lunedì, 30 Gennaio, 2023

Scoperta una sepoltura di epoca tolemaica a Sohag

Dettaglio del soffitto. Crediti: Ministry of Tourism and Antiquities Nella giornata di ieri il Ministero del Turismo e delle Antichità egiziane ha comunicato il rinvenimento di...

Egitto: scoperta una rarissima imbarcazione tolemaica e un’area funeraria nella baia...

La missione archeologica franco-egiziana dell'Istituto Europeo di Archeologia Subacquea (IEASM) al lavoro nella città sommersa di Heracleion nella baia di Abukir (o Abu Qir), a 13 km a nord-est di Alessandria, ha scoperto il relitto di una nave da guerra risalente al Periodo Tolemaico e i resti di un'area funeraria greca datata all'inizio del IV secolo a.C.

I giorni epagomeni e il calendario nell’antico Egitto

Gli antichi Egizi affidavano la regolazione dell’anno alle esondazioni del Nilo ed era in base alle attività agricole legate al fiume sacro che si scandiva il tempo. Il calendario era nato dall'esigenza principale di regolamentare amministrativamente queste attività e rappresentava l’arco di tempo necessario per il raccolto. L’anno infatti veniva diviso in tre stagioni di quattro mesi per un totale di 360 giorni a cui furono aggiunti i giorni epagomeni.

Dopo il GEM, l’Egitto inaugurerà presto un altro dei suoi più...

La notizia è fresca di queste ore, ad annunciarla è lo stesso responsabile del settore musei dell’Alto Egitto, il dott. Ahmed Hemeida: ha preso il via la terza fase costruttiva del Museo Akhenaton, l’infrastruttura che sarà ben presto fruibile al grande pubblico a Minya, l’attuale città sorta nel pressi dell’“Orizzonte di Aton”, la capitale Egizia voluta nel XIV secolo a.C. dall’omonimo faraone ribattezzato poi eretico.

“L’Egitto di Belzoni – Un gigante nella terra delle piramidi” una...

Una mostra non sull’Egitto e sui suoi grandiosi monumenti ma sulle straordinarie imprese del più importante esploratore e viaggiatore del XIX secolo. “L’Egitto di Belzoni - Un gigante nella terra delle piramidi” è il titolo della mostra che è aperta da ottobre a Padova nella rinnovata sede espositiva del centro culturale San Gaetano e che ne riassume il significato. La terra dei faraoni è rivisitata attraverso il racconto di Giovanni Belzoni, padovano di nascita e cittadino britannico di adozione che tra il 1817 e il 1818 aprì o scoprì tre dei suoi più importanti monumenti: il tempio di Ramesse II ad Abu Simbel, la tomba di Sethi I nella Valle dei Re e la piramide di Chefren a Giza. Monumenti che ogni anno sono visitati da centinaia di migliaia di persone senza che nessuno ricordi o conosca il nome di colui che ne ha permesso la loro visita. Perfino nella sua città natale fino a poco tempo fa Giovanni Belzoni era pressoché sconosciuto, associato solamente al nome di una via del centro e a quello di un noto istituto tecnico. Ora, duecento anni dopo il suo rientro in Europa e la sua visita a Padova, con questa mostra la città rende il dovuto omaggio a Giovanni Belzoni facendolo uscire dall’ingiusto e inspiegabile oblio in cui era stato relegato.

Recuperato un rilievo proveniente dal tempio di Hatshepsut

Oggi, l’Ambasciata Egiziana a Londra ha ricevuto un rilievo in calcare che era stato trafugato dal tempio di Hatshepsut a Deir el-Bahari, il complesso funerario della famosa regina eretto nella riva occidentale di Luqsor. L’operazione di rimpatrio, definita molto importante, è riuscita grazie alla collaborazione instaurata tra il Ministero degli Affari Esteri e il British Museum.