L’archeologia ai tempi della guerra siriana: al Museo Egizio un incontro per raccontare come la cultura può aiutarci a superare la crisi umanitaria

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Martedì 15 novembre alle ore 18:00, conferenza con Giorgio Buccellati e Marilyn Kelly Buccellati, archeologi di fama mondiale e co-direttori dell’unico progetto rimasto attivo in Siria

In Siria, dal 15 Marzo 2011, anno in cui è scoppiata la guerra, sono stati devastati circa 300 siti archeologici, con 450 monumenti storici distrutti o gravemente danneggiati e 34 musei contenenti 300.000 reperti evacuati. Ma per qualcuno rimanere lì è un “dovere morale”.

Come può allora uno scavo archeologico aver rilevanza sociale al punto di giocare un ruolo fondamentale nel mezzo di una tragedia come quella siriana?

Martedì 15 novembre alle ore 18:00, il Museo Egizio ospita un’importante conferenza, “Coraggio fra le rovine – L’archeologia come presenza morale in Siria” con Giorgio Buccellati e Marilyn Kelly Buccellati che oltre ad essere marito e moglie sono professori della California State University, impegnati per molti anni sul campo nel Vicino Oriente, in particolare in Iraq, Turchia e Siria, dove sono stati co-direttori della spedizione archeologica di Tell Mozan/Urkesh. Archeologi di fama internazionale, hanno lavorato per 24 anni negli scavi di Urkesh, uno dei massimi centri urbani risalente al 4.000 a.C, fino al dicembre del 2011, anno in cui la missione è stata interrotta a causa della guerra civile siriana.
Durante la conferenza Giorgio Buccellati e Marilyn Kelly, oltre a dare una breve panoramica sui risultati dello scavo a Tell Mozadove – dove fu portata alla luce la civiltà degli Hurriti, fino ad allora sconosciuta – mostreranno anche come l’archeologia possa avere un importante ruolo non solo sulla storia antica e contemporanea, ma anche sociale. La loro missione è infatti l’unico progetto in Siria rimasto attivo, non a livello di scavi ma di presenza; una presenza che si nutre proprio di quello che l’archeologia può fornire: la coscienza. L’impegno dei due docenti si è concentrato infatti nel risvegliare le popolazioni locali, educandole attraverso un continuo scambio reciproco e all’integrazione delle donne in un’attività economica sostenibile
Inevitabili saranno poi le riflessioni sul valore più profondo dell’archeologia e della cultura in generale in un mondo che si sta frantumando, portando con sé siti e reperti depredati dall’autoproclamatosi Stato Islamico. Va però ricordata la consapevolezza e il senso di orgoglio che sono intrisi in alcune comunità locali che, nonostante tutto, difendono ogni giorno questo immensurabile patrimonio. Durante l’incontro, basato sull’esperienza di Giorgio Buccellati e Marilyn Kelly, emergerà, quindi, come l’identità di un popolo si fonda e si ritrovi nel confronto con il territorio, superando lo stacco con il passato, quasi come un archetipo sommerso che definisce la realtà di oggi.

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