Cleopatra a Roma

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Nel 46 a.C. Cleopatra Tea Filopatore si recò a Roma per raggiungere Cesare e, motivo ufficiale della visita, per suggellare un’alleanza politica tra Roma e l’Egitto. Aveva appena dato alla luce suo figlio Tolomeo Cesare, detto Cesarione in quanto avuto dall’unione con Cesare, quando con il più grande corteo mai visto invase le strade romane con elefanti, giovani ragazze con sensuali e trasparenti abiti in seta, canti, balli, carri ricolmi di doni preziosissimi, sfingi, bassorilievi, statue e molte immagini della dea Iside.
Roma venne inevitabilmente influenzata dalla sua presenza. La regina d’Egitto divenne ben presto protagonista dei salotti romani, ammirata, criticata ed odiata allo stesso tempo. Influenzò la moda indossando semplici ma conturbanti vesti in lino che ricordavano molto quelle delle sacerdotesse egizie, ma sfoggiando anche vesti sofisticate ed abiti in rosso e giallo per omaggiare con questi colori Roma. Lanciò anche l’uso di acconciarsi i capelli con lo chignon, che fu da lei ideato. Introdusse a Roma il culto di Iside, culto che molti romani accolsero con gioia. Ammirata come una Venere egizia Cesare in persona la riconobbe come la reincarnazione della grande dea del pantheon egizio, concedendole così uno status divino, e le dedicò anche una statua raffigurante la Venere Genitrice che aveva le sembianze della sovrana egizia rappresentata nei panni della dea.
Anche se agli occhi dei poeti Cleopatra VII era bellissima, le immagini che ci sono giunte della regina non rendono giustizia alla sua fama, sicuramente la sua bellezza risiedeva altrove, nell’acume, nell’intelligenza e nelle sue abilità, possedeva qualità che nessuna altra matrona romana conosceva e questo la rendeva irresistibile.
La sua residenza per questo soggiorno romano fu agli Horti di Cesare, una villa lungo Trastevere (alle pendici del Gianicolo) che lei trasformò in una corte reale sul modello della Corte di Alessandria d’Egitto; qui si parlava il greco alessandrino. Purtroppo oggi non rimane nulla di questi ambienti se non i racconti di chi li vide. Nella villa la grande regina visse con suo figlio Cesarione e Cesare, nonostante che quest’ultimo fosse ancora sposato con Calpurnia Pisone e dalla quale mai divorziò.
Cleopatra VII ebbe modo di conoscere diverse personalità del periodo, le più illustri cariche romane facevano la fila per essere accolti nella sua dimora ed ossequiarla, ma c’era pure chi la temeva e la odiava: tra questi Cicerone, che aveva avuto modo di conoscerla e che fu il grande assente alla sua corte in quanto non apprezzava la regina d’Egitto, ed Orazio, il quale la detestava, mentre Cleopatra si divertiva nell’ascoltare le avventure amorose delle sue eroine.
Questo nell’Urbe fu sicuramente il periodo più bello per Cleopatra, l’accoglienza ricevuta fu “pari al suo orgoglio di regina”. “La gente del popolo impazziva d’entusiasmo quando la regina compariva nei Saepta di Campo Marzio o passava nel Foro, fluttuante di veli e issata al pari del simulacro di una dea su una lettiga dorata; per le sue apparizioni sceglieva di solito l’ora sesta”. Cleopatra restò a Roma per diaciannove mesi, fino al 44 a.C. Con l’assassinio di Cesare il suo sogno si frantumò e nel constatare che suo figlio Cesarione era stato escluso dal testamento del padre la regina, delusa, decise di tornare nella sua Alessandria.

 

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