Una straordinaria prova dell’abilità degli scribi egizi è documentata da alcuni monumenti in cui i segni della scrittura geroglifica possono essere letti per righe e per colonne ottenendo due testi differenti. La scrittura geroglifica, costituita di numerosi segni di cui molti polivalenti, si prestava bene a giochi grafici e a costruire testi a parole crociate. Alcuni sapienti scribi hanno colto l’opportunità di mostrare in tale modo la loro competenza e abilità tecnica, dapprima con testi abbastanza semplici ma poi, nel Nuovo Regno, con testi incredibilmente complessi. Si deve anche considerare che questi testi non erano vergati su papiri, ma scolpiti su pareti di tombe e su stele rendendo questa prova di abilità ancora più complessa.

Il primo tentativo conosciuto di parole crociate si trova in un testo dell’Antico Regno, nell’architrave dell’ingresso della tomba di Iy-n-Hr, (V dinastia, regno di Unis), a Saqqarai. I testi della tomba ci dicono che Iy-n-Hr era “onorato alla presenza di Unis, amico unico, ritualistaii

Fig.1 – Foto 33 del volume di Selim Hassan citato in nota

L’iscrizione è composta da sei righe. Al centro della prima riga alcuni segni geroglifici interrompono la lettura delle prime quattro righe dando il nome e la funzione del defunto: “Per l’amico unico, il prete lettore (ritualista) Iy-n-Hr”. La prima riga a destra recita, da destra verso sinistra: “Offerta che dà il re e che dà Anubi che risiede in Ut e che presiede all’edicola divina”. Dopo i segni centrali la formula prosegue, da destra verso sinistra: “Possa (io) essere sepolto nella necropoli del deserto occidentale”.
La seconda riga ci dice: “Offerta che dà il re e che dà Osiri che presiede a Sepa – parte destra dell’iscrizione – che possano uscire alla voce le offerte come dono regale – parte sinistra dell’iscrizione”. Le righe 3-6 seguono la stessa regola e hanno significati analoghi.

A Beni Hasan, nella tomba del governatore Khnumhotep II (XII dinastia), sopra l’ingresso del naos è riportato il testo rappresentato nelle figure 2 e 3.iii

Anche in questa iscrizione una colonna centrale di geroglifici ha un significato compiuto: “Offerta alla voce di bevande, pani, bovini, uccelli e stoffe per il ka di …” la frase si completa con le due iscrizioni di destra e di sinistra che si concludono sempre con il nome di Khnumhotep. Il testo completo si sviluppa in quattro righe che iniziano con i geroglifici della colonna centrale; il testo di destra si legge da destra a sinistra, mentre il testo di sinistra si legge da sinistra a destra. La traduzione della prima riga è un esempio sufficiente a comprendere il gioco grafico di questa iscrizione: dal centre a destra “Offerte alla voce di bovini e uccelli per il ka del conte che presiede al deserto orientale, Khnumhotep”. Dal centro a sinistra “Offerte alla voce di bovini e uccelli per il ka del possessore di venerazione, conte Khnumhotep”.

Nel Nuovo Regno e nel Terzo Periodo Intermedio i testi a “parole crociate” sono decisamente molto più complessi. Questa modalità di scrittura si esprime in lunghi inni a una divinità; oppure in due inni a divinità diverse secondo il senso di lettura per righe o per colonne.
La scrittura a parole crociate era per gli egizi uno scritto … “da leggere in due modi”: Sdt r sp 2.iv
Cito di seguito i pochi documenti a “parole crociate” finora conosciuti.

Stele di Neb-wenenef (TT 157), un alto prelato del dio Amon-Ra (XIX dinastia). La stele, conservata nell’Ashmolean Museum, Oxford, presenta un testo rivolto alle principali divinità del pantheon egizio per esaltare le peculiari caratteristiche di ciascuna di esse.v

Anche questo testo ha una colonna centrale, con un significato compiuto, che si legge dall’alto verso il basso: “Il venerato, durevole di lodi con gli dèi dell’aldilà, giusto al cospetto di Osiri”. I segni della colonna si leggono in continuità con le iscrizioni geroglifiche delle righe.

La stele di Amonmose, un alto prelato del dio Amon, (XXI o XXII dinastia), conservata nel Musée d’Art et d’Histoire, Bruxelles.

La stele è incompleta, ma la parte rimasta ci offre un duplice interesse: le immagini della parte superiore della stele ci propongono un rebus, vale a dire che la stele ci mette di fronte a un gioco enigmistico con un significato da interpretare. La figura di Amon è installata su un trono elevato, ai piedi del trono è rappresentata una testa che sta davanti a tre figure di canidi che hanno il significato di netjeru (divinità). Davanti a loro figura una testa che vale hery-tp (che sta davanti). Queste immagini sono da leggere “Amon che è alla testa degli dèi”, un epiteto corrente per questa divinità.
L’altro interesse per questa stele è nel testo geroglifico sottostante: il testo di un inno religioso disposto in linee orizzontali è attraversato in spazi regolari da colonne verticali in cui figurano i nomi e le qualità di Amonmose e dei membri della sua famiglia. I geroglifici delle colonne si inseriscono perfettamente nelle linee orizzontali del testo.vi

Sulla parete all’ingresso della corte della tomba di Kheruef (TT 192), intendente della grande sposa regale Tiye, XVIII dinastia, necropoli dell’Assassif, Tebe, era registrato un testo a parole crociate. Il testo è di fatto attualmente scomparso, ma gli egittologi di Chicago che negli anni 70 del secolo scorso hanno pubblicato la tomba sono riusciti a identificare in parte l’iscrizione.vii

Il testo si può leggere sia in orizzontale che in verticale, i gruppi di geroglifici si adattano perfettamente alla lettura in orizzontale che in verticale. Il testo orizzontale è un inno di adorazione ad Amon-Ra, il testo in verticale è un inno di adorazione a Ra-Harakhti.

Stele di Paser, XX dinastia, regno di Ramesse II, custodita nel British Museum, Londra: il testo rivolge due inni alla dea Mut, Uno si legge in orizzontale e l’altro in verticale. È semplicemente incredibile l’opera dello scriba che è riuscito a scrivere questo testo con uno sviluppo di 80 righe e 67 colonne.viii

I segni geroglifici sono inseriti in non meno di 5280 caselline di 12 mm. ciascuna.
Uno dei motivi che hanno spinto alcuni scribi a compiere queste difficoltose imprese tecniche era certamente l’orgoglio di mostrare la loro competenza. Probabilmente lo scriba voleva anche offrire il difficile esercizio scrittorio come omaggio alle divinità di riferimento della tomba e della stele, tanto più che in questo tipo di scrittura lo scriba poteva innalzare un inno di adorazione a due differenti divinità per le quali il titolare della stele aveva lo stesso grado di devozione.

Bibliografia

  • Clère, Acrostiches et mots croisés égyptiens, Chronique d’Egypte, vol. XIII, 1938
  • Limme, Stèles égyptiennes, Musée d’Art et d’Histoire, Bruxelles, 1979
  • Nims & altri, The Tomb of Kheruef. Theban Tomb 192, OIP, Chicago, 1980
  • Stewart, A Crossword Hymn to Mut, Journal of Egyptian Archaeology, n. 57, 1971
  • Zandee, An Ancient Egyptian Crossword Puzzle, Peeters, Leiden, 1966

i) S.Hassan, Mastabas of Princess Hemet-Ra and Others, Government Printing, Cairo 1975, pagg.
59-62 e fig. 33
ii) S.Hassan, 1975, op. cit., pag.
iii) Il testo geroglifico compare nella tavola XXXIII della pubblicazione di P. Newbwrry, Beni Hasan, Part I, London 1893, ristampa fotografica nel 1975.
iv) Clére, Acrostiches et mots croisès égyptiens, in CdE, vol. XIII, 1938, pag. 57.
v) Zandee, An Ancient Egyptian Crossword, Puzzle, Ex Oriente Lux, Leiden 1966.
vi) Clére, 1938, op. cit., pagg. 35-41; L. Limme, Stèles égyptiennes, Musée d’Art et d’Histoire, Bruxxelles 1979, pagg. 36-37.
vii) Nims & altri, The Tomb of Kheruef, Theban Tomb 192, OIP, Chicago 1980, pagg. 35-36, con la traduzione dei due testi.
viii) Stewart, A Crossword Hymn to Mut, in JEA, n. 57, 1971, le pagg. 87-104 comprendono anche la traduzione dei due testi. Anche Clère ha commentato ampiamente gli aspetti tecnici delle iscrizioni di questa stele, da pag. 41 a pag. 58.

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Gilberto Modonesi

Ho iniziato a interessarmi dell’Egitto antico nel 1960. Nel 1964 mi sono sposato e il viaggio di nozze è stato il mio primo viaggio in Egitto. A metà ottobre il primo cortile del tempio di Luxor era allagato dall’acqua dell’inondazione del Nilo e anche le basi dei colossi di Memnon erano in acqua. Ad  Aswan i russi stavano costruendo la Grande Diga.

Nel 1980, dopo la nascita di due figli, ho effettuato la navigazione sul Nilo con tutta la famiglia. Nel 1985 ho partecipato con mia moglie a un viaggio organizzato dal Dr. Mario Tosi. Da allora e fino al dicembre del 2010 sono stato in Egitto almeno 35 volte. Agli inizi ho visitato i vari siti archeologici in taxi solo con mia moglie.. Quando sono iniziati gli attentati contro i turisti ho organizzato viaggi turistici in modo da avere una scorta militare. In questi viaggi io avevo il ruolo di “responsabile culturale”. Grazie a tutti questi viaggi ho potuto visitare i siti archeologici dal nord al sud dell’Egitto, quelli di tutte le oasi e i monumenti del Lago Nasser. Ho fatto un viaggio anche nel Sinai per visitare il tempio di Serabit el-Khedim.

Il viaggio del dicembre 2010 è stato il mio ultimo viaggio a causa della rivoluzione egiziana, poi per miei problemi di salute e successivamente anche di mia moglie.

Per arricchire la mia conoscenza dell’antico Egitto e per seguire gli sviluppi delle ricerche mi sono iscritto a varie associazioni internazionali e nazionali:

  • International Association of Egyptologists
  • Amici del Museo Egizio di Torino
  • American Research Center in Egypt
  • Fondation Egyptologique Réine Elisabeth
  • Egypt Exploration Society
  • Associazione Culturale Harwa 2001
  • Centro Egittologico Comasco F. Ballerini

Dal 2020 non ho più rinnovato la mia iscrizione a queste associazioni a causa della mia situazione personale e famigliare.

Il mio antico interesse per l’Egitto si è alimentato anche partecipando come uditore a diversi incontri internazionali:

  • Convegno sulla Magia Egizia – Milano 29-31 ottobre 1985
  • Convegno sulla Valle dei Re – Tucson (Arizona) 26-27 ottobre 1994
  • International Congress of Egyptologists : Torino 1991 – Cambridge 1995 – Cairo 2000 – Grenoble 2004 – Rodi 2012 –  Firenze 2016

Grazie alla mia esperienza di visite in Egitto e alla documentazione raccolta in migliia di diapositive ho per anni diffuso la conoscenza dell’antico Egitto presso varie “Università della Terza Età”. Poi, nel 2006, il Centro Studi Archeologia Africana, che ha sede nel Civico Museo di Storia Naturale di Milano, mi ha offerto la possibilità di organizzare e tenere conferenze sull’antico Egitto presso l’aula magna dello stesso Museo. Ho svolto questa attività dal 2007 fino al gennaio del 2020, con conferenze mensili sull’Egitto antico. Il 2020 è un anno fatidico a causa del Covid e dei miei problemi personali e di mia moglie.

Ho scritto alcuni articoli e due libri :

  • All’ombra del divino – Il significato dei ventagli nelle rappresentazioni dell’antico Egitto (2016)
  • La longeva vitalità di fiabe e racconti mitici egizi – Alla ricerca di tracce di racconti mitici e fiabe egizi in fiabe moderne europee (2018)

Nel tempo ho raccolto centinaia di articoli e acquistato tanti (troppi) libri di egittologia di varii formati e dimensioni: mignon-normali-grandi-enormi (il formato imperiale).

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