Una antica stele egizia…misteriosa (o forse no!)

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Non si può sostenere che l’archeologia sul campo e l’Egittologia accademica abbiano spiegato incontrovertibilmente tutto ciò che questa meravigliosa civiltà ha realizzato in più di 3 millenni di storia.

Ma è anche vero che molti dei misteri che la avvolgono nascono da un’ignoranza di fondo, da una superficialità dilagante e dalla totale mancanza di senso critico.

E’ comprensibile che sia più divertente e stimolante pensare ad alieni, civiltà evolute ormai scomparse e quant’altro stuzzichi la nostra fantasia e alimenti lo stupore. Sicuramente è più divertente delle regole grammaticali che sono alla base della scrittura geroglifica o del Sequence Dating di Flinder Petrie che – pure con tutte le modifiche successive apportate da altri studiosi – è uno strumento prezioso per la datazione relativa di numerosi siti archeologici egiziani.

Ma è davvero un esercizio costruttivo uscire dall’”archeologia della noia” abbracciando teorie bislacche che come unico e solo  merito hanno quello di stupirci? O forse sarebbe meglio sviluppare un senso critico e lasciare che a stupirci siano i fatti, quelli veri e concreti, che gli stessi antichi ci hanno lasciato come testimonianza diretta? Forse sono proprio i misteri ad annoiare, quando non sono costruttivi e non portano mai a nulla.

Tutti conosco i geroglifici di Abydos e tutti sanno che ci sono carri armati, navicelle spaziali, sommergibili. E nonostante la spiegazione filologia e accademica sia assolutamente convincente, resta uno dei capisaldi per dimostrare un contatto tra egizi e alieni o per certificare la presenza di una civiltà precedente evolutissima, da cui gli antichi avrebbero ereditato la tecnologia necessaria per costruire quelle macchine.

Certo, basterebbe sapere cos’è una titolatura reale e in particolare quella relativa a Seti I e a Ramesse II per avere una visione più veritiera di quei segni. Ma qua entriamo nella parte più noiosa, dove serve studiare e applicarsi un po’: meglio gli Ufoglifici!

Di questo tipo di informazione completamente errata fa parte anche la stele oggetto di questo breve articolo, la cui ubicazione in Egitto varia a seconda delle fonti, ma che in realtà si trova nel Sinai e più precisamente in un tempio dedicato alla dea Hathor a Serabit el Khadim. E’ una stele che risale al Medio Regno e che ci è già nota per essere contenuta nell’opera di J.H. Breasted “Ancient Records of Egypt” vol. I a partire da pag. 319.

Qualcuno ha tradotto il testo in modo a dir poco fantasioso, come purtroppo spesso accade, proponendo un qualcosa che non ha nulla a che vedere con quanto vi è in realtà scritto e con l’Egitto antico più in generale, con il preciso scopo di alimentare una visione misterica ed esoterica che dia il senso magico dell’inizio dei tempi.

 

Questo è il testo fasullo che viene proposto, spacciato per l’esatta traduzione della stele:

 

“Io sono QUELLO a cui rivolgevo le preghiere, QUELLO a cui chiedevo aiuto. Sono QUELLO che ho cercato.

Sono la stessa vetta della MIA montagna. Guardo la creazione come una pagina del MIO stesso libro. Sono infatti l’UNICO che produce i molti, della stessa sostanza che prendo da ME. Poiché TUTTO è ME, non vi sono due, la creazione è ME STESSO, dappertutto. Quello che concedo a ME stesso, lo prendo da ME stesso e lo do a ME stesso, l’UNICO, poiché sono il Padre ed il Figlio. Quanto a quello che voglio, non vedo altro che i MIEI desideri, che sgorgano da ME. Sono infatti il conoscitore, il conosciuto, il soggetto, il governante ed il trono. Tre in UNO è quello che sono e l’inferno è solo un argine che ho messo al MIO stesso fiume, allorché sognavo durante un incubo.

Sognai che non ero il SOLO unico e cosi’ IO stesso iniziai il dubbio, che fece il suo corso, finché non mi svegliai. Trovai cosi’ che IO avevo scherzato con ME stesso. Ora che sono sveglio, riprendo di sicuro il MIO trono e governo il MIO regno che è ME stesso, il signore per l’eternità.”

 

Quello che segue è il testo vero, reale, quello che vi si trova scritto sopra e che, per altro, non è del tutto leggibile e chiaro. La traduzione fu fatta tempo fa da Alberto Elli, a cui chiesi aiuto per capire meglio di cosa si trattava. La differenza tra i due scritti, il primo fasullo e il secondo filologicamente corretto, non necessita di nessun commento.

 

TRADUZIONE CONTINUATA

Anno di regno 45, sotto la Maestà del dio perfetto, il signore delle Due Terre … molto dalla terra… … esperto; fa rapporto egli al suo signore; … Asia a colui che è nel Palazzo (=il re), che porta i Mentjw ai suoi piedi, che ha attraversato valli inaccessibili, che ha raggiunto gli estremi confini sconosciuti, il sovrintendente della sala del trono, l’ufficiale del Tesoro Ptah-Wr-…, figlio di It. 

 

GEROGLIFICI, TRASLITTERAZIONE E TRADUZIONE

RIGA 1:

RIGA 1

HAt-sp 45 xr Hm n nTr nfr nb tAwy

Anno di regno 45, sotto la Maestà del dio perfetto, il signore delle Due Terre

 

RIGA 2:

RIGA 2

Ny-MAat-Ra di anx Dt mry wt-r  Ny-MAat-Ra

Ny-Maat-Ra (Amenemhat III) – che viva eternamente! – amato da Hathor

 

RIGA 3:

RIGA 3a…. ? ….. riga 3b

rsy … aSA m tA ..

… molto dalla terra…  (il toponimo termina in –kwy; vedi riga 4)

 

RIGA 4:  

riga 4

-kwy spd Hr smi

…, esperto; fa rapporto

 

RIGA 5:   

riga 5

.f n nb.f … sTt n nty

egli al suo signore; … Asia a colui che

 

RIGA 6: 

riga 6

m aH in mntyw(???)

è nel Palazzo (=il re), che porta i Mentjw(?) …

 

RIGA 7:

riga 7

m rdwy.f hbhb inwt

ai (?) suoi piedi, che ha attraversato valli

 

RIGA 8:  

riga 8

StAwt in pHw(y)

inaccessibili, che ha raggiunto gli estremi confini

 

RIGA 9:  

riga 9

tmmt rx imy-r aXnwty

sconosciuti, il sovrintendente della sala del trono,

 

RIGA 10:

riga 10 a… ? …riga 10 b

wr n pr-HD PtH-wr(?)… ir(w) n I.t

l’ufficiale del Tesoro Ptah-Wr-…, figlio di It.

 

 

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Paolo Bondielli

Storico, studioso della Civiltà Egizia e del Vicino Oriente Antico da molti anni. Durante le sue ricerche ha realizzato una notevole biblioteca personale, che ha messo a disposizione di appassionati, studiosi e studenti. E’ autore e coautore di saggi storici e per Ananke ha pubblicato “Tutankhamon. Immagini e Testi dall’Ultima Dimora”; “La Stele di Rosetta e il Decreto di Menfi”; “Ramesse II e gli Hittiti. La Battaglia di Qadesh, il Trattato di pace e i matrimoni interdinastici”.

E’ socio fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Egittologia.net. Ha ideato e dirige in qualità di Direttore Editoriale, il magazine online “MA – MediterraneoAntico”, che raccoglie articoli sull’antico Egitto e sull’archeologia del Mediterraneo. Ha ideato e dirige un progetto che prevede la pubblicazione integrale di alcuni templi dell’antico Egitto. Attualmente, dopo aver effettuato rilevazioni in loco, sta lavorando a una pubblicazione relativa Tempio di Dendera.

E’ membro effettivo del “Min Project”, lo scavo della Missione Archeologica Canario-Toscana presso la Valle dei Nobili a Sheik abd el-Gurna, West Bank, Luxor. Compie regolarmente viaggi in Egitto, sia per svolgere ricerche personali, sia per accompagnare gruppi di persone interessate a tour archeologici, che prevedono la visita di siti di grande interesse storico, ma generalmente trascurati dai grandi tour operator. Svolge regolarmente attività di divulgazione presso circoli culturali e scuole di ogni ordine e grado, proponendo conferenze arricchite da un corposo materiale fotografico, frutto di un’intensa attività di fotografo che si è svolta in Egitto e presso i maggiori musei d’Europa.

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