Perle prodotte dal vetraio di Tut nelle tombe danesi di 3400...
In diverse tombe scandinave dell'età del bronzo sono state trovate perline di vetro in cobalto. Dalle analisi effettuate è emerso che ventitre delle perle ritrovate nelle sepolture danesi provenivano dall’Egitto e che erano state prodotte ad Amarna dallo stesso laboratorio che aveva fornito le perle blu che adornavano il corpo del giovane Tutankhamon nella sua sepoltura. Le altre, invece, erano per la maggior parte originarie della Mesopotamia, precisamente di Nippur. Ma cosa ci facevano queste perline in Danimarca 3400 anni fa?
Sham el Nessim, una festa di 4700 anni
Oggi in Egitto viene celebrata la festa di Sham el Nessim, una ricorrenza festeggiata tanto dai cristiani quanto dai mussulmani che cade esattamente il lunedì successivo alla Pasqua Copta, un po’ come la nostra Pasquetta. In pochi sanno, però, che questa festa risale almeno a 4700 anni fa, ovvero verso la fine della III dinastia dell’antica civiltà egizia, e che ha inglobato in essa antichi riti sopravvissuti sia al processo di cristianizzazione che alla dominazione araba.
Una antica stele egizia…misteriosa (o forse no!)
Tutti conosco i geroglifici di Abydos e tutti sanno che ci sono carri armati, navicelle spaziali, sommergibili. E nonostante la spiegazione filologia e accademica sia assolutamente convincente, resta uno dei capisaldi per dimostrare un contatto tra egizi e alieni o per certificare la presenza di una civiltà precedente evolutissima, da cui gli antichi avrebbero ereditato la tecnologia necessaria per costruire quelle macchine.
Museo Egizio del Cairo, i reperti del mese di marzo
I manufatti del mese di marzo selezionati dal Museo Egizio del Cairo per l’iniziativa “il pezzo del mese” questa volta sono attinenti a due celebrazioni che cadono proprio in questo periodo: la festa della mamma e l’inizio dell’anno della scimmia secondo il calendario cinese.
Se un uomo… Il codice delle leggi di Hammurapi re di...
La traduzione della Stele di Hammurapi , che riporta il testo in cuneiforme antico-babilonese (ossia quello in cui la stele è redatta) e in caratteri neo-assiri, la traslitterazione, segno per segno, la trascrizione, la traduzione e il commento grammaticale.
Il sarcofago di Gemenefharbak
Il sarcofago di Gemenefharbak pervenne al Museo Egizio di Torino con la collezione Drovettinel 1824. Fu sistemato insieme all'intera collezione nella sale dell'Accademia delle Scienze. Gemenefharbak era un funzionario di altissimo grado (ricopriva, fra l'altro, la carica di Visir) vissuto a Sais, città del Delta Occidentale al tempo della XXVI dinastia (672-525 a.C.) e i suoi innumerevoli titoli compaiono nelle iscrizioni del sarcofago.


















