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I Musici di Caravaggio giungono a Napoli alle Gallerie di Palazzo...

A seguito di un accordo tra le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo e il Metropolitan Museum of Art di New York, il capolavoro I Musici di Caravaggio giunge a Napoli, alle Gallerie di Palazzo Zevallos Stigliano, sede museale di Intesa Sanpaolo, dove rimarrà esposto dal 6 maggio al 16 luglio.

Restaurato l’affresco trecentesco della Madonna del Riparo

Il dipinto della “Madonna del Riparo” versava in pessime condizione conservative ed era quasi del tutto illeggibile; il recupero, complesso e straordinario nei risultati,...

Svelate modifiche artistiche su alcune pitture egizie

© 2023 Martinez et al. Un team di ricercatori internazionali ha svelato dei particolari interessanti sulle pitture parietali delle tombe egizie di Menna (TT 69)...

I Giardini del Museo Archeologico di Napoli

Giardini, cortili e spazi aperti sono elementi vitali che sbocciano nelle nostre città dando respiro alla struttura a tratti serrata dell’edilizia storica e moderna, divenendo spazi di aggregazione comune. Lo stesso si può dire per i cortili che spesso si aprono nei palazzi storici e nei complessi monastici e conventuali, luoghi privati ma allo stesso tempo spazi in cui condividere momenti di vita comune; questo avviene al MANN (Museo Archeologico Nazionale di Napoli) dove tre grandi spazi aperti impreziosiscono il museo, donando luce alle sale che vi si affacciano. Ma per capire bene questi luoghi è necessario parlare della loro evoluzione nel corso dei secoli, soprattutto in termini di utilizzo dello spazio. La principale funzione di questi spazi aperti, nell’epoca del loro maggior splendore, era l’esposizione di sculture che vede i suoi precedenti nella storia antica fino ad arrivare al mondo ellenistico-romano. A partire dal Cinquecento fu ripresa la consuetudine di esporre opere in marmo nei giardini di ville e complessi cittadini, in particolare a Roma con il Cortile del Belvedere, Palazzo Chigi (La Farnesina) ed i giardini vaticani, a Firenze con il giardino di Boboli e a seguire con il giardino del Museo Archeologico Nazionale di Firenze di chiara matrice ottocentesca.