Scoperta a Kom Ombo una stele con le due regine della guerra di liberazione

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La stele con Tetisheri e Ahmose Nefertari scoperta a Kom Ombo (ph. MoA)

Un team di archeologi egiziani all’opera nell’area archeologica di Kom Ombo per i lavori di prosciugamento della falda freatica che sta minacciando i templi, ha scoperto una stele in pietra calcarea risalente all’inizio della XVIII dinastia, al periodo della guerra di liberazione.

Nella lunetta superiore della stele, sormontata dal disco solare alato, sono rappresentate due figure maschili nell’atto di compiere un’offerta alle regine Tetisheri (a destra) e Ahmose-Nefertari (a sinistra) sedute entrambe sul trono. Dalle poche iscrizioni sappiamo che la stele fu realizzata nell’XI anno del regno di Amenhotep I (sovrano dal 1526 al 1506 a.C.) e vengono anche indicati i titoli della regina Tetisheri dove è menzionata come “Madre del re” e “Signora delle Due Terre”.

La regina Tetisheri fu la madre di Seqenenra Ta’o (sovrano della XVII dinastia dal 1558 al 1555/4 a.C. circa) soprannominato “Il Valoroso”. Seqenenra fu il protagonista di una grande impresa militare contro il popolo Hyksos che, stanziandosi prima sulle terre d’Egitto come pastori, ne avevano poi preso il potere. Fu proprio Seqenenra che iniziò la campagna militare per la cacciata degli invasori partecipando alla missione in prima persona e lasciando la madre Tetisheri a mantenere l’ordine all’interno della corte tebana. Il ruolo assunto dalla regina fece si che Tetisheri divenne il prototipo delle sovrane egizie dell’epoca: donne forti e carismatiche, con ruoli chiave nel mantenimento della gerarchia di potere all’interno del Paese. Il ruolo guida di Tetisheri divenne ancora più importante dopo la morte del figlio, quando il trono passò a Kamose, probabilmente fratello del sovrano deceduto in battaglia. Considerata ispiratrice dello spirito di liberazione che ha distinto i suoi figli, nonché suo nipote Ahmose I, fu venerata dalle generazioni future proprio per il ruolo che ebbe nella storia dell’antico Egitto. Tetisheri fu anche la prima regina egizia ad essere rappresentata con il copricapo ad avvoltoio, ornamento che ben presto divenne la tipica corona indossata dalle regine e spesso anche dalle dee.

Ahmose-Nefertari (1570/1565-1505/1500 a.C. circa) non solo fu una delle regine più influenti della XVIII dinastia, ma una fra le più venerate della storia egizia, tanto che dopo la sua morte fu divinizzata e divenne, con il figlio Amenhotep I, oggetto di un culto speciale a Deir el-Medina. Sorella e Grande Sposa Reale del faraone Ahmose I (quindi anche lei figlia di Seqenenra), ebbe un ruolo di primaria importanza nella religione del Paese, infatti, tra i titoli di cui si fregiava, spicca quello altissimo di “Divina Sposa di Amon” e di “Divina Cantrice di Amon” e fu proprio lei a istituire il patrimonio temporale delle Divine Spose di Amon.

La stele con Tetisheri e Ahmose-Nefertari scoperta a Kom Ombo (ph. MoA)

Quelle rappresentate sulla stele sono quindi due delle figure femminili più importanti nella storia delle famiglie reali in Egitto, a loro sono state dedicate moltissime stele e tantissime cappelle in tutto il suolo egiziano anche nei secoli successivi.

Il ritrovamento di questa stele è molto importante in quanto, insieme ad una serie di altre scoperte, potrebbe addirittura retrodatare la costruzione del tempio di Kom Ombo.

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