13 giugno 323 a.C.: morì Alessandro Magno

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Alessandro Magno (ph. Amphipolis.gr)

Il 13 giugno del 323 a.C. (fonti indicano anche il 10 e l’11) morì Alessandro il Grande.

Figlio del re Filippo II, fondatore della potenza macedone, Alessandro nacque a Pella nel 356 a.C. Tutti conoscono le sue imprese e la sua potenza.

Sia grazie ad un momento storico favorevole che alla sua innegabile astuzia militare e diplomatica, in soli dodici anni conquistò l’intero Impero Persiano, un territorio immenso che si estendeva dall’Asia Minore all’Egitto fino agli attuali Pakistan, Afganistan e India settentrionale. Dotato di grande coraggio e carisma, Alessandro aveva un forte ascendente sui suoi soldati, che spronava anche partecipando personalmente ai combattimenti. Inoltre, egli fu uno dei primi condottieri dell’antichità ad aver capito l’importanza fondamentale della propaganda, sia per guadagnare prestigio nelle proprie fila, che per incutere timore ai nemici. Al fine di consolidare le sue conquiste fondò in diversi luoghi strategicamente importanti numerose colonie militari che dovevano costituire un mezzo di influenza sia culturale che politica sui territori conquistati; tra queste ricordiamo Alessandria d’Egitto, la prima delle molte città a cui diede il suo nome. In Egitto Alessandro fu considerato un liberatore, infatti, era in quel paese africano che il giogo persiano era maggiormente avvertito e meno accettato. Alessandro ricompensò gli Egiziani della loro accoglienza riordinando l’amministrazione e abbandonando il modello delle satrapie persiane che fino ad allora era stato da lui adottato per i territori conquistati. Il grande condottiero dimostrò inoltre grande rispetto per gli dei del paese, tanto che si recò fino all’oasi di Siwa, nel deserto libico, per consultare l’oracolo di Amon (assimilato dai Greci a Zeus) al suo celebre santuario. Il responso oracolare lo dichiarò figlio del dio, offrendogli un punto di partenza per l’istituzione di un culto divino per il monarca.

Le sue conquiste influenzarono anche l’arte e la cultura, tanto che con lui nacque l’Ellenismo.

Alessandro morì a Babilonia forse avvelenato, forse per una recidiva della malaria che aveva contratto in precedenza o forse, secondo teorie più recenti, a causa di una cirrosi epatica provocata dall’abuso di vino. Dopo la morte del Conquistatore, l’Impero macedone fu suddiviso, non senza molti scontri e guerre, tra i generali che lo avevano accompagnato nelle sue spedizioni. Si costituirono così i cosiddetti regni ellenistici, tra cui quello Tolemaico in Egitto, quello degli Antigonidi in Macedonia e quello dei Seleucidi in Siria e in Asia Minore. L’eccezionalità del personaggio e delle sue imprese ispirò, già durante la vita ma ancor più dopo la sua morte, un gran numero di leggende e una sterminata tradizione letteraria e figurativa in cui il condottiero venne ritratto in sembianza di eroe (ad esempio è spesso scolpito nudo, un trattamento riservato, nella Grecia classica, esclusivamente agli dei o ai semidei). Nella ritrattistica è spesso assimilato ad Achille, di cui Alessandro stesso si considerava diretto discendente da parte di madre.

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