mercoledì, 20 Ottobre, 2021

Cassetta porta-ushabty della Cantrice di Amon Mut-em-uia

Chiudiamo questa breve carrellata sugli ushabty precisando innanzitutto che, la collezione egizia del Museo Archeologico di Napoli ne custodisce ben più della breve selezione che vi abbiamo proposto, e poi descrivendo un contenitore che era adibito ad ospitare proprio queste statuette funerarie, appartenuto alla Cantrice di Amon, Mut-em-uia.

La statua magica di Pa-Maj

Questa splendida statua in basalto mutila, rappresenta un uomo in piedi solitamente con braccia lungo il corpo e i palmi delle mani girati all’interno ed è appoggiata a un corposo pilastro dorsale che termina a cuspide. L’intera figura è ricoperta di testi geroglifici e di vignette che rappresentano varie divinità antropomorfe e zoomorfe che svolgono un’azione di protezione contro gli animali pericolosi.

Recuperato un altro reperto egizio a Parigi

L’Ambasciata d’Egitto a Parigi ha ricevuto un rilievo calcareo risalente al regno di Nectanebo II , XXX Dinastia, dopo l’interruzione della sua vendita in un sala d'asta nella capitale francese.

Scoperta una tomba del Periodo Tolemaico ad Alessandria d’Egitto

Durante i lavori di scavo di una missione archeologica egiziana nel quartiere di El Shatby ad Alessandria d’Egitto è stata scoperta una tomba di età ellenistica costituita da quattro sale funerarie.

Museo Egizio: pubblicato il primo bilancio integrato.

È online da oggi il primo bilancio integrato del Museo Egizio: il documento nasce dalla volontà di unire la rendicontazione qualitativa e quantitativa delle...

Come da millenni, anche oggi si è ripetuto il “Miracolo del...

Come ogni anno, come accade ormai da millenni, si è ripetuto oggi ad Abu Simbel il “Miracolo del Sole”, fenomeno che si verifica regolarmente, con una precisione da lasciar ancor oggi stupiti, due volte l’anno: il 22 febbraio e 22 ottobre. In questi due giorni, all’alba, i raggi del sole, oltrepassando la piccola porta incastonata tra i quattro colossi di Ramesse II, penetrano l’oscurità attraversando le due buie sale ipostile del tempio maggiore di Abu Simbel (la prima delle quali è sorvegliata da otto imponenti statue del sovrano nelle sembianze di un Osiride) fino a raggiungere il Santa Sanctorum ed illuminare il volto del grande faraone. Dopo un lungo bacio di ben 20 minuti le statue del sovrano divinizzato e quelle di Amon e Ra-Harakhty, le due divinità a lui affiancate, vengono di nuovo inghiottite dall’oscurità e ritornano a far compagnia al dio ctonio Ptah, rimasto sempre nell’ombra durante questo rituale di rigenerazione.