Il Buon secolo della pittura senese a Pienza

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La grande mostra che si svolge in tre  straordinarie città gioiello del Senese e che resterà a parta fino al 30 giugno 2017, si ispira, nel titolo, ad una frase dell’abate Luigi Lanzi, storico dell’arte vissuto tra ‘700 e ‘800 ed è dedicata ad uno specifico periodo storico che va dagli inizi del XVI alla metà del XVII secolo, quando l’arte senese brillava di eccellenti e singolari personalità artistiche, a tutt’oggi, nella maggior parte dei casi, ancora troppo poco note al grande pubblico.

Allo scopo di migliorare la loro conoscenza, nasce l’idea di questa originale rassegna in cui le città di Montepulciano, S. Quirico d’Orcia e Pienza ospitano ciascuna, prendendo spunto da un capolavoro che si trova già sul loro territorio, una sezione espositiva dedicata ad un importante artista senese ed al suo ambiente.

Ogni singola sede quindi è, di per sé, una straordinario scrigno di importanti capolavori che merita un singolo, dettagliato, approfondimento.

PIENZA – CHIESA DI SAN CARLO BORROMEO

La presenza, nella chiesa di San Carlo Borromeo che è parte integrante del circuito di visita del nuovo polo espositivo del Comune di Pienza, di una splendida ma poco conosciuta pala di Francesco Rustici, permette di costruire attorno a quest’opera un’interessante esposizione monografica riguardante l’attività del Rustichino, pittore di grande abilità ma poco conosciuto al grande pubblico, morto poco più che trentenne, con un catalogo quindi molto ridotto ma da considerarsi come uno dei maggiori esponenti del naturalismo caravaggesco a Siena. Si tratta quindi della grande opportunità di vedere riunito, in un’unica sede e per la prima volta,  un buon numero di opere di questo raro ma eccellente artista.

Sono esposti, inoltre, a confronto, alcuni dipinti di Rutilio Manetti, forse il più conosciuto tra i rappresentanti senesi di questo movimento stilistico, Domenico Manetti, Astolfo Petrazzi, Niccolò Tornioli e Bernardino Mei, pittori anch’essi che, nella loro arte,  subirono l’influsso del caravaggismo.

Accanto ai suddetti quadri, sono presenti alcune opere dei pittori tardo manieristi legati per parentela al Rustici, nel cui ambiente egli ricevette la prima formazione quali Cristofano Rustici, Vincenzo Rustici e Alessandro Casolani oltre a dipinti di Antiveduto Grammatica e Orazio Gentileschi, considerati tra i suoi maestri ispiratori.

La sede dell’esposizione è stata individuata nei suggestivi ambienti del piano terra dell’ex Conservatorio S. Carlo Borromeo, già adibiti a sede museale, contigui e comunicanti con l’omonima chiesa in cui si conserva la pala del Rustici. Essi, indubitabilmente,  offrono la possibilità di creare, in un edificio storico e prestigioso, un percorso espositivo perfettamente coerente con l’importanza della manifestazione.

 Il percorso espositivo risulta diviso in quattro sezioni:

 La prima sezione, intitolata: “I precedenti: la bottega dei Rustici e Alessandro Casolani”, sarà dedicata a illustrare alcune opere di Cristofano Rustici, Alessandro Casolani e Vincenzo Rustici.

 La seconda sezione dal titolo: “Gli ispiratori e i soggiorni romani”, comprende opere di Orazio Gentileschi e di Antiveduto Gramatica, oltre ad una copia del Mondafrutto di Caravaggio.

 La terza sezione: “I pittori naturalisti contemporanei” è dedicata ad una selezione di pittori senesi, contemporanei del Rustichino che, in vario modo, sono stati influenzati dal naturalismo caravaggesco come, tra gli altri, Rutilio e Domenico Manetti, Astolfo petrazzi, Niccolò Tornioli e Bernardino Mei.

 La quarta sezione, “Francesco Rustici detto il Rustichino, caravaggesco gentile” presenta un notevole numero di opere e riguarda tutta l’attività di Francesco Rustici durante il breve arco della sua esistenza, dalle prime creazioni, ancora fortemente manieriste, eseguite sotto l’influsso paterno, ai dipinti della tarda attività, carichi di drammaticità e bagliori caravaggeschi

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