI (pag. 116)
Cap. VIII — LEGGENDE SUL NOME DEL DIO ANUBI (pag. 118)
Il nome del dio Anubi è formato da I=il vento, da N=l’acqua, P=la montagna4.
Cap. IX — ASPETTI SETHIANI DI ANUBI (pag. 118)
Questo capitolo elenca i casi in cui Anubi è Seth. Incredibile: è in contraddizione con tutti gli altri capitoli del papiro.
Cap. X — CULTO DI ANUBI E DELLA TRIADE OSIRIANA (pag. 118)
Cap. XI — TOPONIMI DEL DISTRETTO DI DUNDUY (pag. 118)
Cap. XII — LEGGENDE RELATIVE A QUESTI TOPONIMI (pag. 119)
Cap. XIII — TUMULI DIVINI A DUNDUY E LEGGENDE RELATIVE (pag. 120)
Cap. XIV — LAGHI SACRI DI DUNDUY E LEGGENDE RELATIVE (pag. 120)
Cap. XV — SERPENTI SACRI DI DUNDUY E LEGGENDE RELATIVE (pag. 122)
Cap. XVI — GLI ALBERI SACRI DI DUNDUY (pag. 123)
L’albero ished (la balanite egiziana)
L’albero imu
L’acacia
Il giuggiolo
Il carrubo
Il sicomoro
Il ginepro
Cap. XVII — NOMI DELLA BARCA SACRA, DEI TERRITORI CULTUALI E DLLE POZZE D’AQCUA SACRA (pag. 123)
Cap. XVIII — LE INTERDIZIONI (pagg. 123-124)
La bestia cheztt del suo dio, vale a dire il lupo e il cane tjrm
Il grido del cane iuiu
Il suo orrore è pure la femmina nel suo periodo di mestruazione
L’atto di fare una menzogna
I grugniti del maiale
Il fatto di alzare la voce in presenza del dio
E, ugualmente, di avere un portamento altezzoso nel tempio
I violenti della sua città
L’atto di diminuire la lunghezza della corda con cui si misurano i campi
L’atto di falsare l’apertura della misura dei granai
L’atto di rubare il grano dei suoi campi
L’atto di diminuire le offerte divine dei suoi templi
L’atto di avvicinare con cattive intenzioni il figlio sul trono di suo padre nella sua casa
L’atto di strappare l’occhio a un cittadino della sua città
L’atto di testimoniare contro i suoi concittadini
L’atto di contrastare i diritti della città del dio in sua presenza
Il violento che non rispetta i confini dei campi
L’atto di mangiare carne proveniente da qualunque tipo di animale sacrificato.
Il fatto di avvicinarsi con cattive intenzioni all’occhio udjat
Cap. XIX — IL MISTERO DELLA NEBRIDE (pag. 124)
Per avere decapitato Hathor (Isi) il dio Anti (Horus) è stato punito separando la pelle e la carne dalle ossa. Nel nomo di Djuf oro e argento provocano orrore essendo d’oro la carne del dio e d’argento le sue ossa. La dea Hesat fece uscire il latte dai suoi seni e con il latte in un recipiente fece un unguento con il quale risanò Anti (Horus).
Cap. XX — ALTRE TRADIZIONI RELATIVE ALLA NEBRIDE (pagg. 124-125)
Cap. XXI — LEGGENDA DELLE DUE SCATOLE DI HORUS (pagg. 125-126)
Gli occhi udjat di Horus erano stati nascosti nella falesia a nord del distretto. Seth riesce a impadronirsene e per difenderle si trasforma in un grande coccodrillo. Anubi si trasforma in un grade serpente con ali munite di coltelli di selce. Dal grande serpente escono altri sei serpenti che lanciano fiamme contro Seth. Anubi recupera gli occhi udjat di Horus e li depone in un cofano fatto con papiri. Poi va a nasconderli. Sul luogo in cui sono stati sepolti i cofani con gli occhi di Horus è sorto un vigneto5. Isi chiede a Horus di creare qui un santuario per vegliare sugli occhi udjat di Horus.
Isi versa acqua per fare rivivere gli occhi di Horus e prega il dio Ra di mettere Horus sul trono di suo padre. Ra acconsente e dice a Thot che le parole di Isi sono dolci (bener) e di fare sorgere in questo luogo una palma (bener) per ricordare l’avvenimento. La forma dell’albero evoca quella di una donna chinata. La palma come ipostasi di Isi
Il capitolo termina fornendoci il significato degli occhi di Horus: la vigna circonda gli occhi per proteggerli, l’uva è la pupilla dell’occhio di Horus, il vino sono le lacrime di Horus6.
Cap. XXII — PROTEZIONE DI OSIRI (pag. 126)
Cap. XXIII — APPARIZIONE DI ANUBI A HUT-NESUT (pag. 126)
Cap. XXIV — LE FESTE DI DUNDUY (pag. 127)
Il 19 del primo mese di primavera
Il 21 del secondo mese d’inverno
Le feste del calendario civile di tutto l’anno
Cap. XXV — LA BESTIA KHESTET, IL LUIPO E I NOVE CANI (pag. 126)
Conoscere gli aspetti della bestia khestet, vale a dire il cane e gli dei che si manifestano in essi e i nomi dei luoghi in cui sono stati interrati
1. Il lupo. È l’ipostasi di colui che tira la barca dei milioni di anni
2. Primo cane. È l’ipostasi di Horus
3. Secondo cane. È l’ipostasi di Upuaut
4. Terzo cane. È l’ipostasi di Osiri
5. Quarto cane. È l’ipostasi di Harsiese
6. Quinto cane. È L’ipostasi di Seth¬
7. Sesto cane. È l’ipostasi di Thot-Shu
8. Settimo canee. È l’ipostasi di Ra-Osiri
9. Ottavo cane. È l’ipostasi di Geb
10. Nono cane. È l’ipostasi di Baba.
Baba7 è un cane dal pelo rosso ed è un alleato di Seth.
Per decidere su una disputa tra Thot e Baba il Signore Universale convoca tutti i membri della Grande e della Piccola Enneade. Baba prende la parola per dire male di Thot: Thot ha preso ciò che apparteneva a Ra e ha mangiato il pasto di Ra e ha rubato ciò che apparteneva a Ra, I membri dell’Enneade dicono Noi non abbiamo visto questo, è una menzogna di Baba. E Ra disse Thot è nel giusto, Baba è nel torto.
Conoscere la copula del cane iuiu. E Baba ricominciò a parlare male di Thot et Thot eum aggressus est, et, dum Baba eum muliere quadam cocumbit et dormit, mentulam eius unxit et carmina sua adversus eum pronuntiavit. Hoc modo, mentula Bebonis in ipsa mulieris vulva potitus est. Bebo, autem mentulam suam aufertem ignora8.
A questo punto Thot chiama tutti i membri delle Enneadi per mostrare Baba in quella condizione per deriderlo.
Cap. XXVI — GIUDIZIO DI HORUS E SETH – REAZIONE DI SETH – PUNIZIONE DEL DIO (pagg. 126-127)
Isi e Horus si sono lamentati con Ra informandolo delle cattive azioni commesse da Seth contro lo stesso Ra. Allora Ra convoca Thot e lo incarica di valutare, come giudice, in presenza di tuttu gli altri dei, le cattive azioni commesse da Seth. Al termine del giudizio Horus è giustificato e quindi gli viene riconosciuta l’eredità paterna e il suo diritto al trono d’Egitto. Al cattivo Seth viene riconosciuto il suo dominio sul deserto. Allora Seth raduna i suoi alleati e si prepara a una grande battaglia. Seth si lancia contro Thot armato di un grande coltello e riesce a impadronirsi dei papiri di Thot e li getta nel fiume. Ma Thot con le sue arti magiche recupera i rotoli di papiro e li ricolloca al loro posto affinché i loro principi siano validi eternamente.
Seth si trasforma in un cane rosso e va a nascondersi nel folto di una macchia. Ma gli dei lo raggiungono e lo uccidono colpendolo con le loro lance.
Horus si erge sul trono d’Egitto avendo Thot come visir. Seth viene fatto a pezzi con i suoi alleati e vengono distrutte le sue città, le sue statue e si cancella il suo nome. Poi, per evitare che possa ancora manifestarsi sulla terra, Thot colloca Seth in cielo e lo affida alla Grande Orsa del cielo settentrionale e la grande Troia lo trattiene in modo tale che Seth non possa più navigare tra gli dei
Cap. XXVII — IMPORTANZA DEL DISTRETTO DI DUNDUY (pagg. 129-131)
Cap XXVIII — HOUT NESOUY (pag. 131)
Hout Nebout significa “castello del Re” e ha assunto questo nome dopo che Horus dal trono ha iniziato a esercitare le sue funzioni regali.
Cap. XXIX — SAKA (pag. 131)
Saka è un distretto del cane e come tale appartiene a Seth. Anche in questo distretto riprende la battaglia e Seth, trasformato in Anubi riesce a entrare nella sala d’imbalsamazione per impadronirsi delle reliquie di Osiri. Interviene Thot con i suoi incantesimi e Seth cade a terra incosciente. Viene legato e posto come sedile sotto Osiri. Isi trasformata in Anubi strazia a morsi il corpo di Seth
Seth si trasforma in toro, Anubi lo lega e gli tronca le membra e i testicoli.
Saka è Seth.
Cap. XXX — LA VALLE DELLA VACCA (pag. 132)
Nella città della Vacca c’è un santuario dedicato a Hebet. È Isi che per un crimine commesso ad Afroditopoli9 è senza testa. Thot le mette una testa di vacca e la fissa con le sue glorificazioni. Per questo la Valle ha preso il nome di Valle della Vacca.
Cap. XXXI — MERNEFER (pag. 132)
Cap. XXXII — MENAANKH (pag. 132)
Cap. XXXIII — LA DAMA DEI DUE BRACIERI (pagg. 132-133)
La casa della dama dei due bracieri è il tempio di Hathor, la signora dei due bracieri, il castello dell’amore, il tempio di Hathor signore dell’amore. Castello della fiamma è il padiglione divino di Hathor. La Hathor di questo luogo è Isi. Ella si è trasformata in sua madre Sekhmet per divorare con la sua fiamma Seth e i suoi alleati quando questi provengono dal nomo di Oxirinco dopo avere attraversato il fiume.
Cap. XXXIV — HOUT-HOUTSEN (pag. 133)
Il sito è la falesia orientale. La divinità di questo sito è Horus-Anubi. Questo dio aveva riunito gli umori di suo padre in un vaso senu, poi li aveva nascosti nella montagna. Seth e i suoi alleati cercano di impadronirsi del vaso, ma Thot con i suoi incantesimi li fa stramazzare a terra senza conoscenza e Horus fa di loro un grande massacro. È dal loro sangue che si è formato il minerale shesijt (?)
Cap. XXXV — LA CASA DU KHNUM (pag. 133)
Cap. XXXVI — TA-SHENET (pag. 133)
Cap. XXXVII — IMINEFTO (pag. 133)
Cap. XXXVIII — GEHESET (pag. 134)
È il tempio di Horus. Seth e i suoi seguaci passano vicino al tempio senza saperlo e Nefti li assale a morsi e lancia i suoi due coltelli contro di loro uccidendoli. Il loro sangue cola sulla montagna e a causa di questo si forma il peresh.
Cap. XL — LA FESTA DELL’ARATURA (pag. 135)
All’inizio della stagione di festa dell’aratura si procede in questo modo: del grano è posto in acqua all’interno di una sagoma con terra sopra e sotto. Si dà acqua ogni giorno perché spunti. Un unguento è in lui ed egli è avvolto nelle sue bende e si compiono per lui tutte le cerimonie della festa dell’aratura, in modo esatto secondo il rituale.
Cap. XLI — LA FESTA DELL’ARATURA E L’APERTURA DELLA BOCCA DI OSIRI (pag. 136)
Cap. XLII — LA FESTA DELL’ARATURA E LA RICERCA DELLE MEMBRA DI OSIRI10 (pag. 136-137)
La festa dell’aratura si celebra in 12 giorni un tutto il paese. Sono i giorni in cui furono riunite le membra di Osiri, trovate per ogni dove11.
Il 19 del quarto mese di primavera è il giorno in cui fu trovata la testa di Osiri nella falesia occidentale. Anubi Thot e Isi si erano recati alla necropoli dove un uccello kbk e un lupo vegliavano su di lei. Sotto la testa Thot trovò uno scarabeo. Allora egli fece riposare la testa nella necropoli di Abido. L’uccello a guardia della testa è Horus e il lupo è Anubi.
Il 20 furono trovati gli occhi udjat nella falesia orientale. Un uccello uscì da essi e ora si trovano sotto l’aspetto di un’immagine davanti a Pakhet, signora dell’oriente.
Il 21 furono trovate le mascelle divine.
Il 22 fu trovato il collo nella falesia occidentale su una collina sotto la guardia di Nefti della Cima.
Il 23 fu trovato il cuore che era protetto da un coccodrillo, È Khentikhet che l’aveva nascosto sotto il proprio cuore ad Atribis.
Il 24 fu trovato l’intestino a Pithom. Si è creato in essi un serpente vivo chiamato Tum di Pithom.
Il 25 furono trovati i polmoni che erano in una macchia di papiri del Delta.
Il 26 furono trovate le costole in una pianta gjt vegliate da Anubi.
Il 27 fu trovata la gamba nella regione orientale. La gamba aveva creato un serpente in argento che fu fissato alla testa di un toro e lo si chiamò Anti.
Il 28 fu trovato il fallo nella regione di mezzo e lo si collocò nel tempio dell’Ariete.
Il 29 furono trovate le viscere in … Esse furono sepolte e da esse uscirono i quattro dei che per questo motivo sono chiamati i “signori delle viscere”12.
Nell’ultimo giorno fu trovato il braccio in … Un leone impediva che lo si trovasse. Allora vennero due falchi, uno prese la zampa del leone e l’altro il braccio di Osiri.
Tavola riepilogativa della seconda tradizione
Il 19 fu trovata la testa ad Abido
Il 20 gli occhi sono tati trovati a ………
Il 21 le mascelle sono state trovate nel III nomo dell’Alto Egitto
Il 22 un braccio è stato trovato a ………
Il 23 gli intestini sono stati trovati a Pithom
Il 24 i polmoni sono stati trovati a Behedet del Delta
Il 25 il fallo è stato trovato nel nomo di Mendes
Il 26 le due gambe sono state trovate a Iakhement
Il 27 le dita sono state trovate nei nomoi XIII-XIV dell’Alto Egitto
Il 28 un braccio è stato trovato nel XX nomo dell’Alto Egitto
Il 29 il cuore è stato trovato a Atribis del Delta
Il 30 i quattro “vasi” che hanno sollevato il djed sono stati trovati a ………
Inoltre, il flagello è stato trovato a Letopoli e lo scettro heka a Heliopoli.
Cap. XLIII — RICERCA DELLE MEMBRA DI OSIRI
Horus, Isi e Nefti si dirigono a nord per recuperare i resti di Osiri che si trovavano in Basso Egitto. Poi essi andarono in Alto Egitto per compire la medesima azione. E giunsero nel distretto di Dunduy13. Qui Horus si trasforma in Anubi e raccoglie in un sacco i resti di Osiri nella casa dei bendaggi chiamata Castello degli umori. In questa casa le membra di Osiri furono avvolte in bendaggi.
Cap. XLV — CERIMONIE A MENFI E A HELIOPOLI (pag. 138)
Cap. XLVII — LA NECROPOLI DIVINA (pag. 139)
È un elenco di alcune sepolture divine.
Cap. XLVIII — DEI E GENII DEL SEGUITO DI OSIRI (pag. 139)
Cap. XLIX — TESTO RELATIVO AI GENII PROTETTORI DI OSIRI (pagg. 139-140)
1) Nei primi capitoli del papiro Anubi è di fatto la controfigura di Horus. Combatte contro Seth e mai si accenna alle sue funzioni standard di mummificatore e psicopompo. Soltanto nel XLIII capitolo Horus si trasforma in Anuni e ricompone con la mummificazione il corpo di Osiri.
2) Seth è ben conosciuto come omicida del fratello Osiri e per il suo contrasto con Horus per conquistare la titolarità del trono d’Egitto. Il Concilio degli dei assegna a Horus il trono di suo padre Osiri. Donadoni, La religione dell’antico Egitto, Laterza, Bari 1959, Il giudizio di Horus e Seth, pagg. 359-378. Nel papiro Jumilhac il Concilio degli dei a favore di Horus è presente più sullo sfondo che come obiettivo centrale delle imprese di Seth. Qui Seth è soprattutto dedito all’incessante tentativo di impadronirsi delle reliquie di Osisri. Il volume di Te Velde, Seth, god of confusion, Brill, Leiden 1977, studia i vari aspetti di questa divinità; quindi, anche quando dalla Bassa Epoca Seth verrà scelto per la sua mitica forza a lottare contro Apopi (es. Plate IX). Le disastrose battaglie di Seth non compaiono nel volume di Te Velde; quindi, tali battaglie sono una delle originalità del papiro Jumilhac. Noto, però, che una certa dignità delle divinità egizie nelle avventure belliche, e non solo, nel papiro Jumilhac si trasformano in macchiette che mi ricordano i cartoni animati come Il gatto Silvestro o la volpe Speedy Gonzales in cui i diabolici trabocchetti per catturare la preda giocano sempre contro di loro. La natura machiettistica delle divinità egizie nel papiro Jumilhac è probabilmente dovuta al diverso spirito greco-romano, con la commistione tra sacro e profano, tra ieratismo e umorismo scatologico o sessuale.
3) La fedele sposa di Osiri e l’amorevole madre di Horus perde nel papiro i suoi tratti tipici e ci stupisce per la sua ferocia: Seth e i suoi alleati sono sbranati da Isi che evidentemente qui agisce come leonessa.
4) Come è noto, il nome egizio di Anubi è Inpu.
5) Nella religione egizia non c’è simbolo più sacro degli occhi udjat di Horus. La loro sepoltura fa nascere la vite che anche in questo tardo periodo si conferma un vegetale sacro, come è dimostrato in tutta la storia religiosa d’Egitto che si trasfonde anche in vari passi della Bibbia ed è anche un fondamentale elemento di culto in epoca cristiana. Una ricca bibliografia sulla vigna, la vite e il vino e importanti articoli sono raccolti nel volume Il vino nell’antico Egitto, (a cura S.Malgora), Ananke, Torino 2014. In particolare, si veda G. Modonesi, Il misticismo del vino, le linfe di Osiri, il sangue di Cristo. In un episodio del giudizio di Horus e Seth questo dio riesce a strappare a Horus i suoi occhi e li sepellisce. Dalle pupille germogliarono due fiori di loto. Donadoni, 1959, op. cit., pag. 371.
6) Nel periodo tolemaico irt Hr-Udjat = vino. Il territorio di Hardai (XVIII distretto) era coltivato a vigneti.
7) Sul dio Bebon-Baba si veda l’articolo di Ph. Derchain, Bebon, le dieu et les mithes, in R.d E., n 29/195.
8) Vandier, imbarazzato dall’episodio sconcio raccontato nel testo, ha pensato di togliersi d’impaccio traducendolo in latino.
9) In una nota Vandier scrive che il testo accenna al crimine di Afroditopoli come una cosa scontata, nota a tutti. Ma il taglio della testa di Isi da parte di Horus appartiene al racconto del giudizio di Horus e Seth, senza riferimenti ad Afroditopoli. Donadoni, 1959, op. cit., pag.370.
10) La festa dell’aratura è la festa del ritrovamento delle membra di Osiri disperse da Seth per tutto l’Egitto. Il concetto sotteso dal termine aratura conferma che tra gli attributi di Osiri c’è anche quello di signore della fecondità del suolo e delle coltivazioni.
11) Le membra sparse di Osiri nel XVIII nomo sono 12, una variante locale rispetto alle 14 standard.
12) Sono i 4 figli di Horus, le divinità dei vasi canopi.
13) A Dunduy, nel distretto del XVIII nomo dell’Alto Egitto, si conclude la vicenda del ritrovamento delle membra di Osiri. Il mito di Osiri è stato adattato alle istanze locali di Dunduy; quindi, tutte le vicende che consentono di ricomporre il corpo di Osiri presentano aspetti nuovi e originali rispetto al mito nella sua formulazione standard. Ma se questo è avvenuto per il XVIII nomo dell’Alto Egitto è presumibile che simili adattamenti siano avenuti anche per tutti i distretti-nomoi dell’Egitto. Anche le tradizionali divinità della religione egizia nelle leggende di questo periodo, sul finire del periodo tolemaico, hanno comportamenti particolari e anche in parte diversi da quelli dei periodi precedenti. La loro personalità si arricchisce di varie sfaccettature.
















