A pronunciare la frase virgolettata che compone il titolo è stato Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, durante la presentazione della seconda edizione di “Festa Etrusca! La storia si racconta”, nello splendido scenario del Museo Archeologico dell’Umbria, a Perugia, prima tappa di quattro eventi.

Il cinquecentesco Chiostro Grande del Convento di San Domenico, attuale sede del Museo Archeologico dell’Umbria. Foto Tiziana Giuliani.

Il percorso a cui fa riferimento il direttore Nizzo ha origine da un serious game a tema etrusco – Mi Rasna – ideato da Maurizio Amoroso, presidente di Entertainment Game Apps, Ltd. che ha avuto il duplice merito di avvicinare in modo originale tante persone – soprattutto bambini – al mondo degli etruschi e di mettere in dialogo tra loro le realtà museali ed archeologiche espressione della cultura etrusca.

Per dirla con le parole di Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Napoli che ospiterà la terza tappa di Festa Etrusca: “ha fatto più Maurizio (Maurizio Amoroso, nda) per mettere in rete i musei etruschi, che Garibaldi a Teano!”.

I relatori alla presentazione di Festa Etrusca, da sinistra: la direttrice del MANU, Maria Angela Turchetti; Valentino Nizzo, direttore del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia; Paolo Giulierini, direttore del Museo Archeologico nazionale di Napoli; Francesco Tapinassi, presidente di Toscana promozione turistica e Maurizio Amoroso, presidente di EgaMapps. Foto: Tiziana Giuliani.

Al seguente link è possibile leggere l’articolo che racconta l’esperienza della prima edizione di Festa Etrusca, un’unica tappa di due giorni presso il Museo Etrusco di Villa Giulia, e più nel dettaglio come nasce questa idea: https://mediterraneoantico.it/articoli/news/festa-etrusca-un-punto-di-arrivo-per-tante-altre-partenze/

Per alcune persone, ancora troppe, risulta faticoso associare la parola “festa” ad un museo o ad un’area archeologica. L’accezione di questo termine la conosciamo tutti e tutti sappiamo che deriva dal latino festum o dies festus, giorno di festa, che può essere inteso anche come baldoria e quindi confusione, caos.

Ma a me piace pensare ad un significato più remoto, che deriva dal greco festiao che si riferisce all’atto di accogliere presso il proprio focolare domestico – vastya in sanscrito – per una condivisione e un’accoglienza gioiosa, consapevole.

E credo non esista definizione migliore per descrivere come il Museo Archeologico dell’Umbria si è aperto a Festa Etrusca, agli amici che sono arrivati da altre regioni e ai cittadini di Perugia, grazie a Maria Angela Turchetti, che il museo dirige, e a tutto il personale che a lei fa capo.

La direttrice del MANU, Maria Angela Turchetti, ha accompagnato diversi gruppi di visitatori tra le sale del Museo. Foto: Tiziana Giuliani.

Una festa consapevole che ha portato i temi dell’archeologia fuori dalle preziose teche, dove gli antichi reperti vengono sapientemente tutelati, in una forma di valorizzazione che può essere toccata, vissuta e per questo resa concreta, reale.

Rievocatori, artigiani ed educatori hanno accompagnato i partecipanti in un viaggio divertente, innovativo, sorvegliato da vicino dalla direzione scientifica di Festa Etrusca, nella persona dell’archeologa e giornalista Simona Sanchirico, di Dià Cultura, ideatrice del format e dalla direzione artistica di Giulio Ranaldi, presidente dell’Associazione Svoldales

Simona Sanchirico, archeologa e giornalista, ideatrice del format di Festa Etrusca e moderatrice di una delle tavole rotonde organizzate durante l’evento. Foto: Tiziana Giuliani.

Una scelta che Entertainment Game Apps, Ltd. ha fatto fin dall’inizio di questa avventura, coinvolgendo il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia nella realizzazione di Mi Rasna, affidandogli la direzione scientifica.

Un aspetto, questo, su cui vale la pena soffermarsi perché aggiunge al termine “festa” un valore importante che potrebbe non essere percepito.

Alcuni rievocatori con strumenti musicali presenti alla seconda edizione di Festa Etrusca! La storia si racconta. Foto: Tiziana Giuliani.

Osservare una persona d’etrusco vestita colpisce l’osservatore per l’inconsueto outfit, ma sfugge spesso il lavoro di ricerca che sta dietro ogni singolo dettaglio, ogni singolo accessorio e dietro ogni singolo gesto che il rievocatore compie nell’esercizio delle sue arcaiche funzioni. Un tempo indefinito passato tra libri e articoli scientifici, ad osservare immagini antiche da cui carpire informazioni e poi sperimentazione, fino a raggiungere il risultato più vicino al vero, senza mai accontentarsi del tutto.

È questo che i rievocatori di Svodales fanno, sia nella ricerca dei materiali necessari che verranno manipolati nella forma utile, sia nella ricostruzione delle celebrazioni di culto proposte in ogni declinazione.

Materiali realizzati dall’Associazione Svodales e utilizzati durante le attività educative e di divulgazione. Foto: Tiziana Giuliani.

Ed è questo che fa Pithos nella scelta delle terre da amalgamare nella forma della ceramica antica, adeguandosi alla manualità degli artisti che operavano in quella stessa regione mediamente duemila e cinquecento anni fa, concedendo alla modernità il solo utilizzo dell’elettricità in sostituzione della legna, in un forno la cui tecnica di cottura resta però la stessa di un tempo.

Roberto Paolino, titolare di Pithos Ancient Reproductions, impegnato nella realizzazione, dal vivo, di una delle sue opere. Foto: Tiziana Giuliani.

Ed è questo che fanno tutti gli operatori che a vario titolo operano nel perimetro di questo evento, con passione e rigore scientifico, con allegria e piena collaborazione.

“Festa Etrusca! La storia si racconta” diventa così il collettore di queste esperienze che vengono ridistribuite in forma organizzata e in armonia con l’ente che ospita l’evento, il quale propone a sua volta incontri, visite guidate, tavole rotonde.

Il risultato finale lo possiamo vedere nelle immagini che passano sui social di MediterraneoAntico e che in parte arricchiscono questo articolo, oltre alle foto presenti nei social dedicati dagli organizzatori. Tante persone curiose e interessate, attirate da un modo diverso di comunicare l’antico e – soprattutto – tantissimi bambini.

Il grande impegno di Festa Etrusca è proprio questo: declinare l’archeologia nel linguaggio dei bambini, un impegno che assicura un futuro migliore per tutti noi, per la nostra storia e per le generazioni che verranno.

La prossima tappa impegnerà il team di Festa Etrusca il 27 e il 28 agosto, tra gli spazi aperti a picco sul mare del Parco Archeologico di Baratti e Populonia, diretto da Marta Coccoluto. Il programma è ancora in corso di definizione e ve ne daremo conto nei prossimo giorni, ma possiamo già anticiparvi che verrà montato un campo tendato etrusco dove “vivranno” i rievocatori per l’intero evento, raccontando e mostrando dal vero la vita quotidiana al tempo degli etruschi.

Vi aspettiamo.

 

GALLERY:

I laboratori di Festa Etrusca! Foto: Tiziana Giuliani.
I laboratori di Festa Etrusca! Foto: Tiziana Giuliani.
I laboratori di Festa Etrusca! Foto: Tiziana Giuliani.
I laboratori di Festa Etrusca! Foto: Tiziana Giuliani.
I materiali dei rievocatori. Foto: Tiziana Giuliani.
I materiali dei rievocatori. Foto: Tiziana Giuliani.
Le opere realizzate da Pithos utilizzando le vecchie tecniche. Foto: Tiziana Giuliani.
I materiali dei rievocatori. Foto: Tiziana Giuliani.
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Paolo Bondielli

Storico, studioso della Civiltà Egizia e del Vicino Oriente Antico da molti anni. Durante le sue ricerche ha realizzato una notevole biblioteca personale, che ha messo a disposizione di appassionati, studiosi e studenti. E’ autore e coautore di saggi storici e per Ananke ha pubblicato “Tutankhamon. Immagini e Testi dall’Ultima Dimora”; “La Stele di Rosetta e il Decreto di Menfi”; “Ramesse II e gli Hittiti. La Battaglia di Qadesh, il Trattato di pace e i matrimoni interdinastici”.

E’ socio fondatore e membro del Consiglio di Amministrazione dell’Associazione Egittologia.net. Ha ideato e dirige in qualità di Direttore Editoriale, il magazine online “MA – MediterraneoAntico”, che raccoglie articoli sull’antico Egitto e sull’archeologia del Mediterraneo. Ha ideato e dirige un progetto che prevede la pubblicazione integrale di alcuni templi dell’antico Egitto. Attualmente, dopo aver effettuato rilevazioni in loco, sta lavorando a una pubblicazione relativa Tempio di Dendera.

E’ membro effettivo del “Min Project”, lo scavo della Missione Archeologica Canario-Toscana presso la Valle dei Nobili a Sheik abd el-Gurna, West Bank, Luxor. Compie regolarmente viaggi in Egitto, sia per svolgere ricerche personali, sia per accompagnare gruppi di persone interessate a tour archeologici, che prevedono la visita di siti di grande interesse storico, ma generalmente trascurati dai grandi tour operator. Svolge regolarmente attività di divulgazione presso circoli culturali e scuole di ogni ordine e grado, proponendo conferenze arricchite da un corposo materiale fotografico, frutto di un’intensa attività di fotografo che si è svolta in Egitto e presso i maggiori musei d’Europa.

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