mercoledì, 20 Marzo, 2019

Il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi tra i finalisti...

La Società degli Archeologi Medievisti Italiani (SAMI) ha candidato il Museo Federico II Stupor Mundi tra i sette finalisti italiani della quinta edizione del Premio “Riccardo Francovich”. Dedicato alla memoria dell’archeologo Riccardo Francovich, il premio – istituito nel 2013 – viene conferito al museo o sito archeologico che rappresenti un luogo di grande rilievo nell’ambito del patrimonio culturale italiano e, al tempo stesso, una best practice riguardo l’allestimento museografico, le attività comunicative e didattiche e la qualità scientifica in grado di rappresentare adeguatamente le tematiche dell’archeologia post-classica. Le votazioni online sono disponibile a tutti e sono aperte fino al 31 dicembre 2017.

Ad ottobre superate le 9000 presenze e oltre 500 studenti per...

Superati nel fine settimana i 9000 visitatori per il Museo Federico II Stupor Mundi di Jesi, il primo museo interamente dedicato alla figura del grande imperatore svevo. A soli quattro mesi dall’inaugurazione, la struttura multimediale conquista il favore del pubblico e, dopo il flusso di turisti italiani e stranieri di questa estate, sono ora in costante aumento le visite dei bambini e dei ragazzi delle scuole di ogni ordine e grado. Nel mese di ottobre quasi 500 studenti di varie fasce di età hanno visitato il Museo Federico II e partecipato alle attività didattiche proposte.

Festival del Medioevo 2017: ecco le prime anticipazioni

Sarà lo storico Alberto Grohmann a inaugurare il Festival del Medioevo, che si terrà a Gubbio dal 27 settembre al 1 ottobre 2017. “La città”...

Ritrovato il cimitero ebraico medievale di Bologna

È la più vasta area cimiteriale medievale mai indagata in città, testimone di eventi che hanno radicalmente mutato la storia e la vita di...

“L’amor che move il sole e l’altre stelle”. Dante arriva a...

Il viaggio di Dante nel suo percorso di ascesa verso la consapevolezza di Dio sta per terminare. Dall’Eden il cammino è verso levante, verso il luogo da cui il sole si alza e illumina gli uomini. Il poeta è stato nell’Empireo e ha visto cose impossibili da riferire perché la memoria non può seguire la mente che ormai è piena della gloria di Dio.

Un’insolita psicostasia scoperta nella chiesa di San Nicolò a Jesi

“Riportare alla luce questi affreschi significa riportare in vita la nostra città” è con queste parole che si è presentata la conclusione del lavoro di conservazione e restauro del bellissimo e particolarissimo affresco scoperto la scorsa estate nella chiesa di San Nicolò a Jesi raffigurante l’arcangelo Michele psicopompo e che potrebbe retrodatare la costruzione dell’edificio cultuale marchigiano. Con l’intenzione di rimuovere uno strato di calce che era stato posto nella notte dei tempi sull’abside della chiesa più antica della città, e cercare così di capire cosa nascondesse, si è scoperto l’importante dipinto medievale, unico nel suo genere sia per le numerose domande che ha innescato tra gli esperti che per le raffinate, nonché inusuali, rappresentazioni figurative.
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