“La distruzione del Tempio di Gerusalemme” di Francesco Hayez (1867), Galleria Internazionale d’Arte Moderna, Venezia. Fonte: Wikipedia.

Gerusalemme è il “teatro” di due scoperte eccezionali, un grande insediamento del Neolitico e la scalinata che Gesù avrebbe percorso per arrivare al Tempio, che gettano nuova luce su due momenti cruciali del passato

A Motza, 5 chilometri a Ovest di Gerusalemme, è stato rinvenuto un maxi insediamento preistorico, nello specifico di epoca neolitica, in cui si stima che debbano aver vissuto tra le 2000 e le 3000 persone. SkyTg24 riporta il commento dell’Autorità per le Antichità israeliana, la quale ha sottolineato che un insediamento così grande e appartenente al Neolitico non era mai stato ritrovato in Israele. Gli archeologi hanno riportato alla luce persino i luoghi di sepoltura, quelli in cui si svolgevano i riti e gli edifici pubblici. Tutto ciò, insieme alle notevoli dimensioni delle strutture, ha fatto ipotizzare agli studiosi che gli abitanti del sito avessero un livello piuttosto alto di civiltà. 


Il sito rinvenuto nei pressi di Motza, a Ovest di Gerusalemme. Foto: Israel Antiquities Authority.

 

Grazie a queste scoperte sarà possibile capire qualcosa in più sulla vita quotidiana delle genti che vissero durante l’Età della Pietra. La BBC spiega che il sito avrebbe 9000 anni e occuperebbe circa 12 acri vicino all’odierna città di Motza. Dimensioni di tutto rispetto di cui ha parlato l’archeologa dell’Israel Antiquities Authority, Lauren Davis, la quale ha dichiarato: “Questo è probabilmente il più grande scavo di questo periodo nel Medio Oriente e consentirà alla ricerca di avanzare a grandi passi verso nuovi studi”.

Un’altra scoperta ha colpito gli archeologi: si tratta di grandi capannoni per lo stoccaggio in cui sono stati trovati, in buono stato di conservazione, vari tipi di legumi, in particolar modo lenticchie.
I ricercatori hanno commentato così questa particolarità: “Tutto ciò è la prova di una pratica intensiva dell’agricoltura. Le ossa di animali rinvenute nel sito, inoltre, mostrano che gli abitanti degli insediamenti si sono specializzati sempre più nella pastorizia, mentre l’uso della caccia per la sopravvivenza a quell’epoca era già gradualmente diminuito”.

Tra gli oggetti ritrovati si possono ricordare strumenti di selce come punte di freccia, coltelli e asce. È anche possibile che gli antichi abitanti dell’insediamento facessero offerte ai defunti, qualcosa che li accompagnasse nell’aldilà. Gli archeologi, infatti, hanno rinvenuto degli oggetti di pietra anche nelle tombe. In più sono “tornati dal passato” dei piccoli braccialetti che si presume fossero indossati da bambini.
La scoperta del sito, avvenuta durante degli scavi per la costruzione di un’autostrada, è la prova concreta che l’area della Giudea non fosse disabitata nel Neolitico, come ritenuto finora.


Scalinata che conduce al Tempio di Gerusalemme. Secondo gli studiosi sarebbe stata percorsa da Gesù più volte nel corso della sua vita. Fonte: The Sun.

 

Gerusalemme, però, ha regalato anche un’altra “perla” agli archeologi, come racconta La Stampa: l’antichissima strada che i pellegrini ebrei usavano per arrivare al Tempio di Gerusalemme 2000 anni fa, prima della sua distruzione nel 70 d.C. da parte dei Romani, è tornata alla luce per caso.
Tutto comincia nel 2004, quando si rompe una tubatura nel quartiere di Silwan, a Sud Est della Città Vecchia. Gli operai chiamati per riparare il guasto trovano quella che per gli archeologi è la Piscina di Sialom dove, stando al Vangelo di Giovanni, Gesù avrebbe compiuto il miracolo della guarigione di un cieco. Questa Piscina, che serviva ai fedeli per purificarsi prima di arrivare al Tempio, veniva alimentata attraverso un tunnel, chiamato “tunnel di Ezechiele”, che prelevava acqua dalla fonte di Gihon per portarla a Gerusalemme.

Vicino alla Piscina di Sialom gli archeologi hanno trovato persino la scalinata che conduceva al Tempio e che, secondo gli studiosi, sarebbe stata percorsa molte volte proprio da Gesù. Si trovava sotto un campo di patate non lontano dal Tempio di cui oggi è rimasto solo il celebre Muro del Pianto.
I ricercatori sostengono che “le visite di Gesù al Tempio sono ben documentate e anche lui doveva immergersi in questa piscina prima di salire al Tempio e quindi fare questo percorso salendone le scale” e puntualizzano: “Così avete davvero l’opportunità di immergervi nella storia antica grazie a questa incredibile e stupefacente scoperta”.

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