Descrizione
In questo nuovo lavoro Alberto Elli ci trasporta in un periodo storico di grande interesse, che vide la fine dellâImpero Romano dâOccidente e la stabilizzazione dellâImpero Romano dâOriente, che gli sopravvisse per circa un millennio. Uno dei protagonisti fu lâimperatore Zenone che è il protagonista anche di questa storia, insieme a due figlie che nella realtĂ non ha mai avuto.
Il documento che contiene questa storia è scritto in copto shaidico e risale allâ848, quindi alcuni secoli dopo lo svolgimento dei fatti, ed è custodito presso la Pierpont Morgan Library di New York. Nel 1947 lo studioso Drescher pubblicò in un supplemento degli Annales du services des AntiquitĂŠs de lâEgypte, Il Cairo, una raccolta di tre leggende copte dal titolo âThree coptic legends: Hilaria, Archellites, The Seven Sleepersâ.
Lâautore della pubblicazione ci informa che questa leggenda non esiste in greco e che quindi si tratta di una composizione originaria scritta in copto, non di una traduzione di un testo greco.
Il topos è quello noto che caratterizza la vita di molti uomini e donne a cui sono state riconosciute le virtĂš eroiche salendo poi allâonore degli altari. La scelta spiazzante di persone che rinunciano ad una condizione di vita agiata per dare al proprio cammino una dimensione spirituale profonda e totale, al di lĂ della fede, è sempre un aspetto su cui riflettere e a cui concedere grande attenzione.
Il manoscritto ci parla di Ilaria, figlia di Zenone, che sente di voler appartenere totalmente a Dio e per questo motivo è disposta a fuggire dalla reggia vestendosi da uomo e a vivere il resto della propria vita come tale per essere accettata in un monastero nei pressi di Alessandria dâEgitto. Saranno poi le vicende legate alla grave malattia della sorella a farla tornare a Bisanzio e a rivelare al padre, che ormai la credeva morta, la propria identitĂ .
Una lettura che va oltre lâaspetto filologico, che comunque resta lo scopo principale di questa pubblicazione, raccontando la storia di una donna tenace che ha voluto seguire la propria strada superando ostacoli inimmaginabili. Una leggenda, certo, che però somiglia da vicino a molte storie vere.















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