Tra le 5000 calzature antiche rinvenute a Vindolanda incuriosisce l’utilizzo di una cinquantina di esemplari che potremmo paragonare ai nostri zoccoli di legno. Vindolanda infatti ha raccolto una straordinaria collezione di zoccoli romani, composti da una suola in legno e una tomaia in cuoio, indossati ai confini dell’Impero quasi 2.000 anni fa.

Uno degli zoccoli romani di Vindolanda con decorazione geometrica sulla tomaia (ph. vindolanda Trust)

La collezione del sito conta decine di esemplari completi, altri frammentari, alcuni ancora dotati della tomaia in cuoio originale, offrendo una testimonianza eccezionale rispetto alla maggior parte dei siti archeologici romani.

La varietà di stili e qualità è davvero affascinante. Questi zoccoli furono realizzati applicando uno o più cinturini in cuoio a una suola lignea rialzata. Alcuni presentano semplici accorgimenti funzionali, altri persino intagli sulla punta e motivi decorativi (come incisioni con il disegno dei piedi e delle dita, figure geometriche o elementi ornamentali), dimostrando che anche le calzature utilizzate per precisi scopi pratici potevano comunque avere un tocco di stile: praticità ed estetica potevano dunque convivere anche nelle calzature di uso quotidiano; anche ai confini dell’Impero.

Rappresentazione di come dovevano essere le terme a Vindolanda (ph. Vindolanda Trust)

Tradizionalmente, queste calzature vengono associate alle terme: qui avrebbero protetto i piedi dei bagnanti dalle superfici calde e scivolose dei pavimenti riscaldati. Tuttavia, gli studiosi ritengono che il loro utilizzo potesse essere più ampio: alcune varianti potrebbero aver funzionato anche come soprascarpe, sollevando il piede dal fango o dall’acqua, in modo simile ai successivi patten medievali. E’ dunque possibile che alcuni zoccoli di legno del periodo romano fossero utilizzati in modo simile?

Zoccolo romano di Vindolanda utilizzato come sottoscarpa (ph. Vindolanda Trust)
Il ritrovamento di uno degli zoccoli a Vindolanda nel 2017 (ph. Vindolanda Trust)
Il ritrovamento di uno degli zoccoli romani a Vindolanda, 2017 (ph. Vindolanda Trust)

Le ricerche in corso stanno analizzando forme e design, contesto di ritrovamento (dalle terme alle sale da pranzo fino alle superfici stradali) e – attraverso l’esame delle rappresentazioni degli accessori da bagno su mosaici, affreschi e sculture, nonché lo studio delle fonti testuali che descrivono queste calzature – si fanno confronti con altri siti dell’Impero per comprendere meglio come e dove questi zoccoli venissero utilizzati.

Un paio di zoccoli romani trovati a Vindolanda nel 2024. Inizi II secolo d.C. (ph. Vindolanda Trust)

Grazie a questa straordinaria raccolta, Vindolanda continua a offrire nuove informazioni sulla vita quotidiana e sulle abitudini dei Romani. Inoltre, con quasi 5.000 scarpe antiche è stato recuperato abbastanza materiale per allestire una mostra sulle calzature indossate ai confini dell’Impero. Infatti, il team del Vindolanda Trust non ha perso tempo e ha messo a disposizione la sua incredibile collezione per allestire al Bata Shoes Museum (Toronto, Canada) la mostra intitolata “Unearthing Vindolanda: Footwear from the Edge of the Roman Empire” (“Alla scoperta di Vindolanda: Calzature ai confini dell’Impero Romano”). L’esposizione presenta oltre 100 reperti in pelle provenienti dal famoso forte di truppe ausiliare stanziate vicino al Vallo di Adriano. La mostra, visitabile fino a settembre 2027, offre l’opportunità di ammirare sandali, stivali e calzature di epoca romana gettando uno sguardo unico e intimo sulla vita quotidiana e sulle persone che risiedevano lungo il Limes quasi 2000 anni fa.

Unearthing Vindolanda Footwear from the Edge of the Roman Empire (Locandina della mostra al Bata Shoes Museum)
Unearthing Vindolanda Footwear from the Edge of the Roman Empire. (ph. Bata Shoes Museum)

 

Source: Vindolanda Trust

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Tiziana Giuliani

Egittofila, sin dall’infanzia appassionata di Antico Egitto, collabora con l’associazione Egittologia.net dal 2010. Ha contribuito alla realizzazione di EM-Egittologia.net Magazine (rinominato poi MediterraneoAntico) seguendone la pubblicazione già dai primi numeri e ricoprendo in seguito anche il ruolo di coordinatrice editoriale. Dal 2018 è capo redattrice di MediterraneoAntico.

Organizza conferenze ed eventi legati al mondo degli Egizi, nonché approfondimenti didattici nelle scuole di primo grado. Ha visitato decine di volte la terra dei faraoni dove svolge ricerche personali; ha scritto centinaia di articoli per la ns. redazione, alcuni dei quali pubblicati anche da altre riviste (cartacee e digitali) di archeologia e cultura generale. Dall’estate del 2017 collabora con lo scrittore Alberto Siliotti nella realizzazione dei suoi libri sull’antico Egitto.

Appassionata di fotografia, insegna ginnastica artistica ed ha una spiccata predisposizione per le arti in genere.

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